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La guerra di nervi e fatica
non fa più per Federer

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Il risultato lo sapete: 6-7 6-2 7-6 6-4 Non è stata una festa, e nemmeno un pranzo di gala. E' stata una guerra.
Federer-Nadal, la classica, è stata una semifinale tanto bella quanto tesa, con due avversari che si rispettano senza amarsi. Una trama conosciutissima. Interpretazioni del Grande Tennis, le loro, talmente diverse da dividere per anni gli appassionati in due legioni fieramente opposte che solo la comparsa Novak Djokovic sul proscenio ha scompaginato. Come negli anni Sessanta accadeva tra i fan dei Beatles e quelli dei Rolling Stones, con gli Animals o gli Who terzi incomodi. Nei teatri tra i loggionisti di Luciano Pavarotti e Placido Domingo (ma molti preferivano José Carreras). O come nella prima Repubblica era la regola tra i militanti del Dc e del Pci, e il Psi a fare da pendolo.

E' stata una guerra di nervi combattuta da entrambi gli ex numero 1 con colpi di straordinaria efficacia, improvvisi cali d'ispirazione e strabilianti esplosioni di talento. Un'altalena continua tra chi prevale e chi soccombe, tra chi impone il gioco e chi lo subisce. Con la sensazione, a lungo, che la partita potesse prendere in qualsiasi momento una direzione inattesa.

Servono esempi. Come il settimo e l'ottavo game del terzo set. Sul 3 pari serve Nadal, Federer ha quattro occasioni di fare il break, lo spagnolo ne annulla tra ma poi mette in rete, sconsolato. 4-3 per lo svizzero. Tocca a  Federer servire. Nadal ricomincia come se nulla fosse, risponde aggressivo e fa il controbreak in poco più di due minuti. Il tie break del terzo set è altrettanto esemplare: Nadal va 6-1 e ha cinque palle per chiudere, ma Federer ne recupera quattro prima essere stoppato dalla rete.

Questo schema si ripete per tutto il match, escluso il secondo set. A cambiare il corso degli eventi sono i millimetri certificati dal "falco" (il sistema di triangolazione digitale che verifica se un colpo è dentro o fuori dal campo) , sono i dieci nastri - almeno - che fermano i vincenti di Federer, sono gli incrociati che un qualche folletto capriccioso spinge in corridoio.

Particolari. Quarto set, nono game, 4 pari. Nadal si procura una prima palla break con un recupero al limite dell'umano, Federer ha a sua volta l'occasione per  assicurarsi il suo turno di servizio ma non la sfrutta, e alla seconda chance Nadal costringe lo svizzero a mettere in rete. Nadal va dunque a servire per sigillare il match. Federer non molla, ha due occasioni per il controbreak. Le spreca entrambe, incredibilmente, e Nadal è di quelli che in questi casi non perdona.

Come ho scritto altre volte, il problema di Federer sono gli Slam, dove si gioca al meglio dei cinque set. E' quasi costretto a vincere in tre set, come peraltro è  accaduto nei suoi precedenti turni in questa edizione degli Open australiani, perché altrimenti i  30 anni d'età influiscono sulla velocita di gambe e sulla precisione del diritto, soprattutto. Si comprendono così i troppi errori non forzati, praticamente il doppio di quelli di Nadal. Lo spagnolo, poi, è fisicamente recuperato rispetto alle Masters Finals di fine stagione a Londra. C'è da giurare che in finale vorrebbe trovare Andy Murray, per non rischiare di diventare leggendario anche per le troppe sconfitte con Nole Djokovic. Lo sapremo domani.
c. giua@kataweb. it