Replay

E' questo il supersabato
del tennis del secolo

2 minuti di lettura
Le semifinali perfette. Dopo dieci giorni di passione, gli US Open 2011  ci offrono oggi  la sintesi forse definitiva del tennis maschile del primo scorcio di millennio: il numero 1 Djokovic contro il numero 3 Federer, il 2 Nadal contro il 4 Murray. Chiunque vinca, sarà certamente il migliore.

Novak Djokovic, 24 anni, è entrato tra i primi quattro più forti giocatori del mondo nel giugno del 2007, a vent'anni, e da allora ci resta stabilmente. Rafael Nadal ha un anno di più del serbo ma è un top four da quando ha 19 anni e tre giorni,  il 6 giugno 2005. Roger Federer, classe 1981, arriva nell'Olimpo nella primavera del 2003, a meno di 22 anni, e conquista la prima posizione nel ranking ATP a 22 anni e mezzo nel febbraio del 2004. Ad Andy Murray, stessa età di Djokovic, manca ancora lo slam: è lui l'ultimo arrivato in questo consesso di campioni, nel settembre 2008. Da allora, con qualche irrilevante eccezione, i quattro grandi del tennis convivono al vertice scambiandosi i tre posti di rincalzo. Al numero 1 si sono alternati lo svizzero, lo spagnolo e il servo, mai lo scozzese.

Già da oggi, a due giorni dalla finale, sappiamo dunque che il torneo di Flushing Meadows confermerà la regola che non vinci uno slam se non fai parte del club NRR+A, che sta per Nole (3 slam in bacheca), Roger (16) e Rafael (10) più Andy, che ha già disputato tre finali. Tirate le somme, è dal Roland Garros del 2005 che i quattro trofei annuali del grande tennis se li prendono loro. Unica deroga nel 2009 proprio a New York, dove in finale Juan Martin Del Potro sconfisse Roger Federer.

Ma chi è il favorito? E' davvero improbo fare pronistici. Tutti e quattro sembrano in un momento di grazia, fisicamente a posto, psicologicamente senza problemi evidenti. A me hanno impressionato Federer per come s'è liberato nei quarti di Tsonga, uno che adora gli slam (6-4 6-3 6-3), e Murray, capace di far fronte alla sorpresa Isner, al quale è praticamente impossibile togliere il servizio (7-5 6-4 3-6 7-6). Djokovic, vittorioso a fatica giovedì con il connazionale Tipsarevic, che se si fosse azzardato a batterlo avrebbe fatto meglio a non tornare a Belgrado (7-6 6-7 6-0 3-0 ritiro), ha un piede malmesso, ma le 48 ore di sosta potrebbero essere bastate a guarirlo. Nadal arriva relativamente fresco all'appuntamento con Andy Murray perché Roddick, sfiancato dal turno precedente, non ha di fatto opposto resistenza (l'americano era stato nel 2003 l'ultimo vincitore agli US Open prima dell'era NRR+A, con la citata eccezione Del Potro di due anni fa).

Leggo che molti si sbilanciano a favore di Federer (wishful thinking, ossia la speranza che diventa convinzione). Io credo invece che questo sia l'anno di Nole, che ha vinto il primo e terzo slam e ha perso il secondo, sulla terra rossa parigina, uscendo in semifinale contro Federer.

Nel supersabato che ha in calendario anche le semifinali femminili (Serena Williams affronta la numero 1 del mondo Caroline Wozniacki, mentre la tedesca Angelique Kerber  -  l'antiPennetta - se la vede con l'australiana Sam Stosur), lasceranno New York gli ultimi italiani fino a ieri in gara, Fabio Fognini e Simone Bolelli, che hanno perso la semifinale del doppio maschile (4-6 7-6 1-6) contro Jurgen Melzer (Austria) e Philipp Petzschner (Germania). Devono essere soddisfatti sia loro sia il capitano della Davis Corrado Barazzutti, che il prossimo week end guiderà gli azzurri nel tentativo di rientrare nella èlite del tennis a squadre. A Santiago del Cile i nostri avversari si stanno già allenando. Nessuna sorpresa nella formazione: Gonzalez, Massu, Capdeville e Aguilar. Dei quattro, solo Capdeville è nei primi cento della classifica ATP, proprio all'ultimo posto. Gli altri sono dietro, ma l'ex numero 5 al mondo  (nel 2007, mica vent'anni fa) Fernando Gonzalez  -  se ha recuperato, come sembra, dopo la lunghissima sosta  -  è in grado di mettere in difficoltà serie chiunque dei nostri. Insomma, godiamoci il grande tennis di oggi, domani e lunedì e poi concentriamoci sull'appuntamento cileno.

[email protected]