Replay

Il destino delle ragazze
uno slam e poi basta

2 minuti di lettura
Da una parte - quella maschile - c'è il tennis dominato da quattro giocatori, con inserimenti rarissimi di outsider come  Del Potro agli US Open del 2009. Dall'altra un continuo ricambio di tenniste di prima fascia, il cui livello temporaneo di forma e lucidità diventa decisivo per vincere i tornei più importanti. Va avanti così da quando Justine Henin è uscita di scena, l'altra belga Kim Clijsters funziona a corrente alternata e le sorelle Williams hanno ridotto l'attività e affrontato problemi fisici e tecnici importanti.

La conferma di questo trend viene da Flushing Meadows, dove le donne hanno già concluso il primo turno. La Clijsters, trionfatrice del primo slam dell'anno in Australia e campionessa uscente agli US Open, aveva dato forfait già a dieci giorni dal via. Dopo aver saltato Wimbledon per un infortunio alla caviglia, era scesa in campo tre settimane fa a Toronto dando la sensazione di poter lottare al massimo livello. Invece l'aveva subito fermata un risentimento addominale. Inutile il tentativo di recupero: "L'approccio dovrà essere graduale al fine di evitare ricadute, per questo non posso garantire la mia presenza nemmeno a Tokyo e Pechino", ha dichiarato qualche giorno fa. Fuori una.

Na Li aveva affrontato la Clijsters a Melbourne in finale - mai successo a una cinese - e aveva perso. S'era ripetuta al Roland Garros, arrivando all'ultimo atto e vincendo contro la nostra Schiavone. Suo dunque il secondo slam 2011: una consacrazione che sembrava proiettarla verso una seconda metà dell'anno da protagonista. Invece, il buio o quasi, senza più nessun risultato di rilievo. Finita al secondo turno l'avventura a Wimbledon (dov'era testa di serie numero 3) con la sconfitta subita per mano della tedesca Sabine Lisicki, a Flushing Meadows è stata fermata con un perentorio 6-2 7-5 da una ventenne rumena, Simona Halep, che è stata qualche mese fa numero 52 del ranking WTA e di cui  finora s'è parlato soprattutto per l'ingombrante seno che certo non l'aiuta. Fuori due.

La vincitrice sull'erba di Wimbledon era stata, con qualche sorpresa, Petra Kvitova, che aveva mostrato un tennis potente e sicuro nella finale con       Maria Sharapova (6-3 6-4). La ceca, prima tennista classe '90 a vincere un titolo dello slam, era di diritto una delle più accreditate a  far bene sul terreno veloce newyorkese. Invece anche a lei è toccato a Flushing Meadows affrontare una rumena, Alexandra Dulgheru, in grande spolvero: 7-6 6-3 il risultato finale. Fuori tre.

La più regolare della stagione, a questo punto sembra essere proprio Maria Sharapova, vincitrice in stagione a Roma e Cincinnati, finalista a Miami e Wimbledon e semifinalista al Roland Garros. Anche se anche lei ha rischiato di finire fuori al primo turno di Flushing Meadows, dove ha faticato molto (3-6 7-5 6-3) contro la britannica Heather Watson, 102 al mondo. Un esordio che non promette bene per la russa.

In attesa di scoprire chi sarà la sorpresa femminile di questi US Open, godiamoci il secondo turno con lo scontro azzurro tra una Pennetta che sembra finalmente  ritrovata (finora ha avuto un'annata deludente) e la sorprendente Romina. Si faranno le ore piccole con loro sul campo numero 11. c. giua@kataweb. it