La Errani è una ladra. Ha rubato ore di sonno a migliaia di italiani che amano il tennis. Ha rubato la scena a quei bravi ragazzi dei nostri tennisti maschietti che hanno l'unico torto di farsi buttar fuori dai grandi tornei nei primi due turni. Ha rubato un sacco di tifosi a Francesca Schiavone e a Flavia Pennetta, icone della FIT. Ha rubato il tempo e la concentrazione ai giornalisti che vorrebbero sempre occuparsi di Nole, Rafa e Roger. E poi Sara la ladra s'è portata dietro anche una complice, Roberta Vinci, finalista con lei agli Open di Australia nel doppio femminile. Non era mai successo che due italiane in coppia arrivassero a tanto pur di spartirsi il bottino. Ladre tutt'e due, con Sara che ruba persino la buona fede dei tifosi, compresi quelli più scafati come L. d'A., docente italiano di archeologia e storia dell'Asia Occidentale alla New York University, che mi ha scritto: "Si allena anche la concentrazione, ad alto livello. Sara Errani m'ha fatto paura (in senso positivo) perché lei la concentrazione per stare un'ora alla pari con la numero 2 del mondo, e addirittura prenderle il ritmo, ce l'ha. Schiavone è (stata?) più estrosa, Pennetta più potente, ma Sara Errani fa meno fatica a tenere insieme il suo gioco, è sicura di quello che sa fare. Speriamo vada avanti così".
Sara e Roberta hanno giocato oggi una bella partita contro due russe cariche di trofei, Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva, che nel singolare sono state entrambe numero 2 al mondo, la prima nel 2007 (ora è 19), la seconda un anno e mezzo fa (ora è 7), e che nel doppio hanno sempre fatto bene, seppure con compagne diverse. Nel 2005 la Kuznetsova ha vinto l'Open a Melbourne in coppia con Alicia Molik ed è arrivata in finale a Wimbledon con Amelie Mauresmo. Nel 2006 Vera Zvonareva ha prevalso agli US Open insieme alla francese Nathalie Dechy. La romagnola e la tarantina hanno invece un curriculum significativo proprio insieme. Hanno vinto a Marbella e Barcellona nel 2010, a Hobart, Pattaya e Palermo nell'ultima stagione e sono state sconfitte ad Acapulco nel 2010, a Marbella, Birmingham e New Haven l'anno scorso.
Le azzurre scendono in campo convinte di potercela fare pur sapendo che la finale sarà equilibrata, Sara sembra in stato di grazia come sempre negli ultimi giorni, Roberta è una sicurezza, ma non è una novità. La Zvonareva - per il ranking WTA la più forte del lotto - appare talvolta in confusione, la Kuznetsova conferma la classe che le ha consentito per un decennio - nonostante abbia solo 26 anni - di restare al top del tennis mondiale. Il primo set finisce 7-5 per le italiane, dopo una lunga sequenza di break. Nel secondo le azzurre potrebbero più volte togliere il servizio alle avversarie eppure non riescono a sfruttare i tanti vantaggi. Alla prima occasione, invece, le russe ne approfittano e vanno sul 5-3. La reazione di Sara e Roberta è immediata: contro-break. Non basta, Svetlana e Vera sono nel loro momento migliore e chiudono 6-4.
Terzo, amarissimo set, almeno per le nostre. Le russe vanno sul 3-0 grazie alla Kuznetsova che prende in mano le redini del gioco con straordinaria autorità, sembra tornata la giocatrice che annichilì le italiane nella finale moscovita della Fed Cup. A dire il vero, quel che Svetlana costruisce, Vera in parte distrugge. Le azzurre non mollano nonostante il break subìto in apertura. Sono lì a lottare per prendersi il contro-break che però non arriva nonostante le cinque occasioni su servizio della Kuznetsova al nono game, interminabile. Finisce 6-3 per Kuznetsova-Zvonareva. Ma non per questo Sara e Roberta non sono delle ladre. Di quelle che vorremmo ci rubassero più spesso tempo e sonno.
[email protected]
Sara e Roberta hanno giocato oggi una bella partita contro due russe cariche di trofei, Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva, che nel singolare sono state entrambe numero 2 al mondo, la prima nel 2007 (ora è 19), la seconda un anno e mezzo fa (ora è 7), e che nel doppio hanno sempre fatto bene, seppure con compagne diverse. Nel 2005 la Kuznetsova ha vinto l'Open a Melbourne in coppia con Alicia Molik ed è arrivata in finale a Wimbledon con Amelie Mauresmo. Nel 2006 Vera Zvonareva ha prevalso agli US Open insieme alla francese Nathalie Dechy. La romagnola e la tarantina hanno invece un curriculum significativo proprio insieme. Hanno vinto a Marbella e Barcellona nel 2010, a Hobart, Pattaya e Palermo nell'ultima stagione e sono state sconfitte ad Acapulco nel 2010, a Marbella, Birmingham e New Haven l'anno scorso.
Le azzurre scendono in campo convinte di potercela fare pur sapendo che la finale sarà equilibrata, Sara sembra in stato di grazia come sempre negli ultimi giorni, Roberta è una sicurezza, ma non è una novità. La Zvonareva - per il ranking WTA la più forte del lotto - appare talvolta in confusione, la Kuznetsova conferma la classe che le ha consentito per un decennio - nonostante abbia solo 26 anni - di restare al top del tennis mondiale. Il primo set finisce 7-5 per le italiane, dopo una lunga sequenza di break. Nel secondo le azzurre potrebbero più volte togliere il servizio alle avversarie eppure non riescono a sfruttare i tanti vantaggi. Alla prima occasione, invece, le russe ne approfittano e vanno sul 5-3. La reazione di Sara e Roberta è immediata: contro-break. Non basta, Svetlana e Vera sono nel loro momento migliore e chiudono 6-4.
Terzo, amarissimo set, almeno per le nostre. Le russe vanno sul 3-0 grazie alla Kuznetsova che prende in mano le redini del gioco con straordinaria autorità, sembra tornata la giocatrice che annichilì le italiane nella finale moscovita della Fed Cup. A dire il vero, quel che Svetlana costruisce, Vera in parte distrugge. Le azzurre non mollano nonostante il break subìto in apertura. Sono lì a lottare per prendersi il contro-break che però non arriva nonostante le cinque occasioni su servizio della Kuznetsova al nono game, interminabile. Finisce 6-3 per Kuznetsova-Zvonareva. Ma non per questo Sara e Roberta non sono delle ladre. Di quelle che vorremmo ci rubassero più spesso tempo e sonno.
[email protected]