La caduta degli dei, escluso il dio maggiore. Fuori lunedì Murray (numero 3 del ranking ATP) per infortunio, ieri Nadal (2) inebetito da un Federer superlativo, oggi è toccato al numero 1, Djokovic, subire l'onta della sconfitta nel torneo a gironi che chiude la stagione, a Londra. Il dio maggiore, come sapete da sempre, è Federer.
Ma andiamo per ordine. Il clou della quarta giornata londinese è il match serale tra due mastini della racchetta, il numero 1 Novak Djokovic e il numero 5 David Ferrer. Gran chiacchiere prepartita su SkySport e sui siti specializzati. Tutti a far previsioni: è nozione comune che Ferrer parta perdente solo quando gli capita Nadal, che lo ha messo sotto in 14 delle 18 partite disputate, anche se l'ultima volta, all'Open australiano di gennaio, il maiorchino ha avuto la peggio. Nei testa a testa, invece, il serbo prevale di poco, 6 a 4, con sconfitte solo sulla terra (3) e sul tappeto di Shangai, alle Finals del 2009. Sul duro, il valenciano d'adozione non ha chance. Ma l'O2 Arena ha un bel tappeto blu, dunque...
Certo, un Djokovic al 75 per cento della forma dovrebbe sulla carta avere un gioco che un Ferrer al 95 per cento potrebbe contenere solo a tratti. Troppe le soluzioni e le variazioni che il numero 1 ha nel proprio repertorio. Sulla carta. Invece nel primo set lo spagnolo, molto aggressivo, prende il largo nel game spesso decisivo, il settimo. E bissa il break al nono. Chiude 6-3 e poi continua imperterrito a martellare con il diritto. Djokovic appare smarrito e affaticato. È l'ombra del giocatore che ha dominato la stagione. Cede anche psicologicamente, ripetendo errori banali. Per lui il 6-1 è quasi una liberazione. Ora tenterà di raggiungere comunque le semifinali grazie all'amico Tipsarevic, che incontrerà venerdì. Per una volta, però, il favorito è il numero 2 serbo.
Vediamo un paio d'altre questioni. Martedì sera Roger Federer piazza millimetricamente il lungolinea di rovescio che affossa il suo avversario più temuto, Rafael Nadal, e va subito alla rete, ad abbracciarlo, quasi a consolarlo. Senza esultare. Oggi all'ora del tè, dopo due ore e 26 minuti di gioco e un terzo set da registrare e da riguardare di tanto in tanto, al tie break Tomas Berdych vede Janko Tipsarevic inciampare e cadere rovinosamente a fondo campo. Non si scompone e chiude con un dritto incrociato in tutta sicurezza, poi agita sorridente i pugnetti in direzione del suo staff, a festeggiare una vittoria che due minuti prima aveva rischiato di lasciare al serbo. Che è lì, ancora a terra, dolorante sul tappeto blu dell'O2 Arena. Questione di classe.
Per la cronaca, il risultato a favore di Berdych, sconfitto di misura da Djokovic lunedì, è stato 6-2 3-6 7-6. L'algido ceco ha fatto vedere un tennis di qualità, ma i dati statistici sono tutti a favore di Tipsarevic, altrettanto efficace. Vi bastino questi due numeri: i suoi punti totali vinti sono stati 92 contro gli 81 di Berdych. Però nel tennis contano i set. Tipsarevic ha onorato al meglio l'inatteso ingresso tra gli otto delle ATP World Tour Finals dopo il ritiro del numero tre del ranking, Andy Murray. Ha giocato con grande scioltezza avendo poco da perdere ma soprattutto un sacco di soldi da guadagnare nelle sue Finals a scartamento ridotto. Per il solo fatto d'essere entrato in tabellone ha intascato 70mila dollari. Questione di valori.
[email protected]
Ma andiamo per ordine. Il clou della quarta giornata londinese è il match serale tra due mastini della racchetta, il numero 1 Novak Djokovic e il numero 5 David Ferrer. Gran chiacchiere prepartita su SkySport e sui siti specializzati. Tutti a far previsioni: è nozione comune che Ferrer parta perdente solo quando gli capita Nadal, che lo ha messo sotto in 14 delle 18 partite disputate, anche se l'ultima volta, all'Open australiano di gennaio, il maiorchino ha avuto la peggio. Nei testa a testa, invece, il serbo prevale di poco, 6 a 4, con sconfitte solo sulla terra (3) e sul tappeto di Shangai, alle Finals del 2009. Sul duro, il valenciano d'adozione non ha chance. Ma l'O2 Arena ha un bel tappeto blu, dunque...
Certo, un Djokovic al 75 per cento della forma dovrebbe sulla carta avere un gioco che un Ferrer al 95 per cento potrebbe contenere solo a tratti. Troppe le soluzioni e le variazioni che il numero 1 ha nel proprio repertorio. Sulla carta. Invece nel primo set lo spagnolo, molto aggressivo, prende il largo nel game spesso decisivo, il settimo. E bissa il break al nono. Chiude 6-3 e poi continua imperterrito a martellare con il diritto. Djokovic appare smarrito e affaticato. È l'ombra del giocatore che ha dominato la stagione. Cede anche psicologicamente, ripetendo errori banali. Per lui il 6-1 è quasi una liberazione. Ora tenterà di raggiungere comunque le semifinali grazie all'amico Tipsarevic, che incontrerà venerdì. Per una volta, però, il favorito è il numero 2 serbo.
Vediamo un paio d'altre questioni. Martedì sera Roger Federer piazza millimetricamente il lungolinea di rovescio che affossa il suo avversario più temuto, Rafael Nadal, e va subito alla rete, ad abbracciarlo, quasi a consolarlo. Senza esultare. Oggi all'ora del tè, dopo due ore e 26 minuti di gioco e un terzo set da registrare e da riguardare di tanto in tanto, al tie break Tomas Berdych vede Janko Tipsarevic inciampare e cadere rovinosamente a fondo campo. Non si scompone e chiude con un dritto incrociato in tutta sicurezza, poi agita sorridente i pugnetti in direzione del suo staff, a festeggiare una vittoria che due minuti prima aveva rischiato di lasciare al serbo. Che è lì, ancora a terra, dolorante sul tappeto blu dell'O2 Arena. Questione di classe.
Per la cronaca, il risultato a favore di Berdych, sconfitto di misura da Djokovic lunedì, è stato 6-2 3-6 7-6. L'algido ceco ha fatto vedere un tennis di qualità, ma i dati statistici sono tutti a favore di Tipsarevic, altrettanto efficace. Vi bastino questi due numeri: i suoi punti totali vinti sono stati 92 contro gli 81 di Berdych. Però nel tennis contano i set. Tipsarevic ha onorato al meglio l'inatteso ingresso tra gli otto delle ATP World Tour Finals dopo il ritiro del numero tre del ranking, Andy Murray. Ha giocato con grande scioltezza avendo poco da perdere ma soprattutto un sacco di soldi da guadagnare nelle sue Finals a scartamento ridotto. Per il solo fatto d'essere entrato in tabellone ha intascato 70mila dollari. Questione di valori.
[email protected]