Sara entra nella storia lasciando cadere la racchetta sulla mitica terra rossa francese e alzando il viso al cielo, prima di piegarsi sulle ginocchia a ringraziare se stessa e chissa quanti altri. Felice. Stordita. Incredula del suo game perfetto, il nono del terzo set, che ha mandato desolata negli spogliatoi una delle tenniste più forti degli ultimi anni, Samantha Stosur, e lei, la piccola Errani, dritta a giocarsi gli Open francesi tra due giorni.
Sara ha vinto con la testa. Usando con costanza il suo diritto che fa male, la palla liftata che si alza e sbilancia l'avversaria, spesso costretta a mettere a rete. E' questo il colpo che le ha dato più soddisfazioni nella sua lunga corsa del Roland Garros 2012. Le smorzate, di tocco oppure di back bloccato a sfruttare la forza della palla in arrivo, un bancomat di punti con Casey Dell'Acqua al primo turno, e poi con Melanie Oudin, Ana Ivanovic, Svetlana Kutznetsova e Angelique Kerber, l'hanno aiutata anche oggi. Seppure un po' di meno perché, rispetto a tutte le altre ragazze affrontare nel torneo, Samantha, numero 6 del ranking WTA, vincitrice degli US Open l'anno scorso e finalista a Parigi due anni fa, è un tipo diverso di giocatrice: direi che assomiglia a Sara, è potente, è mobile, ha grinta e determinazione d'attaccante di razza. In più, dispone di uno dei servizi più efficaci del circuito femminile. L'australiana, come la romagnola, è diventata una first class player tardi, a 25 anni nel 2009, quando raggiunse a sorpresa la semifinale del Roland Garros dopo un periodo in cui sembrava destinata a diventare specialista del doppio. Anche lei ha alle spalle una storia di sacrifici e di tanto lavoro soprattutto sul fisico. Più di Sara, invece, è psicologicamente fragile.
Era logico prevedere che il match di semifinale tra due così sarebbe stato equilibrato. Il primo set ha infatti visto Errani - tranquilla, concentrata e per nulla intimorita dalla location del Philippe Chatrier - recuperare dal -2 iniziale fino a ottenere il break all'undicesimo game e poi prevalere 7-5 con proprio le armi del diritto e della palla corta. Nel secondo set l'esperienza e la potenza del servizio di Stosur hanno avuto la meglio (6-1) grazie anche a un calo di tensione della nostra. Il terzo set è stato segnato dal ribaltamento delle parti: Sara che va sul 3-0; Samantha che recupera il break di svantaggio e si riporta sul pari; l'azzurra che, su suo servizio, lascia a zero l'avversaria; l'australiana che improvvisamente perde il senso del campo, forse disturbata dal vento, che pure alle sue latitudini soffia spesso impetuoso; Sara che va a servire per il match sul 5-3. E qui fa il suo capolavoro, non lasciando uno-spiraglio-uno di speranza a Stosur, sconfitta in parti pari dall'italiana e dalla sua propensione ad essere incostante (46 i suoi vincenti contro i soli 22 di Errani, ma 48 gli errori non forzati contro 21).
Sara quest'anno è la più forte sulla terra rossa. Su questo non ha più dubbi, ora, nemmeno Samantha. E resterà la più forte anche dovesse perdere la finale di sabato. Intanto si gode il suo incredibile, fino a qualche mese fa, ingresso tra le Top Ten. Mi scrive a caldo Marco, un lettore, via mail: "Grande Sarita, a ennesima conferma che le nostre donne nel tennis (e non solo lì) hanno più professionalità e determinazione. Più palle, diciamo la parola giusta".
Domani, intanto, giornata di grande tennis con la finale di doppio femminile, che Sara giocherà in coppia con Roberta Vinci contro le russe Maria Kirilenko e Nadia Petrova. E' certo che la romagnola scenderà in campo dimenticandosi che 24 ore più tardi dovrà tentare l'impresa che due anni fa, proprio contro la Stosur, era riuscita qui a Francesca Schiavone, prima italiana da sempre.
E, sempre domani, semifinali maschili Federer-Djokovic e Nadal-Ferrer. Tra i primi tre del ranking ATP continua la sfida diretta e incrociata che ha in palio, da qui a fine anno, il predominio. Come mi ricorda un altro mio lettore, Fabio, "il distacco attuale tra Djokovic e Federer, numero 2, è di circa 2500 punti. Da qua a Wimbledon, Nole deve difendere 2700 punti, Federer 1000. In più ci sono i 750 punti delle Olimpiadi". Insomma, se dovesse guadagnarsi la finale di Parigi, Federer vedrebbe alla sua portata il primo posto in classifica. Pronostico impossibile. Su Djokovic sono d'accordo con Fabio che scrive: "L'anno scorso giocava un tennis disumano: faceva recuperi pazzeschi, tirava profondissimo e (ciò che più conta) aveva una percentuale di gratuiti risibili. Da Indian Wells in poi gli sono rimasti solo i recuperi. Ovviamente - conclude Fabio - c'è anche un formidabile terzo incomodo": Rafael Nadal, che al Roland Garros ha fatto vedere il tennis più concreto e forse anche migliore sulla terra rossa. Per giunta, al penultimo atto si ritrova come avversario David, lo spagnolo (ATP 6) più forte al mondo dopo di lui. Una passeggiata, per il maiorchino?
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua
Sara ha vinto con la testa. Usando con costanza il suo diritto che fa male, la palla liftata che si alza e sbilancia l'avversaria, spesso costretta a mettere a rete. E' questo il colpo che le ha dato più soddisfazioni nella sua lunga corsa del Roland Garros 2012. Le smorzate, di tocco oppure di back bloccato a sfruttare la forza della palla in arrivo, un bancomat di punti con Casey Dell'Acqua al primo turno, e poi con Melanie Oudin, Ana Ivanovic, Svetlana Kutznetsova e Angelique Kerber, l'hanno aiutata anche oggi. Seppure un po' di meno perché, rispetto a tutte le altre ragazze affrontare nel torneo, Samantha, numero 6 del ranking WTA, vincitrice degli US Open l'anno scorso e finalista a Parigi due anni fa, è un tipo diverso di giocatrice: direi che assomiglia a Sara, è potente, è mobile, ha grinta e determinazione d'attaccante di razza. In più, dispone di uno dei servizi più efficaci del circuito femminile. L'australiana, come la romagnola, è diventata una first class player tardi, a 25 anni nel 2009, quando raggiunse a sorpresa la semifinale del Roland Garros dopo un periodo in cui sembrava destinata a diventare specialista del doppio. Anche lei ha alle spalle una storia di sacrifici e di tanto lavoro soprattutto sul fisico. Più di Sara, invece, è psicologicamente fragile.
Era logico prevedere che il match di semifinale tra due così sarebbe stato equilibrato. Il primo set ha infatti visto Errani - tranquilla, concentrata e per nulla intimorita dalla location del Philippe Chatrier - recuperare dal -2 iniziale fino a ottenere il break all'undicesimo game e poi prevalere 7-5 con proprio le armi del diritto e della palla corta. Nel secondo set l'esperienza e la potenza del servizio di Stosur hanno avuto la meglio (6-1) grazie anche a un calo di tensione della nostra. Il terzo set è stato segnato dal ribaltamento delle parti: Sara che va sul 3-0; Samantha che recupera il break di svantaggio e si riporta sul pari; l'azzurra che, su suo servizio, lascia a zero l'avversaria; l'australiana che improvvisamente perde il senso del campo, forse disturbata dal vento, che pure alle sue latitudini soffia spesso impetuoso; Sara che va a servire per il match sul 5-3. E qui fa il suo capolavoro, non lasciando uno-spiraglio-uno di speranza a Stosur, sconfitta in parti pari dall'italiana e dalla sua propensione ad essere incostante (46 i suoi vincenti contro i soli 22 di Errani, ma 48 gli errori non forzati contro 21).
Sara quest'anno è la più forte sulla terra rossa. Su questo non ha più dubbi, ora, nemmeno Samantha. E resterà la più forte anche dovesse perdere la finale di sabato. Intanto si gode il suo incredibile, fino a qualche mese fa, ingresso tra le Top Ten. Mi scrive a caldo Marco, un lettore, via mail: "Grande Sarita, a ennesima conferma che le nostre donne nel tennis (e non solo lì) hanno più professionalità e determinazione. Più palle, diciamo la parola giusta".
Domani, intanto, giornata di grande tennis con la finale di doppio femminile, che Sara giocherà in coppia con Roberta Vinci contro le russe Maria Kirilenko e Nadia Petrova. E' certo che la romagnola scenderà in campo dimenticandosi che 24 ore più tardi dovrà tentare l'impresa che due anni fa, proprio contro la Stosur, era riuscita qui a Francesca Schiavone, prima italiana da sempre.
E, sempre domani, semifinali maschili Federer-Djokovic e Nadal-Ferrer. Tra i primi tre del ranking ATP continua la sfida diretta e incrociata che ha in palio, da qui a fine anno, il predominio. Come mi ricorda un altro mio lettore, Fabio, "il distacco attuale tra Djokovic e Federer, numero 2, è di circa 2500 punti. Da qua a Wimbledon, Nole deve difendere 2700 punti, Federer 1000. In più ci sono i 750 punti delle Olimpiadi". Insomma, se dovesse guadagnarsi la finale di Parigi, Federer vedrebbe alla sua portata il primo posto in classifica. Pronostico impossibile. Su Djokovic sono d'accordo con Fabio che scrive: "L'anno scorso giocava un tennis disumano: faceva recuperi pazzeschi, tirava profondissimo e (ciò che più conta) aveva una percentuale di gratuiti risibili. Da Indian Wells in poi gli sono rimasti solo i recuperi. Ovviamente - conclude Fabio - c'è anche un formidabile terzo incomodo": Rafael Nadal, che al Roland Garros ha fatto vedere il tennis più concreto e forse anche migliore sulla terra rossa. Per giunta, al penultimo atto si ritrova come avversario David, lo spagnolo (ATP 6) più forte al mondo dopo di lui. Una passeggiata, per il maiorchino?
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