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Bernard e Sabine le speranze
Venus e Serena i ricordi

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Mi chiedo come si sia potuto, per secoli, fare buona cronaca senza che i  lettori interloquissero direttamente con chi scriveva. Perché le critiche e le segnalazioni degli errori sono utilissime, oltre che benefici bagni di umiltà. Grazie dunque a Roberto, Maurizio e Luca e agli altri lettori che mi hanno mandato mail con qualche complimento e molti appunti. Del tipo: caro Giua, la Pennetta è brindisina e non tarantina (vero), è stato Gasquet a eliminare Bolelli (mica l'irsuto Baghdatis, segnaccio rosso!), la BBC non trasmette spot pubblicitari (lo sapevo, accidenti...). Ho una sola, ma non sufficiente, scusante: Rep. lay va online in tempo reale e - come dice un collega napoletano molto spiccio  -  siamo sempre alla vigilia di una sesquipedale stronzata.

Premessa dovuta e finanche sguaiata che perdonerete così come - spero - gli errori che farò in futuro. Intanto il Big Monday, il giorno da sempre più avvincente degli Championships, ha portato la sorpresa delle storiche eliminazioni quasi in simultanea delle sorelle Williams, entrambe in due set: Serena messa al tappeto dalla francese Marion Bartoli (6-3 7-6), Venus dalla bulgara Tsvetana Pironkova (6-2 6-3). Dal 2000 al 2010 le sorelle hanno vinto nove volte su undici sull'erba londinese e solo nel 2006 né l'una né l'altra erano arrivate in finale (Mauresmo sulla Henin 2-6 6-3 6-4). Nel 2004, invece, fu la diciassettenne Maria Sharapova a battere Serena per 6-1 6-4. Forse è finita un'epoca. Sono ansioso di leggere cosa ne scriverà su Repubblica il maestro inarrivabile di tutti noi, Gianni Clerici.  

Il Big Monday, poi, impone all'attenzione generale due giovanissimi atleti di cui finora s'era poco parlato, Bernard Tomic e Sabine Lisicky, nemmeno 40 anni in due (18 l'australiano di origine croate nato a Stoccarda, 21 la tedesca di origine polacca che vive in Florida). Storie di melting pot e integrazioni riuscite, le loro.

Arrivato con la famiglia in Australia quando sa appena camminare, Tomic viene cresciuto con l'obiettivo di farne un campione. Missione riuscita, dalla prossima settimana sarà il numero uno nella classifica dei giocatori australiani. Entrato in tabellone a Wimbledon dalle qualificazioni, supera di slancio ostacoli del calibro di Davydenko, Andreev, Soderling e oggi Xavier Malisse (6-1 7-5 6-4) e nei quarti incontrerà la seconda testa di serie, Nole Djokovic. Numero 158 nel ranking ATP, Bernard a 18 anni e 226 giorni d'età è il più giovane tennista ad arrivare così avanti nello Slam sull'erba dai tempi del fenomeno Boris Becker che vinse il titolo nel 1985 a 17 anni e 227 giorni. Prima, meglio di lui avevano fatto Bjorn Borg (nei quarti a 17 anni e 32 giorni nel 1973) e John McEnroe (18 anni e 136 giorni). Precedenti impegnativi.

Sabine Lisicki è figlia di immigrati polacchi in Germania, dove comincia giocare a sette anni. Si capisce presto che è un talento e si trasferisce all'Academy di Nick Bolettieri a Bradenton. Imposta il suo gioco su un devastante servizio (fino a 210 chilometri l'ora) e su un'eccezionale difesa da fondo campo. A Wimbledon ha già eliminato Anastasija Sevastova, Na Li (reduce dalla vittoria a Parigi), Misaki Doi e, infine, Petra Cetkovska, la ceca che s'è arresa oggi sul 7-6 6-1. Nei quarti, che aveva già raggiunto nel 2009 perdendo contro l'allora numero 1 Dinara Safina, troverà la lanciatissima Bartoli. Salita nel 2009 fino al posto 22 del ranking WTA, nel 2010 la Lisicki ha subito un grave infortunio alla caviglia che l'ha messa fuori gioco per mesi, fino ad uscire dalle prime cento nel mondo. Ora, il ritorno tra le migliori.

Sono Bernard e Sabine il futuro del tennis, mentre le Williams sono forse il passato. Il presente sono i Fab Four. Djokovic e Murray passano il turno in scioltezza in tre set ai danni, rispettivamente, dei francesi Llodra e Gasquet. Faticano invece un po' di più Federer con Youzhny e Nadal con Del Potro. In entrambi i casi, ci vogliono quattro set. Tra le donne vanno ai quarti senza rischiare Sharapova, Azarenka e Kvitova. Mentre  -  ma non deve stupire più di tanto  -  esce di scena Caroline Wozniacki, sconfitta dalla Cibulkova 1-6 7-6 7-5. Per la danese sembra la maledizione: è una numero 1 che non vince mai uno Slam. Difficile, così, entrare nella storia del tennis. c. giua@kataweb. it