Replay

I numeri parlano chiaro
i Fab Four dominano

2 minuti di lettura
Federer non tradisce mai. Anche quando perde (come ieri), dice l'unica cosa giusta da dire: "Per me non è la sconfitta contro un giocatore fuori dai primi venti del ranking, ma contro l'ex numero 1 del mondo". Perché Andy Roddick è questo: uno straordinario lottatore, uno che ce l'ha sempre messa tutta e che per questo è uno dei più amati del circuito e dei più stimati dai colleghi. Un numero uno, appunto. Tuttavia un mio affezionato lettore, Giovanni Russo, mi chiede via mail non del texano ma di Roger Federer, uscito al terzo turno dal Masters 1000 di Miami. Scrive: "Credo che Federer abbia pagato uno sforzo eccessivo. Solo lui e Del Potro tra i big hanno giocato così tanti tornei dall'inizio dell'anno. Stanchezza fisica più che mentale. Che ne pensa?".

Penso abbia ragione. E' stata la stanchezza per le troppe partite degli ultimi due mesi, con i trionfi di Rotterdam, Dubai e Indian Wells, a non consentirgli di contrastare un avversario quasi sempre dominato in passato. Psicologicamente lo svizzero è invece a posto. Non deve più dimostrare nulla, sa di poter battere chiunque nei tornei a tre set, compresi Nadal e Djokovic. E' convinto (e qui io ho qualche dubbio) di poter puntare ancora a uno Slam, ma se non succedesse non farebbe tragedie.

Giovanni Russo: "Ci saranno cambiamenti importanti in classifica da qui a fine anno? Lo so, è un terno al lotto, ma ho l'impressione che avremo sorprese. Nole non mi sembra quello dell'anno passato e Rafa neppure". Con ordine. Non credo che nei prossimi otto mesi qualcuno esprimerà un tennis talmente vincente da portarlo a insidiare i primi quattro, come dimostra anche la classifica: il "peggiore" dei Fab Four, Andy Murray, ha 7450 punti, 2750 più di David Ferrer, il quale sente il fiato sul collo di Jo-Wilfried Tsonga (4835), a sua volta non molto lontano da Tomas Berdych (3860). Gli ultimi dei Top Ten sono a molte lunghezze: Mardy Fish 2910, Janko Tipsarevic 2730, John Isner 2675. Juan Martin Del Potro è undicesimo a quota 2660, eppure - mi costringessero a farlo - punterei ancora su di lui.

Insiste Giovanni: "Pensa che Federer e Murray abbiano speranze di agguantare il primo posto alla fine dell'anno?". No. Vedremo i quattro scambiarsi i posti, ma il gradino più alto è una faccenda che dovranno sbrigare lo spagnolo e il serbo. Tra loro e basta.   

Insomma, il sole californiano e poi quello della Florida di questo marzo non hanno cambiato le carte in tavole per quanto riguarda i più forti. In questa analisi-previsione mi sorreggono i conti fatti da Ubitennis. com pochi giorni fa. Ben 62 dei più recenti 72 tornei maggiori sono stati vinti da uno dei Fab Four; in 66 casi uno di loro è arrivato in finale; 35 volte la finale è stata tra due di loro. E' istruttivo andare a spulciare i nomi dei pochi che sono riusciti a sottrarre a uno dei Fab Four un successo finale negli ultimi sei anni: 2006 Roddick (Cincinnati); 2007 Nalbandian (Madrid e Paris Open); 2008 Roddick (Dubai), Davydenko (Miami) e Tsonga (Paris Open); 2009 Del Potro (Flushing Meadows) e Davydenko (ATP World Tour Finals); 2010 Ljubicic (Indian Wells) e Roddick (Miami); nessuno l'anno scorso. I numeri dimostrano dunque:
1. che Roddick, attualmente 34 del ranking ATP, è stato l'unico giocatore a trovare più volte lo spunto in grado di mettere in fila il quartetto dei più forti (a conferma di quanto ha detto Roger);
2. che la supremazia dei Fab Four non è mai stata così assoluta come nell'ultimo anno.

Infatti i risultati degli ultimi dieci tornei, escluso Miami, non lasciano dubbi (i conti sono ancora di Ubitennis. com). Federer ha vinto 43 volte e perso 3,  con 5 tornei vinti. Djokovic ha assommato 43 successi e 6 sconfitte, con 4 vittorie finali. 34 contro 6 il record di Murray, con 4 tornei vinti. Nadal è quello che ha avuto meno soddisfazioni (33 contro 11, nessun torneo). E' sorprendentemente lui, lo spagnolo, l'anello debole della catena. Ma tra pochi giorni si torna a giocare sulla terra dove  il suo rendimento s'impenna sempre. La primavera, da molti anni, è la sua stagione.

Mail c. giua@kataweb. it
Twitter @claudiogiua