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Sarà Fabio Fognini
il killer di Roddick?

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Scambio via Twitter. Mi scrive l'altro ieri @PietroDelogu: "... ma due parole per la fogna? Se si impegna qualcosa di buono lo fa". Ci metto dieci secondi a capire (accenna a qualche esondazione urbana? sta insultando un avversario politico?), poi realizzo che si sta riferendo al passaggio di Fabio Fognini al secondo turno degli US Open. Gli rispondo: "Sono disposto a ricredermi su di lui, ma aspettiamo il secondo turno".

Preso un impegno, lo rispetto. Il ligure sembra aver ritrovato, nel pieno di una stagione non entusiasmante, la voglia di concentrarsi sul suo mestiere, che è giocare al tennis al massimo livello. Con umiltà. Opposto a Guillermo Garcia-Lopez, onesto globe-trotter spagnolo, 29 anni, numero 23 al mondo l'anno scorso (ora è 68), ieri Fabio ha trovato l'equilibrio atletico e mentale che gli ha consentito di controllare il match. Ha applicato una regola d'oro: mettila di là meglio che puoi e aspetta che il tuo avversario sbagli. Cosa che Guillermo ha fatto in dosi massicce: al servizio, inanellando una decina di errori non forzati, rispondendo malamente alla seconda di Fognini. Il quale, invece, è stato concreto e attento. Classico break al settimo game del primo set, preso poi per 6-4; momento di difficoltà all'inizio del secondo set, poi break e di nuovo 6-4; tutto in discesa il terzo set, chiuso sul 6-2. Meno di due ore di gioco, oggi riposo. Domani, nell'Arthur Ashe Arena, sarà lui ad affrontare Andy Roddick nella seconda-ultima-partita della carriera. L'americano, infatti, ha dato una lezione di tennis e di classe all'imberbe australiano Bernard Tomic (6-3 6-4 6-0). Standing ovation del pubblico che lo adora e che non vorrebbe lasciasse il circuito, sorriso radioso di Andy che nemmeno quando vinse il suo Slam qui nel 2003... Ubaldo Scanagatta su Ubitennis resoconta queste parole di Fognini (che con i due successi newyorkesi risale di cinque posizioni nella classifica ATP, avvicinandosi ai top 50): "Naturalmente il pubblico sarà tutto dalla parte di Roddick. Mi ha sorpreso il suo ritiro perché una volta, scherzando, mi aveva detto che voleva finire l'anno tra i primi trenta così avrebbe ricevuto un bonus dallo sponsor". I due si sono affrontati una sola volta, sull'erba a Eastbourne quest'anno, e Roddick ha vinto combattendo: 6-3 3-6 7-5.

Tre italiani al terzo turno degli US Open, cioè su una superficie che non amano, è un buon risultato. Mai ottenuto in passato da Fabio Fognini. Sara Errani è stata fermata proprio a questo livello nel 2009 e nel 2010, mentre Roberta Vinci - fresca vincitrice sul cemento texano, suo primo successo in singolo dell'anno - c'è arrivata l'anno scorso. Hanno tutt'e tre chance di andare avanti: oggi la romagnola (terzo match sul campo 17, quindi andrà in campo non prima delle 20 italiane) trova la russa Olga Puckova, 24 anni, numero 143 nel ranking WTA; la tarantina affronta alle nostre 17 sul "centralino" di Flushing Meadows, il Louis Armstrong Stadium, la slovacca Dominika Cibulkova, 23 anni, WTA 14, già nei quarti di finale di questo slam due anni fa. Fabio Fognini, paradossalmente, si ritrova nelle stesse condizioni di Benjamin Becker nel 2006 con Agassi: una volta annunciato il ritiro, il grande campione americano sconfisse Marcos Baghdatis al secondo turno di Flushing ma dovette cedere al terzo contro il tedesco, che allora aveva 25 anni (7-5 6-7 6-4 7-5). Di fatto, l'emozione e lo stress tradirono Andy. Il ligure difficilmente troverà un'altra occasione come questa: la sfruttasse, entrerebbe nella piccola storia del tennis, sarebbe l'uomo che chiuse la carriera di Roddick. Come Ransom Stoddard che per tutta la vita fu ricordato - senza meriti - per aver ucciso Liberty Valance.
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