Perché il tennis italiano
si declina al femminile
Sono, lo dico subito, esercizi di stile del tutto arbitrari, perché i relativi risultati dipendono da quale quota del ranking si prende in considerazione. Tuttavia, a me sembrano esercizi utili e istruttivi, almeno di tanto in tanto. Dunque: se consideriamo le prime 25 tenniste nella classifica ATP aggiornata a oggi, troviamo una rappresentante a testa per Bielorussia, Polonia, Australia, Francia, Stati Uniti, Danimarca ed Estonia, due per Cina, Repubblica Ceca, Slovacchia e Serbia, tre per Russia e Germania, quattro per l'Italia. Se invece guardiamo all'età, le più anziane del lotto sono proprio le italiane, che in media hanno superato i 29 anni. Solo l'unica americana nelle Top 25 - che è Serena Williams (WTA 6) - "batte" le azzurre Schiavone (WTA 14, quasi 32 anni), Vinci (WTA 19, 29 anni), Pennetta (WTA 21, 30 anni) ed Errani (WTA 24, 25 anni) con i suoi 31 anni, anche perché non fa media con nessuna conterranea. La più gio…
Sono, lo dico subito, esercizi di stile del tutto arbitrari, perché i relativi risultati dipendono da quale quota del ranking si prende in considerazione. Tuttavia, a me sembrano esercizi utili e istruttivi, almeno di tanto in tanto. Dunque: se consideriamo le prime 25 tenniste nella classifica ATP aggiornata a oggi, troviamo una rappresentante a testa per Bielorussia, Polonia, Australia, Francia, Stati Uniti, Danimarca ed Estonia, due per Cina, Repubblica Ceca, Slovacchia e Serbia, tre per Russia e Germania, quattro per l'Italia. Se invece guardiamo all'età, le più anziane del lotto sono proprio le italiane, che in media hanno superato i 29 anni. Solo l'unica americana nelle Top 25 - che è Serena Williams (WTA 6) - "batte" le azzurre Schiavone (WTA 14, quasi 32 anni), Vinci (WTA 19, 29 anni), Pennetta (WTA 21, 30 anni) ed Errani (WTA 24, 25 anni) con i suoi 31 anni, anche perché non fa media con nessuna conterranea. La più giovane delle Top 25 - 22 anni da compiere - è Caroline Wozniacki, ex numero 1 e ora numero 8, che ieri ha perso due posizioni per mano della sorellona attualmente più forte, come lei ex numero 1 ma trionfatrice a Madrid, e dalla coriacea francese Marion Bartoli (WTA 7), 28 anni ad ottobre. La vera dominatrice della stagione è però la bielorussa Victoria (nomen omen) Azarenka, 23 anni a fine luglio, ormai stabilmente prima nel ranking mondiale: alla numero 2, la russa Maria Sharapova, 25 anni, potrebbe non bastare una doppietta Roma-Parigi per superarla.
Dunque, le veterane italiane costituiscono ancora una delle migliori realtà collettive in un gioco individuale come il tennis? La risposta è sì, almeno in base al cosiddetto "nation ranking" che si ottiene sommando le posizioni delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione. Spiega bene Claudio Gilardelli di Ubitennis.com, che ogni lunedì commenta il ranking WTA appena aggiornato: "In testa c'è sempre la Russia, che migliora il suo punteggio grazie alle performance della Kirilenko. Segue la Germania di Kerber. La Repubblica Ceca riagguanta il terzo posto in condivisione con l'Italia, in virtù dei lievi miglioramenti di Safarova e Cetkovska".
Ho voluto fare queste considerazioni statistico-anagrafiche dopo aver ascoltate le belle conferenze stampa di Sara Errani e Roberta Vinci al Foro Italico. Due ragazze reduci dalla vittoria nel doppio a Madrid e dalla conseguente conquista del gradino più alto del race WTA di coppia eppure ammirevoli per la consapevolezza di quanto ogni successo debba essere costruito con tenacia e passione. Dice Roberta (che domani affronterà a Roma al primo turno la wild card italiana Karin Knapp sul campo 2): "Giocando tanto tutte le settimane riesci a capire all'istante cosa fa l'altra. Poi io e Sara siamo molto amiche, e questo conta molto". Un paio d'ore più tardi Sara (anche lei in campo oggi con la svizzera Timea Bacsinszky nella Supertennis Arena) conferma: "Sono contenta, con Roberta sto via via trovando sempre più feeling". Il loro obiettivo sono le Olimpiadi londinesi sull'erba, di cui Roberta è quasi una specialista avendo vinto un anno fa in singolare su quella olandese di 's-Hertogenbosch: "È una superficie che devi capire. Finora è stato un anno pazzesco che stiamo vivendo bene, senza montarci la testa. Temo le due Williams in coppia, Kirilenko-Petrova e Raymond-Huber". Sara: "L'Olimpiade è un'altra storia rispetto a un torneo WTA. Basta poco a perdere una partita, puoi non star bene o avere una giornata storta e, via!, l'occasione ti ricapita, forse, dopo quattro anni". E, a nome di entrambe, chiude la Errani: "Uno Slam o Londra 2012? Beh, una medaglia olimpica vale di più, no?".
Mail c.giua@kataweb.it
Twitter @claudiogiua
Dunque, le veterane italiane costituiscono ancora una delle migliori realtà collettive in un gioco individuale come il tennis? La risposta è sì, almeno in base al cosiddetto "nation ranking" che si ottiene sommando le posizioni delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione. Spiega bene Claudio Gilardelli di Ubitennis.com, che ogni lunedì commenta il ranking WTA appena aggiornato: "In testa c'è sempre la Russia, che migliora il suo punteggio grazie alle performance della Kirilenko. Segue la Germania di Kerber. La Repubblica Ceca riagguanta il terzo posto in condivisione con l'Italia, in virtù dei lievi miglioramenti di Safarova e Cetkovska".
Ho voluto fare queste considerazioni statistico-anagrafiche dopo aver ascoltate le belle conferenze stampa di Sara Errani e Roberta Vinci al Foro Italico. Due ragazze reduci dalla vittoria nel doppio a Madrid e dalla conseguente conquista del gradino più alto del race WTA di coppia eppure ammirevoli per la consapevolezza di quanto ogni successo debba essere costruito con tenacia e passione. Dice Roberta (che domani affronterà a Roma al primo turno la wild card italiana Karin Knapp sul campo 2): "Giocando tanto tutte le settimane riesci a capire all'istante cosa fa l'altra. Poi io e Sara siamo molto amiche, e questo conta molto". Un paio d'ore più tardi Sara (anche lei in campo oggi con la svizzera Timea Bacsinszky nella Supertennis Arena) conferma: "Sono contenta, con Roberta sto via via trovando sempre più feeling". Il loro obiettivo sono le Olimpiadi londinesi sull'erba, di cui Roberta è quasi una specialista avendo vinto un anno fa in singolare su quella olandese di 's-Hertogenbosch: "È una superficie che devi capire. Finora è stato un anno pazzesco che stiamo vivendo bene, senza montarci la testa. Temo le due Williams in coppia, Kirilenko-Petrova e Raymond-Huber". Sara: "L'Olimpiade è un'altra storia rispetto a un torneo WTA. Basta poco a perdere una partita, puoi non star bene o avere una giornata storta e, via!, l'occasione ti ricapita, forse, dopo quattro anni". E, a nome di entrambe, chiude la Errani: "Uno Slam o Londra 2012? Beh, una medaglia olimpica vale di più, no?".
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