Che succede a Francesca Schiavone? A 31 anni e 6 mesi la più titolata tennista italiana sembra improvvisamente svuotata, incerta, incapace di imporre i propri schemi ad avversarie che solo pochi mesi fa avrebbe dominato. Dopo la sconfitta di due settimane fa a Melbourne contro Romina Oprandi - allora ancora italiana, prima dell'opzione pro Svizzera per partecipare alle Olimpiadi londinesi - la milanese è stata maltrattata a Biella da un'ucraina, Lesia Tsurenko, 22 anni, quasi sconosciuta nel circuito maggiore ma buona doppista. Nella seconda partita dell'esordio italiano in FedCup, Francesca ha perso per 1-6 2-6 senza mai dare la sensazione di potersi opporre al gioco potente della numero 111 del ranking WTA, esattamente cento posti più sotto di lei. Non c'è praticamente altro da raccontare dell'ora e poco più di un match disputato nel silenzio del Lauretana Forum, annichilito dall'incapacità della vincitrice 2010 e finalista 2011 del Roland Garros di esprimere uno sprazzo di classe e grinta.
Dunque: che succede alla nostra numero 1? L'avvio di stagione nell'emisfero australe ci ha restituito un'atleta psicologicamente provata. Con la Oprandi e con la Tsurenko, Francesca ha avuto tassi di errore altissimi. Oggi, quando ha tentato di forzare per non subire l'iniziativa dell'avversaria, ha spesso messo la palla lunga o larga. Insomma, non ha - come si dice - "il campo in testa". Tuttavia, prima del "mio peggiore slam di sempre", come commentò la sua uscita di scena agli Australian Open per mano dell'italo-svizzera, la Schiavone non aveva mostrato segni di crisi. Pochi giorni prima di Melbourne, a Brisbane aveva perso solo in semifinale contro la estone Kaia Kanepi e a Sidney aveva ceduto al secondo turno con Daniela Hantuchova, comunque lottando nel primo set, perso 5-7. A quanti l'avevano seguita, era apparsa tonica e motivata, addirittura decisa a ripetere la straordinaria annata 2010, quando venne premiata come "Most Improved Player".
Ha dichiarato Francesca dopo la partita: "Qualche tempo fa giocavo meglio in partita che in allenamento, adesso è il contrario, è una fase in cui va così". E' solo stanchezza, da mettere in relazione con un calendario di tornei per lei ormai troppo fitto? Può essere. Nell'ultimo anno Francesca ha fatto molti match, sia perché di solito va avanti in tabellone, sia perché ha voluto restare agganciata al treno delle migliori. Ma, così come Roger Federer non sembra più reggere i cinque set, Francesca non può forse consentirsi di partecipare a tutti i tornei: tra le prime cento al mondo, solo cinque sono più anziane di lei, che l'anno scorso non ha mancato alcun appuntamento importante con la sola eccezione della FedCup grazie al sabbatico ottenuto dalla FIT. Non credo, invece, che si tratti di un calo di motivazioni. Da molti anni sulla scena - è professionista dal 1998 - ha avuto alti e bassi ma non le è mai mancata la voglia di crescere e vincere. Piuttosto, forse non le basta il coaching di Corrado Barazzutti da remoto. Qualcuno che la segua e la consigli quotidianamente è, a questo punto, necessario.
Dopo la prima giornata biellese, l'Ucraina diventa dunque un ostacolo vero. Nella prima partita Sara Errani ha regolato per 6-2 6-3 Kateryna Bondarenko, contro la quale aveva perso a Wimbledon l'anno scorso. Prestazione convincente: un'ora e tredici minuti senza concedere palle break. Domani si giocano gli altri due singolari, ad avversari invertiti. Forse Barazzutti ha in animo di schierare Flavia Pennetta o Roberta Vinci al posto di Francesca. Nel caso si vada sul 2 pari, doppio decisivo.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua
Dunque: che succede alla nostra numero 1? L'avvio di stagione nell'emisfero australe ci ha restituito un'atleta psicologicamente provata. Con la Oprandi e con la Tsurenko, Francesca ha avuto tassi di errore altissimi. Oggi, quando ha tentato di forzare per non subire l'iniziativa dell'avversaria, ha spesso messo la palla lunga o larga. Insomma, non ha - come si dice - "il campo in testa". Tuttavia, prima del "mio peggiore slam di sempre", come commentò la sua uscita di scena agli Australian Open per mano dell'italo-svizzera, la Schiavone non aveva mostrato segni di crisi. Pochi giorni prima di Melbourne, a Brisbane aveva perso solo in semifinale contro la estone Kaia Kanepi e a Sidney aveva ceduto al secondo turno con Daniela Hantuchova, comunque lottando nel primo set, perso 5-7. A quanti l'avevano seguita, era apparsa tonica e motivata, addirittura decisa a ripetere la straordinaria annata 2010, quando venne premiata come "Most Improved Player".
Ha dichiarato Francesca dopo la partita: "Qualche tempo fa giocavo meglio in partita che in allenamento, adesso è il contrario, è una fase in cui va così". E' solo stanchezza, da mettere in relazione con un calendario di tornei per lei ormai troppo fitto? Può essere. Nell'ultimo anno Francesca ha fatto molti match, sia perché di solito va avanti in tabellone, sia perché ha voluto restare agganciata al treno delle migliori. Ma, così come Roger Federer non sembra più reggere i cinque set, Francesca non può forse consentirsi di partecipare a tutti i tornei: tra le prime cento al mondo, solo cinque sono più anziane di lei, che l'anno scorso non ha mancato alcun appuntamento importante con la sola eccezione della FedCup grazie al sabbatico ottenuto dalla FIT. Non credo, invece, che si tratti di un calo di motivazioni. Da molti anni sulla scena - è professionista dal 1998 - ha avuto alti e bassi ma non le è mai mancata la voglia di crescere e vincere. Piuttosto, forse non le basta il coaching di Corrado Barazzutti da remoto. Qualcuno che la segua e la consigli quotidianamente è, a questo punto, necessario.
Dopo la prima giornata biellese, l'Ucraina diventa dunque un ostacolo vero. Nella prima partita Sara Errani ha regolato per 6-2 6-3 Kateryna Bondarenko, contro la quale aveva perso a Wimbledon l'anno scorso. Prestazione convincente: un'ora e tredici minuti senza concedere palle break. Domani si giocano gli altri due singolari, ad avversari invertiti. Forse Barazzutti ha in animo di schierare Flavia Pennetta o Roberta Vinci al posto di Francesca. Nel caso si vada sul 2 pari, doppio decisivo.
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