Una sofferenza. Mentre sul campo Suzanne Lenglen - più lento del centrale Philippe Chatrier, almeno secondo Roger Federer - Sara Errani teneva a bada l'arrembante tedesca Angelique Kerber, ieri pomeriggio a me toccava seguire le peraltro molto istruttive elucubrazioni di legali e manager editoriali sulle strategie necessarie a contenere lo strapotere di Google. In questi frangenti l'iPad e l'efficace app del Roland Garros 2012 aiutano, ma certo non è come stare sugli spalti o davanti alla tv. Una sofferenza vedere il contatore dei punti e dei game procedere lentamente, quasi che gli scambi tra le due giocatrici più in crescita dell'ultimo semestre fossero interminabili. Una sofferenza appena mitigata dalle lettura in tempo reale dei dati statistici del match, che descrivevano un'italiana più attenta e capace di finalizzare il gioco, con un differenziale positivo finale di 14 tra colpi vincenti ed errori non forzati (28 contro 14) mentre Kerber ce l'ha di 8 (33 contro 25).
Tanto soffrire mi ha indotto - una volta stabilito che Google sta agli editori come Federer sta ai quattro settantenni che si sfidano ogni sabato sul 5 del Dopolavoro Ferroviario - a guardare la registrazione della partita, spulciarne le statistiche e leggere cosa alcuni commentatori stranieri ne hanno scritto. Perché per capire come si è sviluppato il fenomeno Sarita bisogna partire dai risultati, che parlano chiaro. Da Capodanno la ragazza romagnol-spagnola, ora numero 14 al mondo e numero 1 in Italia nel singolare, ha scalato 31 posti nel ranking WTA; s'è presa di forza i tornei di Acapulco, Barcellona e Budapest; con il successo su Kerber (ricordo: 6-3 7-6) registra un record di 23 vittorie, di cui 16 consecutive, su 26 incontri disputati da gennaio sulla terra rossa; a Parigi ha eliminato, nell'ordine, Dellacqua, Oudin, Ivanovic, Kutznetsova e Kerber, ossia un'australiana e un'americana solide, due ex vincitrici degli Open di Francia e l'attuale numero 10 WTA; nel 2012 in doppio ha trionfato in cinque tornei con Roberta Vinci ed è ancora in gara per il sesto. Ma ci sono altri numeri altrettanto significativi, almeno per me: stamattina erano quasi 500 gli articoli sulla Rete dedicati a Sara Errani e negli ultimi dodici mesi è lei l'atleta più citata in questa rubrica. Mica per caso.
I giornali e i siti di tutto il mondo stanno occupando del "fenomeno". Il commentatore di France 24 è stato colpito da frasi di Sara come "non sono potente come alcune Top Ten, quindi le mie armi sono velocità, resistenza e determinazione. Ho lavorato duro tutto l'inverno per arrivare fin qui". Da miniera.
Il sito della rete tv più importante di New Delhi cita Svetlana Kutznetsova: "Il gioco di Sara è il migliore visto al Roland Garros. E sulla terra è un osso duro per chiunque". E poi la descrive così: "Figlia di un fruttivendolo e di una farmacista, Errani è, come Schiavone, uno delle più piccole del circuito con soli solo 164 centimetri". (Con Francesca, secondo me, condivide anche l'elasticità atletica e la versatilità). Comunque, Libro Cuore.
Il miglior ritratto tecnico di Sara lo fa Tennis.com: "Al forte diritto mancino di Kerber, Errani ha opposto il diritto con cui ha costantemente alzato la palla, tenendo lontana l'avversaria dalla metà campo e rendendo inoffensivi i suoi cross di rovescio. Nelle discese a rete Sara ha spesso preso in contropiede la tedesca". In effetti il suo gioco continuamente variato ha spiazzato Kerber, costretta ad aumentare l'aggressività dei propri colpi, ben contenuti dal gioco difensivo della bolognese. Che ha confermato in conferenza stampa che "uno dei cambiamenti decisivi è stata la nuova racchetta, più grande". Babolat ringrazia sentitamente.
Domani semifinale più dura dei pur durissimi ultimi tre match. In campo Sara troverà l'australiana Sam Stosur, che l'ha battuta in tutti e cinque i precedenti incontri, compreso l'ultimo agli Internazionali romani.
Di Djokovic e Federer, semifinalisti tanto acciaccati e malmostosi quanto alla fine sempre vincitori, parleremo in occasione dello scontro diretto di giovedi, che sarà - da copione - all'altezza del tempio tennistico d'Oltralpe.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua
Tanto soffrire mi ha indotto - una volta stabilito che Google sta agli editori come Federer sta ai quattro settantenni che si sfidano ogni sabato sul 5 del Dopolavoro Ferroviario - a guardare la registrazione della partita, spulciarne le statistiche e leggere cosa alcuni commentatori stranieri ne hanno scritto. Perché per capire come si è sviluppato il fenomeno Sarita bisogna partire dai risultati, che parlano chiaro. Da Capodanno la ragazza romagnol-spagnola, ora numero 14 al mondo e numero 1 in Italia nel singolare, ha scalato 31 posti nel ranking WTA; s'è presa di forza i tornei di Acapulco, Barcellona e Budapest; con il successo su Kerber (ricordo: 6-3 7-6) registra un record di 23 vittorie, di cui 16 consecutive, su 26 incontri disputati da gennaio sulla terra rossa; a Parigi ha eliminato, nell'ordine, Dellacqua, Oudin, Ivanovic, Kutznetsova e Kerber, ossia un'australiana e un'americana solide, due ex vincitrici degli Open di Francia e l'attuale numero 10 WTA; nel 2012 in doppio ha trionfato in cinque tornei con Roberta Vinci ed è ancora in gara per il sesto. Ma ci sono altri numeri altrettanto significativi, almeno per me: stamattina erano quasi 500 gli articoli sulla Rete dedicati a Sara Errani e negli ultimi dodici mesi è lei l'atleta più citata in questa rubrica. Mica per caso.
I giornali e i siti di tutto il mondo stanno occupando del "fenomeno". Il commentatore di France 24 è stato colpito da frasi di Sara come "non sono potente come alcune Top Ten, quindi le mie armi sono velocità, resistenza e determinazione. Ho lavorato duro tutto l'inverno per arrivare fin qui". Da miniera.
Il sito della rete tv più importante di New Delhi cita Svetlana Kutznetsova: "Il gioco di Sara è il migliore visto al Roland Garros. E sulla terra è un osso duro per chiunque". E poi la descrive così: "Figlia di un fruttivendolo e di una farmacista, Errani è, come Schiavone, uno delle più piccole del circuito con soli solo 164 centimetri". (Con Francesca, secondo me, condivide anche l'elasticità atletica e la versatilità). Comunque, Libro Cuore.
Il miglior ritratto tecnico di Sara lo fa Tennis.com: "Al forte diritto mancino di Kerber, Errani ha opposto il diritto con cui ha costantemente alzato la palla, tenendo lontana l'avversaria dalla metà campo e rendendo inoffensivi i suoi cross di rovescio. Nelle discese a rete Sara ha spesso preso in contropiede la tedesca". In effetti il suo gioco continuamente variato ha spiazzato Kerber, costretta ad aumentare l'aggressività dei propri colpi, ben contenuti dal gioco difensivo della bolognese. Che ha confermato in conferenza stampa che "uno dei cambiamenti decisivi è stata la nuova racchetta, più grande". Babolat ringrazia sentitamente.
Domani semifinale più dura dei pur durissimi ultimi tre match. In campo Sara troverà l'australiana Sam Stosur, che l'ha battuta in tutti e cinque i precedenti incontri, compreso l'ultimo agli Internazionali romani.
Di Djokovic e Federer, semifinalisti tanto acciaccati e malmostosi quanto alla fine sempre vincitori, parleremo in occasione dello scontro diretto di giovedi, che sarà - da copione - all'altezza del tempio tennistico d'Oltralpe.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua