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Il ritorno in scena dei ragazzi
presto scomparsi nel singolare

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It's raining, thief Government! La pioggia a Flushing Meadows offrirebbe l'occasione per ragionare distesamente sulle partite di lunedì: Djokovic che fatica a contenere l'estro mattoide di Dolgopolov; Serena che mostra che, se sta così, non ce n'è per nessuna; la Schiavone che non ce la fa a contenere la straripante forza ventenne della Pavlyuchenkova; Tsonga che si conferma giocatore soprattutto da slam. Invece, i due temi che meritano attenzione - ma è il giudizio di un italico osservatore amatore del tennis - sono quanto mostrato in campo da Roger Federer e i buoni risultati ottenuti delle nostre coppie.

Anzi, cominciamo proprio da qui, dai tornei di doppio. Con una dovuta richiesta di scuse. Nei giorni scorsi ho scritto più volte che i nostri maschietti, e in particolare due talenti come Fognini e Bolelli, dovrebbero andare a lezione da Flavia Pennetta e Francesca Schiavone per imparare come non si debba mai mollare, come il tennis sia sofferenza…
It's raining, thief Government! La pioggia a Flushing Meadows offrirebbe l'occasione per ragionare distesamente sulle partite di lunedì: Djokovic che fatica a contenere l'estro mattoide di Dolgopolov; Serena che mostra che, se sta così, non ce n'è per nessuna; la Schiavone che non ce la fa a contenere la straripante forza ventenne della Pavlyuchenkova; Tsonga che si conferma giocatore soprattutto da slam. Invece, i due temi che meritano attenzione - ma è il giudizio di un italico osservatore amatore del tennis - sono quanto mostrato in campo da Roger Federer e i buoni risultati ottenuti delle nostre coppie.

Anzi, cominciamo proprio da qui, dai tornei di doppio. Con una dovuta richiesta di scuse. Nei giorni scorsi ho scritto più volte che i nostri maschietti, e in particolare due talenti come Fognini e Bolelli, dovrebbero andare a lezione da Flavia Pennetta e Francesca Schiavone per imparare come non si debba mai mollare, come il tennis sia sofferenza e come non si possa mai peccare di presunzione. Ebbene, i due mi hanno smentito in quattro e quattr'otto andandosi a conquistare un posto nei quarti di finale del doppio degli US Open, battendo per 7-5 6-4 una coppia di qualità come quella formata da Xavier Malisse, belga dal braccio sapiente, e Mark Knowles, che viene dalle Bahamas e ha già vinto gli US Open con il canadese Daniel Nestor nel 2004. Bravi Fabio e Simone. Ora si preparano ad affrontare le teste di serie numero 7, Lindstedt (Svezia) - Tecau (Romania). Un altro italiano che sembrava più morto che vivo (Seppi, fuori al primo turno di singolare per mano di Juan Monaco in tre set) è arrivato ai quarti di finale insieme al partner spagnolo David Marrero. A loro tocca la coppia austro-germanica Melzer-Petzschner, teste di serie numero 9. Bravo anche Andreas. Dovessero farcela tutti e tre a superare il turno, si troverebbero a scontrarsi in semifinale.

Anche nel doppio femminile abbiamo una nostra coppia nei quarti, Sara Errani - Roberta Vinci, deluse dal torneo di singolare perché della stessa pasta di Pennetta e Schiavone in quanto a tenacia e grinta. La bolognese e la tarantina trovano però ora sul loro cammino una coppia di eccellenti tenniste, la slovacca Daniela Hantuchova e la polacca Agnieszka Radwanska. La posizione nel seed delle nostre (15) è migliore di quella delle avversarie: non basta, ma fa sperare.

Roger, si diceva. Il numero 3 del ranking ATP ha messo in mostra un tennis efficace che ha annichilito il povero argentino Juan Monaco, pur reduce da un bel successo con il redivivo Tommy Haas, e ha letteralmente estasiato il pubblico di Flushing Meadows. Soprattutto, Federer ha potuto puntare sul più redditizio serve-and-volley, perché il gioco di Monaco lo consente al meglio. La sensazione è che l'ex numero 1 patisca chi lo costringe, giocando lungo e teso, sulla difensiva. A trent'anni, di cui dieci tra i top ten, lo svizzero deve trovare un nuovo equilibrio che gli consenta di restare al massimo livello per l'intero torneo anche quando gli toccano avversari che la buttano sul fisico, come certamente farà Tsonga nei quarti di finale.

L'altro match nella parte alta del tabellone sarà tra i due serbi Djokovic e Tipsarevic. Il secondo, simpaticissimo, dovrà comunque sacrificarsi, come accade quando Federer deve battersela con Wawrinka. Sarebbe una fortuna vedere venerdì in campo, in semifinale, Roger e Nole: per gli occhi e per il palato degli affezionati più esigenti.

Domani, invece, ci piacerebbe parlare qui di Donald Young. Se non sapete ancora chi è, cominciate ad informarvi.

c.giua@kataweb. it