Mancano, di fatto, due soli grandi eventi a chiudere la stagione che ha interrotto per sempre la diarchia Federer-Nadal tra gli uomini e ha dimostrato che è necessario vincere almeno una delle battaglie più cruente per puntare al trono di regina tra le donne. Sono due eventi ATP, perché le più forti ragazze della WTA sono già in vacanza dopo il Master Championship di Istanbul. Appuntamento dunque a Parigi Bercy (7-13 novembre) per l'ultimo Master 1000 dell'anno e a Londra (19-27 novembre) per le Master Finals che vedranno gli otto migliori affrontarsi con la formula a gironi, molto spettacolare. I qualificati sono al momento Djokovic, Nadal, Murray, Federer e Ferrer. Avremo modo di parlarne nelle prossime settimane.
Per le donne, invece, è tempo di bilanci. Al Master Championship sono approdate in finale le due giocatrici che nel corso dell'anno hanno forse mostrato il tennis più aggressivo: la bielorussa Viktoria "Vika" Azarenka e la ceca Petra Kvitova. Ha prevalso la seconda al termine di un match in cui hanno fatto la differenza il primo servizio (63 per cento contro 56) e le risposte vincenti (43 contro 39): il risultato, 7-5 4-6 6-3, rispecchia solo in parte l'andamento della partita. Per esempio, non dice nulla sull'incredibile primo set, con Kvitova che va 5-0, Azarenka che recupera fino al 5 pari, infine i due game decisivi per la ceca.
Petra, che in gennaio era piazzata oltre il trentesimo posto nel ranking mondiale, in luglio s'è presa il torneo più prestigioso, Wimbledon, a soli 21 anni e quattro mesi; in tutto, ha conquistato sei titoli come la numero 1 del ranking, la danese Caroline Wozniacki: Brisbane, Parigi (al chiuso in febbraio), Madrid, Wimbledon, Linz e ora Istanbul. Azarenka, 22 anni, in dieci mesi s'è portata a casa i trofei di Miami, Marbella e Lussemburgo. Non male.
Petra e Vika cominceranno il 2012 ai posto 2 e 3 del ranking WTA, avendo entrambe scavalcato di slancio, in terra turca, Maria Sharapova. Delle prime quattro nel ranking, solo la ceca ha vinto uno slam nel 2011. In gennaio a Melbourne aveva trionfato la belga Kim Clijsters, poi uscita di scena per i noti guai fisici (ora è numero 13 WTA); a Parigi era toccato alla cinese Na Li (5), vittoriosa sulla campionessa uscente Francesca Schiavone (11); agli US Open, infine, per la prima volta il successo in uno dei quattro grandi tornei era andato all'australiana Samantha Stosur (6). Maria Sharapova (4) ha illuso chi la pronosticava tra le dominatrici dell'anno: ha vinto a Roma e Cincinnati, ma ha fallito la grande occasione a Wimbledon, dominata per 6-3 6-4 dalla Kvitova, appunto. La Wozniacki, infine: sei tornei nel carniere, ma - esclusi Dubai e Indian Wells - non di prima fascia: Charleston, Bruxelles, Copenaghen e New Haven.
Petra Kvitova, insomma, è a tutti gli effetti la tennista dell'anno. Ha trionfato nello slam che conta di più e nel "campionato mondiale"; ha fatto il salto più significativo in qualità di gioco e tenuta agonistica; ha solo quattro mesi meno - marzo contro luglio 1990 - della Wozniacki, assoluto fenomeno in termini di precocità di rendimento (tra le prime venti, fa "meglio" di loro solo la russa Anastasia Pavlyuchenkova, 15 WTA, che è addirittura del luglio 1991). Ora ha un obiettivo da raggiungere: riuscire in gennaio, sotto il sole australe, a colmare il ridicolo ritardo di 115 punti che la separano dalla danese. Che, comunque, finora degli slam ha solo sentito il profumo nel 2009, quando a 18 anni ha perso gli US Open contro Kim Clijsters.
L'aveva vista giusta il sito di Ubaldo Scanagatta, ubitennis.com, che il 15 febbraio, subito dopo la finale parigina inaspettatamente vinta da Petra sulla Clijsters (sempre lei!) con un perentorio 6-4, 6-3, si chiese: è nata una stella? Ora, nemmeno nove mesi dopo, possiamo rispondere con un sí (abbastanza) convinto.
(c. giua@kataweb. it)
Per le donne, invece, è tempo di bilanci. Al Master Championship sono approdate in finale le due giocatrici che nel corso dell'anno hanno forse mostrato il tennis più aggressivo: la bielorussa Viktoria "Vika" Azarenka e la ceca Petra Kvitova. Ha prevalso la seconda al termine di un match in cui hanno fatto la differenza il primo servizio (63 per cento contro 56) e le risposte vincenti (43 contro 39): il risultato, 7-5 4-6 6-3, rispecchia solo in parte l'andamento della partita. Per esempio, non dice nulla sull'incredibile primo set, con Kvitova che va 5-0, Azarenka che recupera fino al 5 pari, infine i due game decisivi per la ceca.
Petra, che in gennaio era piazzata oltre il trentesimo posto nel ranking mondiale, in luglio s'è presa il torneo più prestigioso, Wimbledon, a soli 21 anni e quattro mesi; in tutto, ha conquistato sei titoli come la numero 1 del ranking, la danese Caroline Wozniacki: Brisbane, Parigi (al chiuso in febbraio), Madrid, Wimbledon, Linz e ora Istanbul. Azarenka, 22 anni, in dieci mesi s'è portata a casa i trofei di Miami, Marbella e Lussemburgo. Non male.
Petra e Vika cominceranno il 2012 ai posto 2 e 3 del ranking WTA, avendo entrambe scavalcato di slancio, in terra turca, Maria Sharapova. Delle prime quattro nel ranking, solo la ceca ha vinto uno slam nel 2011. In gennaio a Melbourne aveva trionfato la belga Kim Clijsters, poi uscita di scena per i noti guai fisici (ora è numero 13 WTA); a Parigi era toccato alla cinese Na Li (5), vittoriosa sulla campionessa uscente Francesca Schiavone (11); agli US Open, infine, per la prima volta il successo in uno dei quattro grandi tornei era andato all'australiana Samantha Stosur (6). Maria Sharapova (4) ha illuso chi la pronosticava tra le dominatrici dell'anno: ha vinto a Roma e Cincinnati, ma ha fallito la grande occasione a Wimbledon, dominata per 6-3 6-4 dalla Kvitova, appunto. La Wozniacki, infine: sei tornei nel carniere, ma - esclusi Dubai e Indian Wells - non di prima fascia: Charleston, Bruxelles, Copenaghen e New Haven.
Petra Kvitova, insomma, è a tutti gli effetti la tennista dell'anno. Ha trionfato nello slam che conta di più e nel "campionato mondiale"; ha fatto il salto più significativo in qualità di gioco e tenuta agonistica; ha solo quattro mesi meno - marzo contro luglio 1990 - della Wozniacki, assoluto fenomeno in termini di precocità di rendimento (tra le prime venti, fa "meglio" di loro solo la russa Anastasia Pavlyuchenkova, 15 WTA, che è addirittura del luglio 1991). Ora ha un obiettivo da raggiungere: riuscire in gennaio, sotto il sole australe, a colmare il ridicolo ritardo di 115 punti che la separano dalla danese. Che, comunque, finora degli slam ha solo sentito il profumo nel 2009, quando a 18 anni ha perso gli US Open contro Kim Clijsters.
L'aveva vista giusta il sito di Ubaldo Scanagatta, ubitennis.com, che il 15 febbraio, subito dopo la finale parigina inaspettatamente vinta da Petra sulla Clijsters (sempre lei!) con un perentorio 6-4, 6-3, si chiese: è nata una stella? Ora, nemmeno nove mesi dopo, possiamo rispondere con un sí (abbastanza) convinto.
(c. giua@kataweb. it)