Peccato per chi non c'era sugli spalti della Margaret Court Arena o per chi non se l'è sentita di tirare quasi l'alba per seguire su Eurosport il match tra Sara Errani e Jie Zheng. Perché s'è visto del bel tennis femminile. Tennis ad alta velocità e tuttavia d'intelligenza e di notevole pressione psicologica. Una sfida a quota 165 (centimetri: l'altezza ufficiale di entrambe) che la romagnola ha vinto d'autorità 6-2 6-1 segnando il miglior risultato della sua carriera con l'ingresso nel club esclusivo delle otto tenniste più forti di uno Slam.
La romagnola, WTA 48, reduce da tre eccellenti partite (Savinykh, Petrova, Cirstea), non ha avuto alcun timore nell'affrontare l'esperta cinese, WTA 38, due semifinali agli Slam (Wimbledon 2008, Melbourne 2010) e ultimamente tornata alla forma migliore, come dimostrano le otto partite vinte di seguito tra Auckland (finale con la Pennetta) e gli Open. Alla vigilia molti avevano notato che l'unico precedente tra le due, a New Haven nel 2010, era finito 6-1 6-2 per Sara, che aveva però smorzato le relative speranze: "Lo Slam è altra cosa". Invece no, 12 game contro 3 è stata anche stavolta la misura del rapporto tra l'allieva di Pablo Lonzano e la ragazza che per prima aveva fatto conoscere il grande tennis alla sterminata platea televisiva cinese.
Come già con la rumena Sorana Cirstea, la Errani mi ha colpito per la sicurezza nervosa, per l'aggressività frutto di un attento lavoro negli ultimi mesi e per la capacità di cambiare strategia di gioco. Queste dovranno essere le armi anche per il quarto di finale con la tennista di gran lunga più forte del lotto, la ceca Petra Kvitova, WTA 2, che oggi ha mandato a casa l'ex numero 1 serba Ana Ivanovic con un 6-2 7-6 perfino bugiardo sul gap tecnico e atletico attuale tra le due. Nella conferenza stampa dopo il match - riferisce Ubitennis. com - Sara è stata al proposito disarmante e concreta: "La Kvitova è strafavorita. Non avrò niente da perdere. Non ci siamo mai affrontate in gara, ma un paio di volte in allenamento. Se non riesco ad aggredirla, lei mi mangia".
Soprattutto, quello tra Sara e Petra sarà lo scontro tra Davide e Golia: la ceca è alta 1.83 e pesa 70 chili. E ha vinto già, a 22 anni ancora da compiere, oltre sei milioni di dollari in premi contro il milione e settecentomila dell'italiana. Nell'ultimo anno è letteralmente esplosa, vincendo a Brisbane, a Madrid, a Wimbledon (annichilita Maria Sharapova 6-3 6-4), a Linz e, soprattutto, trionfando al WTA Tour Championships di Istanbul. Con lei, la nazionale ceca ha conquistato anche la Fed Cup.
Ma la Errani sta vivendo davvero un momento magico. Oggi s'è presa il biglietto d'ingresso, in coppia con Roberta Vinci, anche ai quarti del doppio femminile con la vittoria per 6-4 6-2 inflitta a Daniela Hantuchova e Agnieszka Radwalska. Qui il passaggio alla semifinale potrebbe essere più facile che nel singolo, perché le russe Alla Kudryavtseva-Ekaterina Makarova sono avversarie affrontabili, nonostante la seconda sia stata protagonista proprio oggi di una delle poche clamorose uscite degli Open, quella di Serena Williams.
c. giua@kataweb. it
La romagnola, WTA 48, reduce da tre eccellenti partite (Savinykh, Petrova, Cirstea), non ha avuto alcun timore nell'affrontare l'esperta cinese, WTA 38, due semifinali agli Slam (Wimbledon 2008, Melbourne 2010) e ultimamente tornata alla forma migliore, come dimostrano le otto partite vinte di seguito tra Auckland (finale con la Pennetta) e gli Open. Alla vigilia molti avevano notato che l'unico precedente tra le due, a New Haven nel 2010, era finito 6-1 6-2 per Sara, che aveva però smorzato le relative speranze: "Lo Slam è altra cosa". Invece no, 12 game contro 3 è stata anche stavolta la misura del rapporto tra l'allieva di Pablo Lonzano e la ragazza che per prima aveva fatto conoscere il grande tennis alla sterminata platea televisiva cinese.
Come già con la rumena Sorana Cirstea, la Errani mi ha colpito per la sicurezza nervosa, per l'aggressività frutto di un attento lavoro negli ultimi mesi e per la capacità di cambiare strategia di gioco. Queste dovranno essere le armi anche per il quarto di finale con la tennista di gran lunga più forte del lotto, la ceca Petra Kvitova, WTA 2, che oggi ha mandato a casa l'ex numero 1 serba Ana Ivanovic con un 6-2 7-6 perfino bugiardo sul gap tecnico e atletico attuale tra le due. Nella conferenza stampa dopo il match - riferisce Ubitennis. com - Sara è stata al proposito disarmante e concreta: "La Kvitova è strafavorita. Non avrò niente da perdere. Non ci siamo mai affrontate in gara, ma un paio di volte in allenamento. Se non riesco ad aggredirla, lei mi mangia".
Soprattutto, quello tra Sara e Petra sarà lo scontro tra Davide e Golia: la ceca è alta 1.83 e pesa 70 chili. E ha vinto già, a 22 anni ancora da compiere, oltre sei milioni di dollari in premi contro il milione e settecentomila dell'italiana. Nell'ultimo anno è letteralmente esplosa, vincendo a Brisbane, a Madrid, a Wimbledon (annichilita Maria Sharapova 6-3 6-4), a Linz e, soprattutto, trionfando al WTA Tour Championships di Istanbul. Con lei, la nazionale ceca ha conquistato anche la Fed Cup.
Ma la Errani sta vivendo davvero un momento magico. Oggi s'è presa il biglietto d'ingresso, in coppia con Roberta Vinci, anche ai quarti del doppio femminile con la vittoria per 6-4 6-2 inflitta a Daniela Hantuchova e Agnieszka Radwalska. Qui il passaggio alla semifinale potrebbe essere più facile che nel singolo, perché le russe Alla Kudryavtseva-Ekaterina Makarova sono avversarie affrontabili, nonostante la seconda sia stata protagonista proprio oggi di una delle poche clamorose uscite degli Open, quella di Serena Williams.
c. giua@kataweb. it