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Bentornata Francesca
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Mi verrebbe da riscrivere l'articolo scritto chissà quante volte, andando a ritroso, negli ultimi mesi. Come quello che diceva "... l'Errani è una ladra. Ha rubato la scena a quei bravi ragazzi dei nostri tennisti che hanno l'unico torto di farsi buttar fuori dai grandi tornei nei primi due turni". Era il 27 gennaio, al via degli Australian Open. O quest'altro lead (l'inizio di un pezzo) del 4 settembre, US Open: "Flavia Pennetta ci ha fatto vedere il tennis che ci piace, che è forza e fragilità. Intelligenza e pazienza. Volontà e tensione al massimo. Fortuna e malasorte gestite senza spocchia né rassegnazione". Ancora, l'11 agosto scorso: "La vicenda umana e sportiva di Roberta Vinci conferma che il tennis è questione di capacità e intelligenza ma soprattutto di testardaggine". Per Francesca Schiavone le (auto)citazioni sarebbero tante quante le sue cadute e risurrezioni: ve le risparmio.

La verità è che le prim'attrici cambiano di torneo in torneo o di stagione in stagione, ma le ragazze continuano, da sole, a tenere alto l'onore del tennis italiano. Ieri sera è stata la volta dell'ultima arrivata nel gruppo delle migliori, la giovane Camila Giorgi, approdata al terzo turno dello Slam londinese dopo aver regolato con autorevolezza (6-3 6-1) la georgiana Anna Tatishvili, numero 73 del ranking. Se si fermasse qui, la ventenne marchigiana sarebbe già la numero 109 al mondo (era 145 lunedì scorso), appena un gradino sopra la veterana Alberta Brianti. Ma forse potrebbe salire ancora. Camila in queste ore si sta studiando i filmati delle partite di Nadia Petrova, la russa numero 20 WTA (ma era 3 sei anni fa, quando aveva 24 anni) che incontrerà al terzo turno. L'unico rischio per una a cui il padre aveva vaticinato un futuro da Top Three quando ancora era una junior è che non apprenda la lezione di umiltà e dedizione al lavoro che caratterizza le ragazze azzurre. A cominciare da Sara Errani e dalla sua "sorellona" Roberta Vinci, che in singolare si sono comportate benissimo proprio in apertura della quarta giornata di gare. La nostra numero 1 (quinta migliore giocatrice del 2012 e virtualmente numero 9 del ranking WTA che tiene conto dei risultati degli ultimi 12 mesi) ha gentilmente concesso due giochi (6-1 6-1) alla ventottenne londinese Anne Keothavong e per la seconda volta in carriera raggiunge il terzo turno all'All England Lawn Tennis and Croquet Club. La tarantina ha invece superato con qualche fatica in più (6-4 6-3) la neozelandese d'origine croata Marina Erakovic, WTA 49. Casuale ma evocativo il fatto che le due nostre ragazze - in coppia sono le numero 2 al mondo - abbiano giocato in contemporanea e che le loro vittorie siano state le prime della mattinata finalmente assolata. Reduci dalle vittorie di Parigi e, sabato scorso, di s'-Hertogenbosch, Sara e Francesca sono ormai alla ricerca del record, visto che la loro serie positiva copre 24 partite. Nel tardo pomeriggio hanno battuto, insieme, le ceche Eva Birnerova e Petra Cetkovska. Ma quel che conta di più è che il loro ultimo successo in torneo sia sull'erba, che è la superficie delle Olimpiadi di agosto.

La più bella sorpresa di oggi è stata però Francesca Schiavone, concentrata e mobile, finalmente sicura dei propri mezzi. Con una delle più promettenti ventenni del lotto, la ceca Kristyna Pliskova, vincitrice del torneo junior di due anni fa a Wimbledon, la trionfatrice di Parigi 2010 non ha mai ceduto il controllo del gioco contrariamente a quanto le era accaduto al primo turno e ha tentato con successo colpi che ultimamente non le riuscivano più. Insomma, ha dato la sensazione di poter andare avanti in questo Slam.

Quattro ragazze in campo, quattro ragazze avanti. C'è da sperare che almeno un paio arrivi alla seconda settimana londinese, quella delle All Stars. Se lo meritano.

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