Nel giorno di Romina
l'amarezza di Francesca
Nel 2006, da poco diventata professionista, Romina Oprandi fa una grande stagione. La sua migliore. Ha, allora, vent'anni ed è poco conosciuta in Italia perché è nata e cresciuta tennisticamente in Svizzera. Agli Internazionali di Roma passa le qualificazioni e poi elimina Samantha Stosur e Vera Zvonareva. Viene fermata al terzo turno da Svetlana Kuznetsova, in quel momento al massimo della forma (un mese più tardi arriverà in finale a Parigi). Entra tra le cinquanta più forti tenniste del mondo, viene convocata in nazionale per la Fed.
Quel che accade dopo è noto. A Budapest nel 2007 Romina ha un grave infortunio all'avambraccio destro. Deve operarsi, non gioca a tennis per mesi, medita di fare tutt'altro nella vita. Poi ci ripensa, ricomincia dai tornei ITF, accumula piazzamenti e punti, l'anno scorso torna al Foro Italico, piega l'estone Kaia Kanepi, allora numero 18 nel ranking WTA, al primo turno e perde con la slovacca Daniela Han…
Quel che accade dopo è noto. A Budapest nel 2007 Romina ha un grave infortunio all'avambraccio destro. Deve operarsi, non gioca a tennis per mesi, medita di fare tutt'altro nella vita. Poi ci ripensa, ricomincia dai tornei ITF, accumula piazzamenti e punti, l'anno scorso torna al Foro Italico, piega l'estone Kaia Kanepi, allora numero 18 nel ranking WTA, al primo turno e perde con la slovacca Daniela Han…
Nel 2006, da poco diventata professionista, Romina Oprandi fa una grande stagione. La sua migliore. Ha, allora, vent'anni ed è poco conosciuta in Italia perché è nata e cresciuta tennisticamente in Svizzera. Agli Internazionali di Roma passa le qualificazioni e poi elimina Samantha Stosur e Vera Zvonareva. Viene fermata al terzo turno da Svetlana Kuznetsova, in quel momento al massimo della forma (un mese più tardi arriverà in finale a Parigi). Entra tra le cinquanta più forti tenniste del mondo, viene convocata in nazionale per la Fed.
Quel che accade dopo è noto. A Budapest nel 2007 Romina ha un grave infortunio all'avambraccio destro. Deve operarsi, non gioca a tennis per mesi, medita di fare tutt'altro nella vita. Poi ci ripensa, ricomincia dai tornei ITF, accumula piazzamenti e punti, l'anno scorso torna al Foro Italico, piega l'estone Kaia Kanepi, allora numero 18 nel ranking WTA, al primo turno e perde con la slovacca Daniela Hantuchova al secondo. Risale le classifiche, oggi è sul gradino numero 80 ma dopo gli Open d'Australia la troveremo molto più avanti. Non aveva mai fatto tanta strada in uno Slam: terzo turno, quando davvero s'accendono i riflettori, ti fanno tante interviste, ti citano perfino in coda al Tg1.
Peccato che alla gioia della svizzero-bergamasca faccia da contrappeso l'amarezza della più grande tennista italiana di sempre, Francesca Schiavone, vincitrice nel 2010 al Roland Garros, nuovamente finalista lo scorso anno, trascinatrice della nazionale che ha vinto tre volte la Fed Cup. Una sconfitta netta, la sua, per mano di Romina: 6-4 6-3. Nervosa, incapace di avere una strategia, mai in grado di capire cosa cambiare nel proprio gioco per riuscire a ribaltare una partita tutta in salita, la Schiavone dà la sensazione di aver perso sicurezza. O forse non si diverte più. Le statistiche di fine gara sono esplicite tanto quanto la mimica di Francesca in campo: 9 doppi falli (nemmeno uno Romina), 35 errori non causati dall'avversaria (contro meno della metà, 16), un primo servizio deficitario (54 contro 76%), pochissimi punti conquistati sul secondo servizio (28 contro 83%). Una Schiavone così - "... il peggior Slam della mia vita" ha commentato a caldo - non può che migliorare.
Romina dunque va avanti. Al terzo turno trova la tedesca Julia Goerges, 23 anni, che è stata nelle top 20 per buona parte del 2011. Sarà partita dura ma non blindata. Un po' com'era, oggi, quella di Flavio Cipolla, l'unico italiano arrivato al secondo turno, con Feliciano Lopez. E infatti il romano, pur non riuscendo a ribaltare il pronostico, ha combattuto ad armi pari con il fascinoso spagnolo: 5-7 6-7 2-6. Poiché l'intelligenza tennistica non gli fa certo difetto, alla fine del match Cipolla ha perfettamente fotografato, parlando con Ubitennis. com, quant'era accaduto in campo: "M'aspettavo mi regalasse qualche punto in più". Come Romina con Francesca: con avversari così forti, c'è solo da attendere che sbaglino. Se sbagliano. Come dice sempre il mio amico Giovanni: i punti più belli sono quelli che ti lascia l'avversario, sfinito dal fatto che tu non fai errori.
c. giua@kataweb. it
Quel che accade dopo è noto. A Budapest nel 2007 Romina ha un grave infortunio all'avambraccio destro. Deve operarsi, non gioca a tennis per mesi, medita di fare tutt'altro nella vita. Poi ci ripensa, ricomincia dai tornei ITF, accumula piazzamenti e punti, l'anno scorso torna al Foro Italico, piega l'estone Kaia Kanepi, allora numero 18 nel ranking WTA, al primo turno e perde con la slovacca Daniela Hantuchova al secondo. Risale le classifiche, oggi è sul gradino numero 80 ma dopo gli Open d'Australia la troveremo molto più avanti. Non aveva mai fatto tanta strada in uno Slam: terzo turno, quando davvero s'accendono i riflettori, ti fanno tante interviste, ti citano perfino in coda al Tg1.
Peccato che alla gioia della svizzero-bergamasca faccia da contrappeso l'amarezza della più grande tennista italiana di sempre, Francesca Schiavone, vincitrice nel 2010 al Roland Garros, nuovamente finalista lo scorso anno, trascinatrice della nazionale che ha vinto tre volte la Fed Cup. Una sconfitta netta, la sua, per mano di Romina: 6-4 6-3. Nervosa, incapace di avere una strategia, mai in grado di capire cosa cambiare nel proprio gioco per riuscire a ribaltare una partita tutta in salita, la Schiavone dà la sensazione di aver perso sicurezza. O forse non si diverte più. Le statistiche di fine gara sono esplicite tanto quanto la mimica di Francesca in campo: 9 doppi falli (nemmeno uno Romina), 35 errori non causati dall'avversaria (contro meno della metà, 16), un primo servizio deficitario (54 contro 76%), pochissimi punti conquistati sul secondo servizio (28 contro 83%). Una Schiavone così - "... il peggior Slam della mia vita" ha commentato a caldo - non può che migliorare.
Romina dunque va avanti. Al terzo turno trova la tedesca Julia Goerges, 23 anni, che è stata nelle top 20 per buona parte del 2011. Sarà partita dura ma non blindata. Un po' com'era, oggi, quella di Flavio Cipolla, l'unico italiano arrivato al secondo turno, con Feliciano Lopez. E infatti il romano, pur non riuscendo a ribaltare il pronostico, ha combattuto ad armi pari con il fascinoso spagnolo: 5-7 6-7 2-6. Poiché l'intelligenza tennistica non gli fa certo difetto, alla fine del match Cipolla ha perfettamente fotografato, parlando con Ubitennis. com, quant'era accaduto in campo: "M'aspettavo mi regalasse qualche punto in più". Come Romina con Francesca: con avversari così forti, c'è solo da attendere che sbaglino. Se sbagliano. Come dice sempre il mio amico Giovanni: i punti più belli sono quelli che ti lascia l'avversario, sfinito dal fatto che tu non fai errori.
c. giua@kataweb. it