La Nike le ha anche vestite uguali, ché a casa, se hai un televisore senza alta definizione, fai fatica a distinguerle. Dagli spalti del Louis Armstrong Stadium invece non puoi sbagliarti e ti godi il loro tennis, che non sarà quello brutalmente potente di Azarenka o quello elasticamente elegante di Sharapova ma è ricco d'inventiva, d'intelligenza e di sapienza. E vale per tutt'e due, per Roberta e per Sara. Che giocano in modo diverso ma mai noioso, tanti sono i cambiamenti di ritmo, il ricorso alle palle corte, il passaggio repentino dall'incrociato al passante lungolinea, i deliziosi lob che propongono. Merito dei grandi miglioramenti che hanno via via portato nei propri colpi e, in parte, sono stati ottenuti anche lavorando ore ed ore insieme per diventare la coppia più forte al mondo. Quel che anche i critici meno entusiasti riconoscono a entrambe è di aver affinato in misura e qualità impressionanti le proprie strategie di gioco. Merito soprattutto dei due coach, Pablo Lozano, 32 anni, di Valencia (ma parla un italiano perfetto), e Francesco Cinà, 37 anni, palermitano. Anche loro hanno belle storie. Lozano non è stato un giocatore di successo ma ha avuto l'umiltà, ancora molto giovane, di mettersi a seguire da vicino alcuni eccellenti allenatori spagnoli, i veri artefici della scuola che ha portato tredici loro tennisti tra i primi cento del ranking ATP. Cinà, invece, è stato un buon professionista ed è considerato tra i migliori coach italiani. Hanno lavorato molto sul carattere delle loro "clienti". Lozano ha dovuto incanalare la grinta e la competività di Sara, Cinà ha invece contribuito a dare consapevolezza dei propri mezzi a Roberta, che fino all'anno scorso sembrava destinata a fare da eterna terza o quarta delle italiane.
I risultati li stiamo vedendo in questi US Open, dove mai due italiane erano arrivate così avanti. Sara ha regolato nei quarti di finale Roberta, che per per oltre metà partita non è riuscita a superare né l'emozione della prima volta sulla soglia della semifinale di uno slam né il trauma di avere come avversaria l'amata compagna di doppio. Non è stato, e non poteva esserlo, un match al livello dei due ottavi di finale, che avevano visto Errani dominare Angelique Kerber, WTA 6, e Vinci lasciare di sale la numero 2 Agnieszka Radwanska. Sara ha fatto quel che doveva, Roberta ha sbagliato troppo. La differenza è - azzardo - nella freddezza e nella determinazione, che in Errani sono concentrate al massimo livello.
Non è stata, va detto, nemmeno una festa. Alla fine - come sapete, il risultato è stato 6-2 6-4 - non hanno sorriso, preoccupata Sara di non offendere l'amica, mentre Roberta sembrava volerla consolare. Per fortuna basterà poco per ritrovare l'equilibrio, visto che già domani torneranno in campo fianco a fianco a giocarsi l'accesso alla finale del doppio. Torneranno a sorridere, dopo il piccolo incubo di oggi.
Dunque Errani ripete l'exploit di Parigi e va in semifinale, dove troverà Ana Ivanovic o Serena Williams. La sua corsa potrebbe anche non finire lì.
Mail c. giua@kataweb. it
Twitter @claudiogiua
I risultati li stiamo vedendo in questi US Open, dove mai due italiane erano arrivate così avanti. Sara ha regolato nei quarti di finale Roberta, che per per oltre metà partita non è riuscita a superare né l'emozione della prima volta sulla soglia della semifinale di uno slam né il trauma di avere come avversaria l'amata compagna di doppio. Non è stato, e non poteva esserlo, un match al livello dei due ottavi di finale, che avevano visto Errani dominare Angelique Kerber, WTA 6, e Vinci lasciare di sale la numero 2 Agnieszka Radwanska. Sara ha fatto quel che doveva, Roberta ha sbagliato troppo. La differenza è - azzardo - nella freddezza e nella determinazione, che in Errani sono concentrate al massimo livello.
Non è stata, va detto, nemmeno una festa. Alla fine - come sapete, il risultato è stato 6-2 6-4 - non hanno sorriso, preoccupata Sara di non offendere l'amica, mentre Roberta sembrava volerla consolare. Per fortuna basterà poco per ritrovare l'equilibrio, visto che già domani torneranno in campo fianco a fianco a giocarsi l'accesso alla finale del doppio. Torneranno a sorridere, dopo il piccolo incubo di oggi.
Dunque Errani ripete l'exploit di Parigi e va in semifinale, dove troverà Ana Ivanovic o Serena Williams. La sua corsa potrebbe anche non finire lì.
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