Replay

La grande avventura
delle gemelle del tennis

2 minuti di lettura
Nei giornali in questi casi si dice: è una grande storia. Con due letture.
La prima. Sara e Roberta, amiche per la pelle, eccellenti atlete, tra due giorni avranno, separatamente, un'occasione eccezionale: fare un risultato per cui hanno lavorato per anni. Ma il destino gioca loro lo scherzo peggiore perché per ottenere quel risultato dovranno combattere l'una contro l'altra nei quarti di finale dello slam di Flushing Meadows. Sarà la fine del loro sodalizio?

La seconda lettura. Sara e Roberta, amiche per la pelle, eccellenti atlete, qualche settimana fanno una scommessa su chi delle due conquisterà la semifinale degli US Open. Quando vedono il tabellone e si rendono contro di essere dalla stessa parte, trasformano la scommessa in un patto: facciamo il possibile per arrivare ai quarti tutt'e due, così una di noi andrà sicuramente in semifinale. E' la consacrazione della loro amicizia.

Scegliete voi quale versione preferite. Io non ho dubbi.
DC è un'appassionata maestra che gestisce un miracolo tennistico, un piccolo circolo dove ai ragazzi s'insegna anzitutto cos'è lo sport. Ha 28 anni, conosce bene sia Sara sia Roberta perché ha giocato con loro quand'erano tutt'e tre giovanissime speranze. Mi racconta: "Sono davvero diverse, come persone e come tenniste. Sara è solare, Roberta è - come dire? - più politica. Sara è fantasiosa, Roberta è un computer.

Le accomuna una volontà di ferro. Dopo aver combattuto contro tutte le avversarie possibili, hanno entrambe una notevole capacità di leggere il match. Sono convinta che gli straordinari risultati degli ultimi tempi dipendono anche dal loro rapporto. Sono compagne di doppio e grandi amiche. I risultati di Roberta l'anno scorso hanno spinto Sara a fare sempre meglio, e quest'anno è accaduto il contrario". Nelle aziende la chiamerebbero "sinergia degli opposti", oppure "collaborazione competitiva": poco importa, l'importante è che funzioni.

Agli US Open l'altro giorno Sara e Roberta hanno prima staccato i biglietti per gli ottavi di finale nel singolo e, 24 ore dopo, hanno matematicamente conquistato il primo gradino del ranking WTA in coppia (e i quarti di finale). Ieri Errani ha mandato in confusione tecnica ed agonistica una delle giocatrici più in forma, la florida polacco-tedesca numero 6 WTA Angelique Kerber, che l'anno scorso era salita per la prima volta alla ribalta sconfiggendo Flavia Pennetta nei quarti proprio a New York e successivamente è diventata una delle star del Circo. Partita combattuta, ma Sara ha sempre dato l'impressione di controllarla al meglio. Il risultato, 7-5 6-3, non rappresenta la qualità espressa dalla romagnola, capace di spezzare costantemente il gioco dell'avversaria.

Vinci ha affrontato la numero 2 del mondo, Agnieszka Radwanska, sullo stesso campo e subito dopo Sara. E' stato il  match perfetto, forse perché la polacca è sembrata basìta dalla mobilità e dalla precisione della tarantina, dimagrita, tonica e concentrata. Che come sempre, le cose più belle le ha mostrate attaccando. Il match point è stato da antologia, con un passante incrociato di diritto che ha lasciato di sale Radwanska. Risultato nettissimo: 6-1 6-4.

Roberta Vinci è finalmente uscita dalla sudditanza psicologica nei confronti di Pennetta e Schiavone, che per anni l'hanno costretta a remare come terza e quarta anche in azzurro.
Sara Errani è il presente e il futuro del tennis italiano. Sta giocando sempre meglio, non è una meteora.  Insieme, sono oggi tra le facce migliori dello sport italiano.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua