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Finisce l'era di Francesca
tocca ad Andreas e Sara

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Adieu Paris mon amour. Un volo transoceanico mi ha fatto perdere un intero turno del Roland Garros. Un vero peccato, perché non capita a ogni slam di vedere cinque italiani scendere in campo con buone chance di arrivare agli ottavi di finale. Nei miei pronostici ne vedevo passare due: ci ho preso. Ma non sono quelli che m'aspettavo.

Sara Errani e Andreas Seppi avevano di fronte avversari di non lontana prima grandezza: l'ex numero 1 del ranking e tuttora del beauty contest WTA Ana Ivanovic, vincitrice proprio a Parigi nel 2008 a 21 anni ancora da compiere, e Fernando Verdasco, che nella sua stagione migliore, il 2009, era stato numero 7 ATP grazie alla semifinale a Melbourne e ai quarti a Flushing Meadows.

Fabio Fognini era stato penalizzato dal tabellone, che gli aveva messo sul cammino il migliore dei francesi, l'attuale 5 ATP - "by far", di gran lunga, mi suggerisce l'amico americano con cui faccio colazione mentre scrivo queste righe in uno Starbucks - Jo-Wilfried Tsonga.

Francesca Schiavone, trionfatrice a Parigi nel 2010 e finalista nel 2011, e Flavia Pennetta avevano, sulla carta, ottime possibilità di conquistare gli ottavi, visto che la milanese affrontava l'uzbeka naturalizzata americana Varvara  Lepchenko (WTA 61) e la brindisina aveva sicuramente voglia di vendicarsi di Angelique Kerber, che sei mesi fa a New York le aveva negato, da perfetta sconosciuta numero 92 WTA, la gioia di disputare in carriera la semifinale di uno slam (nel frattempo però la tedesca è talmente cresciuta da essere l'ultima Top Ten).

Questo, dunque, era ieri mattina lo schieramento della Nazionale Azzurra Tennistica al mondiale sulla terra rossa che ogni anno si disputa sulla Senna. E' andata come sapete meglio di me, soprattutto se avete seguito su Eurosport e RaiSport gli incontri che io ho solo sbirciato su ESPN. Agli ottavi vanno Sara e Andreas, che comunque negli ultimi mesi si sono affermati come gli italiani più in forma. Scrive Ubaldo Scanagatta su Ubitennis.com: "Al di là dei numeri è importante il modo in cui sono state ottenute le vittorie italiane. Perché sia la Errani, WTA 24, sia Seppi, ATP 25, hanno vinto contro avversari meglio classificati di loro. Ma non solo. Hanno vinto contro due che giocavano bene". Quando scrive di tennis giocato, Ubaldo non sbaglia mai (su altri temi abbiamo idee un po' diverse) e dunque mi fido ciecamente del suo giudizio. Aggiungo che entrambi stanno dimostrando di avere un'eccezionale tenuta nervosa che gli consente di combattere fino all'ultima palla. Il torneo di Seppi, ormai numero 23 al mondo, si ferma al prossimo match contro l'ingiocabile per lui numero 1 Novak Djokovic. Errani, invece, può tentare il colpaccio con Svetlana Kuznetsova, oggi WTA 28 dopo essere stata 2 nel 2007, vincitrice del Roland Garros 2009 e degli US Open 2004.

Degli altri tre italiani ho letto e visto a sufficienza per dire che Fognini con Tsonga (7-5 6-4 6-4) ha fatto il possibile e dunque non gli si può rimproverare alcunché. Pennetta, che negli scontri diretti con la Kerber prevaleva per due a uno, ha perso la bussola dopo il primo set e non è più rientrata in partita (4-6 6-3 6-2). Mi dicono che sembra stanca e sfiduciata. Dopo la sconfitta di oggi, invece, di Schiavone si può solo prendere atto che difficilmente in futuro riuscirà a ripetersi ai livelli delle ultime stagioni. La grinta e la fame di vittoria ci sono ancora (sul 4-5 a sfavore nel terzo ha strappato il break alla Lepchenko) ma forse alla vigilia del trentaduesimo compleanno e con 499 vittorie ottenute nei tornei WTA sono le gambe a mancare.

In buona sostanza, Parigi dimostra che un'epoca - quella di Francesca e Flavia - si sta chiudendo. Senza alcun dubbio i primi sei mesi dell'anno hanno indicato in Sara Errani e Andreas Seppi gli italiani non solo più in forma ma anche psicologicamente più attrezzati. Hanno fatto il "salto" che li mette in condizione di combattere ad armi pari con chiunque dal numero 11 in su, e forse anche con qualche Top Ten. Un "salto" che Fabio Fognini sembra a un passo dal poter tentare.

A parte le vicende italiane, i tornei si avviano agli ottavi senza sorprese. In quello maschile i primi nove del ranking ATP (manca solo il risultato di Rafa Nadal contro il doppista argentino Eduardo Schwank, ATP 192...) approdano tutti al quarto turno, a conferma che Parigi - come si diceva - è il mondiale della terra rossa. Una curiosità: l'algoritmo che compone il live ranking ATP dà oggi Federer come numero 2 nonostante Nadal, tornato numero 3, lo sconfisse un anno fa in finale all'open francese e abbia vinto l'ultimo Masters 1000 a Roma. Che, nella sua infinita sapienza digitale, l'algoritmo abbia già previsto come finirà a Parigi?

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