Azzardo: se l'Italia del pallone avesse vinto ieri a Kiev, oggi avremmo visto una o due nostre ragazze conquistare i quarti di Wimbledon. Un successo continentale di Supermario & C. avrebbe dato a Francesca Schiavone, credo, quell'infinitesimo quid d'aggressività che le avrebbe consentito di passare il turno battendo addirittura la detentrice del titolo. Invece, niente Coppa d'Europa per i maschietti del gol e niente quarti di finali per le azzurre con la racchetta. Ma il bilancio resta positivo.
Il giorno di apertura dell'Europeo di calcio avevo scritto per i giornali locali dell'Espresso un pezzo (http://goo.gl/ytJRc) per sostenere che Sara Errani e Cesare Prandelli sono grandi sportivi da cui prendere esempio non solo per le loro doti agonistiche e tecniche. Un'opinione, la mia, confermata da quanto accaduto nelle settimane successive e, paradossalmente, finanche rafforzata dalle pesanti, addirittura storiche sconfitte subite da entrambi in questo week-end: sabato la romagnola ha incassato, al passivo, il "set perfetto" per mano della moscovita con passaporto kazako Yaroslava Shvedova, un 6-0 con 24 punti dell'avversaria contro nemmeno uno proprio; ieri l'Italia dell'ex allenatore viola è stata umiliata in finale dagli spagnoli con un 4-0 senza precedenti. Eppure, se per essere d'esempio bisogna mantenere il proprio equilibrio sia nei momenti del successo sia in quelli della sconfitta (per dura che sia), bene, è quanto Sara e Cesare stanno facendo.
Il tennis, poi, sa dare sempre buoni esempi: più del calcio, mi permetto di dire. È il caso di Francesca Schiavone, che oggi ha lottato per due ore e mezza con la numero 4 del ranking WTA, Petra Kvitova, trionfatrice qui all'All England Lawn Tennis and Croquet lo scorso anno e semifinalista nei primi due slam del 2012. Raggiunti gli ottavi, la milanese ha tentato di opporsi alla forza fisica della giovane ceca, riuscendovi alla grande per un set e mezzo. Poi, per colpa anche del terreno reso scivoloso dall'intermittente pioggerellina, ha ceduto. Uscendo, 4-6 5-7 1-6, a testa alta dai Championships. Sabato, impegnato in un evento non rinviabile, non avevo visto la partita di Francesca con un'altra ceca, l'esperta Klara Zakopalova. Per farmi un'idea di com'era andata m'ero affidato all'analisi di un attento lettore, Giovanni Russo, presente ai bordi del campo e mio solerte informatore via mail. Eccola: "Brava Francesca, non male al servizio, un po' peggio quando è scesa a rete. L'avversaria già ad inizio partita è apparsa nervosa e, a parte tre-quattro dritti, ha giocato maluccio. L'impressione è però che per andare avanti ci vorrà ben altro per la nostra". Quel "ben altro" oggi Schiavone l'ha tirato fuori dalla cassetta degli attrezzi del suo gioco, ma non é bastato.
Altro bell'esempio esempio ci viene dalla migliore tennista approdata al quarto turno provenendo dalle qualificazioni, la marchigiana Camila Giorgi. La ragazza, che molti a Wimbledon pronosticano tra le prime dieci entro poco tempo, s'è trovata di fronte la gelida polacca Agnieszka Radwanska, classe 1989, numero 3 al mondo, e ha dovuto lasciarle il passo. Tuttavia Camila ha nuovamente mostrato le sue doti: velocità d'esecuzione, coraggio tattico, nessun timore reverenziale. Ha alcuni vincenti davvero di qualità, come il lungolinea di rovescio e il diritto incrociato, acceleratissimo. Ha, insomma, colpi all'altezza della notevole visione di gioco: insieme, queste qualità le consentono di spostare l'avversaria da una parte all'altra del campo prima di matarla. I suoi limiti sembrano essere il servizio e il rovescio da metà campo, quasi sempre frettoloso. Troppi gli errori non forzati: ma forse no per un'atleta che ha compiuto vent'anni esattamente sei mesi fa. Il match è corso via veloce (2-5 3-5) ma ci ha confermato che Camila è una campionessa in fieri.
Un po' più deludente, oggi, Roberta Vinci, mai entrata in partita con l'austriaca Tamira Paszek (6-2 6-2), che l'anno scorso aveva eliminato, sempre a Wimbledon, Francesca Schiavone. Roberta non ha trovato il bandolo della matassa del gioco, quindi non c'è nulla da raccontare. Se il bicchiere è ancora mezzo pieno, ora lei e Sara Errani possono dedicarsi al doppio, che nelle settimane pre-Olimpiadi diventerà via via la specialità su cui puntare di più. Lo stesso faranno, d'ora in poi, Francesca e Flavia Pennetta, anch'esse ancora in corsa per la vittoria finale allo Slam sull'erba.
Mail c. giua@ kataweb.it
Twitter @claudiogiua
Il giorno di apertura dell'Europeo di calcio avevo scritto per i giornali locali dell'Espresso un pezzo (http://goo.gl/ytJRc) per sostenere che Sara Errani e Cesare Prandelli sono grandi sportivi da cui prendere esempio non solo per le loro doti agonistiche e tecniche. Un'opinione, la mia, confermata da quanto accaduto nelle settimane successive e, paradossalmente, finanche rafforzata dalle pesanti, addirittura storiche sconfitte subite da entrambi in questo week-end: sabato la romagnola ha incassato, al passivo, il "set perfetto" per mano della moscovita con passaporto kazako Yaroslava Shvedova, un 6-0 con 24 punti dell'avversaria contro nemmeno uno proprio; ieri l'Italia dell'ex allenatore viola è stata umiliata in finale dagli spagnoli con un 4-0 senza precedenti. Eppure, se per essere d'esempio bisogna mantenere il proprio equilibrio sia nei momenti del successo sia in quelli della sconfitta (per dura che sia), bene, è quanto Sara e Cesare stanno facendo.
Il tennis, poi, sa dare sempre buoni esempi: più del calcio, mi permetto di dire. È il caso di Francesca Schiavone, che oggi ha lottato per due ore e mezza con la numero 4 del ranking WTA, Petra Kvitova, trionfatrice qui all'All England Lawn Tennis and Croquet lo scorso anno e semifinalista nei primi due slam del 2012. Raggiunti gli ottavi, la milanese ha tentato di opporsi alla forza fisica della giovane ceca, riuscendovi alla grande per un set e mezzo. Poi, per colpa anche del terreno reso scivoloso dall'intermittente pioggerellina, ha ceduto. Uscendo, 4-6 5-7 1-6, a testa alta dai Championships. Sabato, impegnato in un evento non rinviabile, non avevo visto la partita di Francesca con un'altra ceca, l'esperta Klara Zakopalova. Per farmi un'idea di com'era andata m'ero affidato all'analisi di un attento lettore, Giovanni Russo, presente ai bordi del campo e mio solerte informatore via mail. Eccola: "Brava Francesca, non male al servizio, un po' peggio quando è scesa a rete. L'avversaria già ad inizio partita è apparsa nervosa e, a parte tre-quattro dritti, ha giocato maluccio. L'impressione è però che per andare avanti ci vorrà ben altro per la nostra". Quel "ben altro" oggi Schiavone l'ha tirato fuori dalla cassetta degli attrezzi del suo gioco, ma non é bastato.
Altro bell'esempio esempio ci viene dalla migliore tennista approdata al quarto turno provenendo dalle qualificazioni, la marchigiana Camila Giorgi. La ragazza, che molti a Wimbledon pronosticano tra le prime dieci entro poco tempo, s'è trovata di fronte la gelida polacca Agnieszka Radwanska, classe 1989, numero 3 al mondo, e ha dovuto lasciarle il passo. Tuttavia Camila ha nuovamente mostrato le sue doti: velocità d'esecuzione, coraggio tattico, nessun timore reverenziale. Ha alcuni vincenti davvero di qualità, come il lungolinea di rovescio e il diritto incrociato, acceleratissimo. Ha, insomma, colpi all'altezza della notevole visione di gioco: insieme, queste qualità le consentono di spostare l'avversaria da una parte all'altra del campo prima di matarla. I suoi limiti sembrano essere il servizio e il rovescio da metà campo, quasi sempre frettoloso. Troppi gli errori non forzati: ma forse no per un'atleta che ha compiuto vent'anni esattamente sei mesi fa. Il match è corso via veloce (2-5 3-5) ma ci ha confermato che Camila è una campionessa in fieri.
Un po' più deludente, oggi, Roberta Vinci, mai entrata in partita con l'austriaca Tamira Paszek (6-2 6-2), che l'anno scorso aveva eliminato, sempre a Wimbledon, Francesca Schiavone. Roberta non ha trovato il bandolo della matassa del gioco, quindi non c'è nulla da raccontare. Se il bicchiere è ancora mezzo pieno, ora lei e Sara Errani possono dedicarsi al doppio, che nelle settimane pre-Olimpiadi diventerà via via la specialità su cui puntare di più. Lo stesso faranno, d'ora in poi, Francesca e Flavia Pennetta, anch'esse ancora in corsa per la vittoria finale allo Slam sull'erba.
Mail c. giua@ kataweb.it
Twitter @claudiogiua