In passato Wimbledon ha spesso parlato ceco: soprattutto con Martina Navratilova (nove vittorie tra il 1978 e il 1990) e Ivan Lendl (due finali e cinque semifinali negli anni Ottanta), più recentemente con Petra Kvitova, vincitrice dell'ultima edizione, e Tomas Berdych, finalista ai Championships nel 2010, approdato ai quarti nel 2007. Oggi no, oggi Wimbledon ha parlato lettone, lingua ostica tanto quanto è ostico interpretare Ernests Gulbis, capace di imprese epiche e di spettacolari rovesci (nel senso di sconfitte, oltre che di colpi). Il lettone ha travolto in tre set Berdych, da molti pronosticato grande protagonista del più grande dei grandi Slam. Il risultato 7-6 7-6 7-6 è assolutamente bugiardo, esattamente come lo 0-0 dell'altra sera a Kiev al termine dei 120 minuti di Italia-Inghilterra, tanto è stata evidente la superiorità del baltico.
Wimbledon, invece, non ha mai parlato italiano. Gli anni passano, ora capita persino di vedere un'Italia del calcio che attacca a folate all'inglese un'Inghilterra che si difende a riccio e cerca il contropiede, quasi fosse la nazionale di Edmondo Fabbri negli anni Sessanta. Gli anni passano ma per noi Wimbledon sembra sempre tabù. Quindici stavolta i nostri ai nastri di partenza all'All England Lawn Tennis and Croquet Club, com'era accaduto solo nel 1996 e nel 2006. Otto donne e sette uomini, per quattordici incontri di primo turno, di cui dieci oggi (uno era un derby fratricida, si affrontavano Pennetta e Giorgi). E' andata male. Hanno giocato tutti gli uomini, è passato solo Fognini, anche se la partita con Lorenzi è stato sospesa per oscurità. Su tre incontri con italiane in campo, l'unica al secondo turno è Camila Giorgi, ai danni peraltro di Flavia Pennetta.
Alle 12.38, meridiano di Greenwich, il primo risultato a lampeggiare sulla verdissima app di Wimbledon per iPhone ha portato una brutta notizia: dopo dieci game Starace era già fuori, per ritiro. E' passato l'americano Ryan Sweeting con il quale Potito aveva perso il primo set 6-2 ed era sotto 2-0 al secondo. Peccato, mi sono detto, subito -1 nel giorno dei dieci match degli italiani.
Il -1 iniziale di Starace è stato l'annuncio di una giornata che di azzurro ha avuto il cielo del primo pomeriggio e poco altro. Alle 13 locali, altra clamorosa notizia per noi: non va al secondo turno la testa di serie numero 16 Flavia Pennetta. A fermarla un'altra italiana, Camila Giorgi, approdata al tabellone principale dal torneo di qualificazione che l'aveva vista prevalere nel terzo turno con l'americana Alexa Glatch. La Giorgi, vent'anni compiuti a San Silvestro, è di Macerata ed era considerata qualche anno fa una delle promesse del tennis mondiale. Ex allieva di Bollettieri, già nel Main Draw di Wimbledon 2011, in ottobre s'era issata al posto 141 del ranking ATP, e lì - più o meno - è rimasta da allora.
La partita è stata lineare, nel senso che Camila ha dominato Flavia, che l'anno scorso aveva raggiunto qui il terzo turno. Ottenuto subito un break, ha proceduto a tutto vapore fino al 5-3. Ha servito per il set, ma la Pennetta l'ha bloccata con il controbreak. È stato un attimo, poi secondo break e parziale 6-4 per Camila. Equilibrio nel secondo set almeno fino al 3-2, quando la giovane marchigiana ha riottenuto il break e chiuso in scioltezza. Grande dimostrazione di maturità: la ragazza attacca da fondo sia di diritto sia di rovescio, grazie a un impressionante anticipo. Ora dovrà ribadire la sua volontá di crescere in fretta al secondo turno con la georgiana Anna Tatishvili, 22 anni, WTA 72.
L'impresa vorrebbe e potrebbe farla Paolo Lorenzi, i senese beniamino degli Internazionali, che come avversario ha avuto e ha uno dei giocatori più in forma della stagione, il francese Nicolas Mahut, protagonista due anni fa della partita più lunga della storia degli Slam (il suo antagonista di allora, John Isner, è già stato eliminato). Perso il primo set 3-6, Paolo s'è preso di forza il terzo e il quarto (7-5 7-6) e ha perso il quarto per 5-7 dopo una lotta infinita sul 4 pari. Si riprende oggi.
Il nostro giocatore più forte, Andreas Seppi, qui testa di serie numero 23, non è invece riuscito ad aver ragione dell'uzbeko Denis Istomin, giocatore coriaceo ma normalmente fuori dai tornei maggiori al primo turno. Battaglia durissima, con tass d'errore altissimi e un servizio più efficace da parte dell'ex sovietico (che infatti vive a Mosca). Dopo quattro set con alternanza di prevalenza (7-6 4-6 6-3 3-6), Andreas ha servito per il match sul 5-3 l quinto ma Istomin è riuscito a ottenere il break. Con visibilità ormai al minimo, alla fine l'uzbeko è passato con un 8-6 che certo delude quanti speravano in un bel torneo del sudtirolese, che ama la superficie erbosa.
Fabio Fognini ha affrontato con umiltà il francese Michael Llodra, tra i giocatori più eleganti del circo e, soprattutto, un erbaiolo. Fabio ha sofferto, come gli accade spesso, nel primo set, poi ha tenuto a distanza di sicurezza l'avversario, 54 nel ranking ATP quindi 14 posti davanti a lui. Al secondo turno troverà Roger Federer sul Centre Court: nulla da perdere, molto da divertirsi.
Non si sono invece divertiti Flavio Cipolla, che ha sprecato il vantaggio di due set sullo spagnolo Inigo Cervantes, e Filippo Volandri, che fa ogni anno una comparsata sull'erba londinese pur sapendo che è tempo sprecato. Stavolta - prima del ritiro - le stava sonoramente prendendo dal francese Jeremy Chardy, ma forse non si sentiva bene. Simone Bolelli ha messo in scena l'ennesima replica di un copione noto, con un buon primo set e poi una flebile resistenza (3-6 6-3 6-3 6-3) nei confronti di un polacco dalle ottime potenzialità ma per ora non irresistibile, Jerzy Janowicz, 21 anni, ATP 136. Alberta Brianti e Maria Elena Camerin hanno inutilmente provato a dare qualche preoccupazione alle russe Ekaterina Makarova (6-2 3-6 6-3) e Nadia Petrova (6-0 6-2).
Oltre al quinto set di Lorenzi, domani tocca ad altre quattro ragazze: Sara Errani, fresca numero 10 al mondo, che trova la qualificata americana Coco Vandeweghe, Francesca Schiavone con la battibile britannica Laura Robson, la ritrovata sudtirolese convertita al Basso Tirreno Karin Knapp con l'ucraina naturalizzata inglese Elena Baltacha, Roberta Vinci con la wild card australiana Ashleigh Barty. Un paio di passaggi al secondo turno sono alla loro portata.
Mail c. giua@kataweb. it
Twitter @claudiogiua
Wimbledon, invece, non ha mai parlato italiano. Gli anni passano, ora capita persino di vedere un'Italia del calcio che attacca a folate all'inglese un'Inghilterra che si difende a riccio e cerca il contropiede, quasi fosse la nazionale di Edmondo Fabbri negli anni Sessanta. Gli anni passano ma per noi Wimbledon sembra sempre tabù. Quindici stavolta i nostri ai nastri di partenza all'All England Lawn Tennis and Croquet Club, com'era accaduto solo nel 1996 e nel 2006. Otto donne e sette uomini, per quattordici incontri di primo turno, di cui dieci oggi (uno era un derby fratricida, si affrontavano Pennetta e Giorgi). E' andata male. Hanno giocato tutti gli uomini, è passato solo Fognini, anche se la partita con Lorenzi è stato sospesa per oscurità. Su tre incontri con italiane in campo, l'unica al secondo turno è Camila Giorgi, ai danni peraltro di Flavia Pennetta.
Alle 12.38, meridiano di Greenwich, il primo risultato a lampeggiare sulla verdissima app di Wimbledon per iPhone ha portato una brutta notizia: dopo dieci game Starace era già fuori, per ritiro. E' passato l'americano Ryan Sweeting con il quale Potito aveva perso il primo set 6-2 ed era sotto 2-0 al secondo. Peccato, mi sono detto, subito -1 nel giorno dei dieci match degli italiani.
Il -1 iniziale di Starace è stato l'annuncio di una giornata che di azzurro ha avuto il cielo del primo pomeriggio e poco altro. Alle 13 locali, altra clamorosa notizia per noi: non va al secondo turno la testa di serie numero 16 Flavia Pennetta. A fermarla un'altra italiana, Camila Giorgi, approdata al tabellone principale dal torneo di qualificazione che l'aveva vista prevalere nel terzo turno con l'americana Alexa Glatch. La Giorgi, vent'anni compiuti a San Silvestro, è di Macerata ed era considerata qualche anno fa una delle promesse del tennis mondiale. Ex allieva di Bollettieri, già nel Main Draw di Wimbledon 2011, in ottobre s'era issata al posto 141 del ranking ATP, e lì - più o meno - è rimasta da allora.
La partita è stata lineare, nel senso che Camila ha dominato Flavia, che l'anno scorso aveva raggiunto qui il terzo turno. Ottenuto subito un break, ha proceduto a tutto vapore fino al 5-3. Ha servito per il set, ma la Pennetta l'ha bloccata con il controbreak. È stato un attimo, poi secondo break e parziale 6-4 per Camila. Equilibrio nel secondo set almeno fino al 3-2, quando la giovane marchigiana ha riottenuto il break e chiuso in scioltezza. Grande dimostrazione di maturità: la ragazza attacca da fondo sia di diritto sia di rovescio, grazie a un impressionante anticipo. Ora dovrà ribadire la sua volontá di crescere in fretta al secondo turno con la georgiana Anna Tatishvili, 22 anni, WTA 72.
L'impresa vorrebbe e potrebbe farla Paolo Lorenzi, i senese beniamino degli Internazionali, che come avversario ha avuto e ha uno dei giocatori più in forma della stagione, il francese Nicolas Mahut, protagonista due anni fa della partita più lunga della storia degli Slam (il suo antagonista di allora, John Isner, è già stato eliminato). Perso il primo set 3-6, Paolo s'è preso di forza il terzo e il quarto (7-5 7-6) e ha perso il quarto per 5-7 dopo una lotta infinita sul 4 pari. Si riprende oggi.
Il nostro giocatore più forte, Andreas Seppi, qui testa di serie numero 23, non è invece riuscito ad aver ragione dell'uzbeko Denis Istomin, giocatore coriaceo ma normalmente fuori dai tornei maggiori al primo turno. Battaglia durissima, con tass d'errore altissimi e un servizio più efficace da parte dell'ex sovietico (che infatti vive a Mosca). Dopo quattro set con alternanza di prevalenza (7-6 4-6 6-3 3-6), Andreas ha servito per il match sul 5-3 l quinto ma Istomin è riuscito a ottenere il break. Con visibilità ormai al minimo, alla fine l'uzbeko è passato con un 8-6 che certo delude quanti speravano in un bel torneo del sudtirolese, che ama la superficie erbosa.
Fabio Fognini ha affrontato con umiltà il francese Michael Llodra, tra i giocatori più eleganti del circo e, soprattutto, un erbaiolo. Fabio ha sofferto, come gli accade spesso, nel primo set, poi ha tenuto a distanza di sicurezza l'avversario, 54 nel ranking ATP quindi 14 posti davanti a lui. Al secondo turno troverà Roger Federer sul Centre Court: nulla da perdere, molto da divertirsi.
Non si sono invece divertiti Flavio Cipolla, che ha sprecato il vantaggio di due set sullo spagnolo Inigo Cervantes, e Filippo Volandri, che fa ogni anno una comparsata sull'erba londinese pur sapendo che è tempo sprecato. Stavolta - prima del ritiro - le stava sonoramente prendendo dal francese Jeremy Chardy, ma forse non si sentiva bene. Simone Bolelli ha messo in scena l'ennesima replica di un copione noto, con un buon primo set e poi una flebile resistenza (3-6 6-3 6-3 6-3) nei confronti di un polacco dalle ottime potenzialità ma per ora non irresistibile, Jerzy Janowicz, 21 anni, ATP 136. Alberta Brianti e Maria Elena Camerin hanno inutilmente provato a dare qualche preoccupazione alle russe Ekaterina Makarova (6-2 3-6 6-3) e Nadia Petrova (6-0 6-2).
Oltre al quinto set di Lorenzi, domani tocca ad altre quattro ragazze: Sara Errani, fresca numero 10 al mondo, che trova la qualificata americana Coco Vandeweghe, Francesca Schiavone con la battibile britannica Laura Robson, la ritrovata sudtirolese convertita al Basso Tirreno Karin Knapp con l'ucraina naturalizzata inglese Elena Baltacha, Roberta Vinci con la wild card australiana Ashleigh Barty. Un paio di passaggi al secondo turno sono alla loro portata.
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