Sarà che, dati l'età e lo scarso tennis che ormai posso mettere in mostra, mi piace giocare i doppi più dei singolari. Oppure che mi tocca constatare ogni volta come la nobilissima specialità dei quattro in campo sia sottovalutata dalle tv e dai giornali. Fatto sta che a me la notizia che più ha colpito della terza giornata degli US Open è quella che solo i più fanatici tennisfili già sanno: i gemelli Bryan, numeri 1 nelle classifiche ATP e campioni 2010 a Flushing Meadows, sono usciti di scena al primo turno. L'impresa di far fuori Bob e Mike è riuscita alla coppia Ivo Karlovic - Frank Moser (6-4 2-6 6-2) che non è nemmeno testa di serie. Il croato - che dispone di uno dei servizi più devastanti del circuito, e l'ha fatto vedere anche stavolta - e il tedesco potranno così raccontare ai nipoti di essere stati i primi a sconfiggere i gemelli americani al primo turno di uno slam dal 2001 e al primo turno degli US Open dal 1999. Credo si tratti di record assoluti in una disciplina che di solito non vede le coppie durare tanto a lungo. Commentando l'exploit degli avversari e in particolare di Moser, Bob è stato un po' acido: "Per lui è stata la partita della vita" (Washington Post). Non è lontano dal vero: il tedesco ha 34 anni, non è stato un top player in singolare (miglior piazzamento nella classifica ATP: 288 nel 2003) e nemmeno nel doppio è mai andato oltre il secondo turno in uno slam.
A 33 anni, i Bryan sono una leggenda del tennis. Nati a tre minuti di distanza, Bob e Mike (il "maggiore") hanno vinto 73 tornei del tour ATP e undici slam: 5 Australian, 1 Roland Garros, 2 Wimbledon e 3 US Open. Anche se con meriti dimezzati, sono gli unici giocatori in attività a poter fare concorrenza, in quanto a titoli, a Federer e Nadal. Se il problema di Mike, ora, è come occupare il tempo nei prossimi giorni, Bob dovrà concentrarsi per difendere il trionfo dell'anno scorso con Liezel Huber nel doppio misto sul veloce newyorkese.
Visto che stiamo parlando di doppio, è giusto notare come gli italiani se la stiano cavando egregiamente. Bolelli-Fognini hanno sconfitto in tre set la coppia Berlocq (Argentina)-Rosol (Repubblica ceca). Nel secondo turno incontreranno proprio Karlovic-Moser. A Bracciali-Starace sono bastati due set per mettere sotto Cermak (Repubblica ceca)-Polasek (Slovacchia). Idem per Seppi che gioca con lo spagnolo Marrero: vittoria in due set su Clement (Francia)-Dlouhy (Repubblica ceca). Il mio amico Giovanni mi suggerisce di seguire, ora che i Bryan sono fuori, la coppia colombiana Juan Sebastian Cabal - Robert Farah: e io lo scrivo a futura memoria.
Le azzurre del doppio non sono ancora entrate in scena. Flavia Pennetta e l'argentina Gisela Dulko, che in coppia sono le numero 4 e 5 del ranking WTA, potrebbero darci qualche soddisfazione.
Come nel caso dei gemelli Bryan, è inevitabile che nei primi turni facciano più rumore le uscite di scena eccellenti piuttosto che le vittorie dei favoriti. Anche se, come scrive Ubaldo Scanagatta su Ubitennis.com, "a meno che qualcuno si ecciti per la sconfitta della Bartoli con la McHale - ma bisogna avere la carta verde americana - o per la Falconi che, battuta la Cibulkova, ha danzato avvolta nella bandiera a stelle e strisce, se la notizia del giorno deve essere il ritiro di Robin Soderling o quello di Venus Williams, beh non è che stiamo messi benissimo". Di fatto, però, il forfait della più anziana delle sorellone non può non preoccupare. Venus sarebbe affetta dalla sindrome di Sjogren, una malattia autoimmune che l'ha tanto prostrata al primo turno da impedirle al secondo di scendere in campo con la tedesca Sabine Lisicki, una delle sorprese di Wimbledon. Brutta cosa. Le voci di una sua rinuncia a proseguire la carriera, sempre più ricorrenti, a questo punto diventano qualcosa di più concreto. Per lo svedese Soderling, invece, solo un problema intestinale. Cose che capitano a tutti noi, non è vero?
[email protected]
A 33 anni, i Bryan sono una leggenda del tennis. Nati a tre minuti di distanza, Bob e Mike (il "maggiore") hanno vinto 73 tornei del tour ATP e undici slam: 5 Australian, 1 Roland Garros, 2 Wimbledon e 3 US Open. Anche se con meriti dimezzati, sono gli unici giocatori in attività a poter fare concorrenza, in quanto a titoli, a Federer e Nadal. Se il problema di Mike, ora, è come occupare il tempo nei prossimi giorni, Bob dovrà concentrarsi per difendere il trionfo dell'anno scorso con Liezel Huber nel doppio misto sul veloce newyorkese.
Visto che stiamo parlando di doppio, è giusto notare come gli italiani se la stiano cavando egregiamente. Bolelli-Fognini hanno sconfitto in tre set la coppia Berlocq (Argentina)-Rosol (Repubblica ceca). Nel secondo turno incontreranno proprio Karlovic-Moser. A Bracciali-Starace sono bastati due set per mettere sotto Cermak (Repubblica ceca)-Polasek (Slovacchia). Idem per Seppi che gioca con lo spagnolo Marrero: vittoria in due set su Clement (Francia)-Dlouhy (Repubblica ceca). Il mio amico Giovanni mi suggerisce di seguire, ora che i Bryan sono fuori, la coppia colombiana Juan Sebastian Cabal - Robert Farah: e io lo scrivo a futura memoria.
Le azzurre del doppio non sono ancora entrate in scena. Flavia Pennetta e l'argentina Gisela Dulko, che in coppia sono le numero 4 e 5 del ranking WTA, potrebbero darci qualche soddisfazione.
Come nel caso dei gemelli Bryan, è inevitabile che nei primi turni facciano più rumore le uscite di scena eccellenti piuttosto che le vittorie dei favoriti. Anche se, come scrive Ubaldo Scanagatta su Ubitennis.com, "a meno che qualcuno si ecciti per la sconfitta della Bartoli con la McHale - ma bisogna avere la carta verde americana - o per la Falconi che, battuta la Cibulkova, ha danzato avvolta nella bandiera a stelle e strisce, se la notizia del giorno deve essere il ritiro di Robin Soderling o quello di Venus Williams, beh non è che stiamo messi benissimo". Di fatto, però, il forfait della più anziana delle sorellone non può non preoccupare. Venus sarebbe affetta dalla sindrome di Sjogren, una malattia autoimmune che l'ha tanto prostrata al primo turno da impedirle al secondo di scendere in campo con la tedesca Sabine Lisicki, una delle sorprese di Wimbledon. Brutta cosa. Le voci di una sua rinuncia a proseguire la carriera, sempre più ricorrenti, a questo punto diventano qualcosa di più concreto. Per lo svedese Soderling, invece, solo un problema intestinale. Cose che capitano a tutti noi, non è vero?
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