Poche righe in attesa dei due match per noi più interessanti, entrambi sul "centralino" Louis Armstrong Stadium nel tardo pomeriggio italiano, perdipiù uno dietro l'altro: prima Sara Errani affronta la tedesca Angelique Kerber (WTA 6), poi Roberta Vinci si cimenta con la numero 2 al mondo, la polacca Agnieszka Radwanska. Pronostici inutili. Ci basterebbe che una delle nostre approdasse ai quarti degli US Open 2012. Se poi, evento degli eventi, vincessero entrambe, si contenderebbero l'una contro l'altra l'accesso alle semifinali: fantatennis?
All'inizio della seconda settimana a Flushing Meadows, vi propongo pari pari alcuni appunti che ho buttato giù tra un match e l'altro:
1. Il torneo maschile non ha finora fatto segnare sorprese. Sono tre i giocatori che potevano puntare ai quarti (non credo oltre) ma si sono fermati prima: Tsonga, Isner e Monaco. I due che guidano il ranking ATP, Federer e Djokovic, finora non hanno ceduto nemmeno un set, sono in evidente crescita atletica, non credo avranno difficoltà né con Fish - lo svizzero, oggi - né con Wawrinka. Il terzo incomodo, Andy Murray, è invece reduce da una battaglia campale con Feliciano Lopez, nel corso della quale ha prevalso per un solo game: 7-6 7-6 4-6 7-6, per un totale di 25 a 24. Allo scozzese, che non ha ancora smaltito del tutto la sbornia olimpica, oggi tocca il canadese Raonic, di cui dirò sotto. Non sarei ottimista al posto degli scatenati inviati britannici, già scottati ieri dalla sconfitta subíta da Laura Robson contro l'australiana Sam Stosur.
2. Due sole vittime eccellenti finora da segnare sul tabellone femminile:
Kvitova e Wozniacki. L'uscita di scena di Kim Clijsters per mano proprio della Robson (da qui l'entusiasmo dei media londinesi) fa parte, come dire?, della storia più che della cronaca. Kvitova non riesce a ritrovare la forma della scorsa estate, Wozniacki è in caduta libera, anche se stavolta ha la scusante di un recente infortunio. Sharapova mi sembra in fase calante, Venus è ancora da interpretare, Azarenka non convince. Ogni soluzione è possibile.
3. Se tra le donne la nuova forza sembra effettivamente essere la Robson, la scoperta maschile di questo slam è Martin Klizan, slovacco, 23 anni, che finora negli Slam puntava al massimo al secondo turno e che qui s'e meritato la fama di ammazza-francesi, mandando a casa prima Tsonga e poi Chardy, uno dei più in forma del Circo, e conquistando così gli ottavi di finale come unico fuori dal seed. Da seguire. La conferma viene invece da Milos Raonic, montenegrino di passaporto canadese, 21 anni e un servizio impressionante, che oggi nell'ultimo incontro della sessione serale dell'Arthur Ashe Stadium ha la grande occasione di fermare Andy Murray.
4. La prestazione complessiva dei dieci italiani in campo a New York non è affatto negativa. Delle ragazze ho detto sopra. Ieri Fabio Fognini ha fatto vedere anche in questa stagione - gli accade un paio di volte l'anno - che tennisticamente non gli manca nulla, mentre di solito gli difetta l'umiltà. Ha dato tanto filo da torcere a Andy Roddick, rigenerato dopo l'annuncio del ritiro. Bel tennis, voglia di farcela, nessuna intemperanza (che il pubblico dell'Arthur Ashe innamorato di Roddick non gli avrebbe perdonato). Come sempre, lo attendiamo a conferme da qui a dicembre.
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