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Fognini perde l'occasione
di crescere (almeno un po')

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Piovono cani e gatti sui pomeridiani verdi campi londinesi e piovono metaforicamente anche sull'unico italiano arrivato al secondo turno dei Championships. Al quale io e - credo - molti di voi vorremmo porre una semplice domanda: Fabio, prima o ti deciderai a diventare adulto? Hai l'occasione di dimostrare che sei un giocatore di prima fascia - quando ti ri-succederà di affrontare sulla Centre Court di Wimbledon il più grande tennista del secondo millennio, perdipiù davanti a Carlo, principe del Galles, e Camilla? - e ti comporti come fossi il ragazzo viziato del Dopolavoro delle Ferrovie, quello con tanto talento e poco carattere.

Insomma, non mi sono divertito affatto a vedere Federer prendere a pallate Fognini. Spettacolo desolante. A volte l'ex numero uno italiano sembra distratto, fa finta di disinteressarsi a quanto accade in campo, discute con qualcuno in tribuna oppure se la prende con se stesso. A volte spacconeggia, forse per giustificare il look facciale alla Jack Sparrow-Johnny Depp. Quando proprio non ne ha più, alla fine del terzo set, fa un po' il pagliaccio, abbraccia un giudice di linea, sparacchia malamente diritti e rovesci, non regge uno scambio. Insomma, lascia che Roger Federer -  esempio di sportività e serietà, come sempre - disponga della partita a suo piacimento, fino a costringere uno stremato sostenitore del ligure a urlargli, nel silenzio assoluto prima del suo servizio d'apertura al terzo set, "... vieni a rete più spesso", nella speranza che cambi atteggiamento e trovi un po' di coraggio, di forza di volontà, di serenità. Niente.

Inutile raccontare una partita senza storia, con Roger che domina i suoi turni di battuta e Fabio che fa il possibile per perdere i propri. Una passeggiata di un'ora e mezza per lo svizzero numero 3 del ranking ATP, giusto utile come riscaldamento e blando allenamento. Il risultato è di 18 game a 6 (uno nel primo set, tre nel secondo, due nel terzo). Più del gioco, del trascurabile scontro resterà nella memoria degli spettatori l'impacciato inchino di Federer e Fognini al cospetto del primo della linea di successione al trono del Regno e della sua compagna da quarant'anni o giù di lì.

Del terzo giorno di Wimbledon 2012 molti ricorderanno anche la più veloce conclusione di un match sospeso e poi ripreso. In poche righe: martedì sera, quasi buio, Sara Errani, 10 del ranking WTA, finalista a Parigi, è in campo con la giovane americana Coco Vandeweghe; risultato 6-1 5-3 e vantaggio per la romagnola su servizio dell'avversaria; a Sara basterebbe rispondere con un vincente per aggiudicarsi la partita; scroscio e rinvio all'indomani. Oggi le due tornano in campo, si scaldano a lungo. Serve Coco. Prima palla a rete. Seconda: ancora a rete. Gran risata collettiva, poi Errani va ad allenarsi per il secondo turno con la britannica Keothavong.

Il resto è pioggia o quasi. Tutti i campi fuorché il centrale vengono coperti all'ora del tè (inglese) e restano così fino a quella dell'aperitivo (italiano). Il programma della terza giornata è sconvolto, anche se verso le 19 locali si riprende a giocare. Alcuni match - per esempio quello d'esordio della nostra coppia più forte,  Errani-Vinci - vengono definitivamente cancellati. Non quello di Camila Giorgi. Dopo aver battuto la Pennetta, l'ultima rivelazione del nostro tennis guadagna per la prima volta in carriera (è n. 145 del ranking) il terzo turno di un torneo dello Slam. Nulla può la georgiana Anna Tatishvili (n.73 al mondo), sconfitta  con il punteggio di 6-3- 6-1. Prima dell'interruzoione, ottima la prestazione fianco a fianco di Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, che saranno in tabellone alle Olimpiadi. Contro due singolariste molto forti, la russa Anastasia Pavlyuchenkova e la ceca Lucie Safarova, combattono e vincono per 6-2 5-7 6-4. Potrebbero essere loro due una delle belle sorprese del torneo di doppio femminile iridato.

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