Verso la finale Nole-Andy?
E stasera Sara contro Serena
Vale la pena interrogarsi più di tanto sul perché non vedremo domani in una delle due semifinali a Flushing Meadows il numero 1 ATP Roger Federer? No. Capita di perdere, nel tennis, se si gioca con il freno tirato mentre l'avversario pigia sull'acceleratore. Non capitava - è vero - dal 2003, quando i semifinalisti furono Roddick (poi vincitore), Ferrero, Agassi e Nalbandian. Da allora tra i Best Four newyorkesi sono stati via via compresi soltanto dieci giocatori - Hewitt, Ginepri, Davydenko, Ferrer, Youzhny, Del Potro, Nadal, Djokovic, Murray e ora Berdych - più, in ogni edizione, Federer, che ha vinto dal 2004 al 2008 e perso con Del Potro la finale del 2009. Non capitava, è capitato per mano di Tomas Berdych, si volta pagina. Punto.
Vale la pena, invece, di misurare le forze in campo nelle semifinali. Chi avrà le migliori chance per arrivare all'ultimo atto degli US Open 2012? Mancando Federer e - per prolungato forfait - Nadal, vincitore de…
Vale la pena, invece, di misurare le forze in campo nelle semifinali. Chi avrà le migliori chance per arrivare all'ultimo atto degli US Open 2012? Mancando Federer e - per prolungato forfait - Nadal, vincitore de…
Vale la pena interrogarsi più di tanto sul perché non vedremo domani in una delle due semifinali a Flushing Meadows il numero 1 ATP Roger Federer? No. Capita di perdere, nel tennis, se si gioca con il freno tirato mentre l'avversario pigia sull'acceleratore. Non capitava - è vero - dal 2003, quando i semifinalisti furono Roddick (poi vincitore), Ferrero, Agassi e Nalbandian. Da allora tra i Best Four newyorkesi sono stati via via compresi soltanto dieci giocatori - Hewitt, Ginepri, Davydenko, Ferrer, Youzhny, Del Potro, Nadal, Djokovic, Murray e ora Berdych - più, in ogni edizione, Federer, che ha vinto dal 2004 al 2008 e perso con Del Potro la finale del 2009. Non capitava, è capitato per mano di Tomas Berdych, si volta pagina. Punto.
Vale la pena, invece, di misurare le forze in campo nelle semifinali. Chi avrà le migliori chance per arrivare all'ultimo atto degli US Open 2012? Mancando Federer e - per prolungato forfait - Nadal, vincitore del 2010 e finalista lo scorso anno (in entrambi i casi contro Novak Djokovic), credo che i biglietti per la finale li staccheranno il serbo numero 2 ATP e Andy Murray, 4 ATP. Nei quarti lo scozzese ha sofferto solo all'inizio con il croato Marian Cilic (6-7 7-6 6-2 6-0) mentre il suo avversario di domani in semifinale, Berdych, ha un po' esaurito le pile nervose nei quattro set in cui ha preso a mazzate Federer (7-6 6-4 3-6 6-3). Tra l'altro, vincendo domani Murray sarebbe automaticamente numero 3 del ranking: che è un buon incentivo a farcela.
Dall'altra parte del tabellone, nel suo quarto Nole ha avuto vita facile con Juan Martin Del Potro (6-2 7-6 6-4), contenuto grazie a un'evidente superiorità nella risposta al servizio. Il serbo forse sperava di poter sbrigare in semi un'indolore formalità con il connazionale Janko Tipsarevic, che invece ha ceduto al tie break del quinto set contro David Ferrer (6-3 6-7 2-6 6-3 7-6). Un match da gladiatori, il loro, forse il più combattuto degli Open e durato quattro ore e mezza. Tipsarevic ha giocato meglio ma è stato meno efficace al servizio e nelle discese a rete. Soprattutto, lo spagnolo ha avuto la forza di crederci perfino quando nell'ultimo set s'è trovato sotto per 1-4 0-30. Anche Djokovic-Ferrer sarà una battaglia, ma Nole è in crescita ed è più fresco non avendo perso finora nemmeno un set.
Intanto, Errani e Vinci sono già tornate sul campo - il Louis Armstrong Stadium - dove s'erano sfidate venti ore prima per la conquista della finale del singolo, ma stavolta dalla stessa parte per la semifinale del doppio. Fosse un matrimonio si direbbe: se hanno superato anche la prova dell'altroieri, ormai non li divide nessuno. E' proprio così. Sara e Roberta hanno giocato una partita perfetta tecnicamente, tatticamente e anche psicologicamente. Sono subito tornate le "gemelle" come se nulla fosse accaduto. Alla fine si sono abbracciate felici, poi sono andate a salutare la gente alzando i pugni in perfetto sincronismo. Ora, dopo averle viste, mi sento più tranquillo.
Il match con due spagnole di qualità ed esperienza come Nuria Llagostera Vives e Maria Jose Martinez Sanchez, buone doppiste, non è stato una passeggiata nel parco. A scorrere le statistiche si direbbe sia stata una partita equilibrata e invece a chi l'ha vista, come me, è sembrata a senso unico, come peraltro il risultato (6-3 6-2) certifica. Errani è in fase esplosiva, si prende grandi rischi e quasi sempre li trasforma in punti sonanti. Vinci è sicura al servizio e concreta davanti: esattamente quello che ci si attende da lei. Dal combinato disposto viene fuori un tennis essenziale e divertente, che mette nell'angolo chi sostiene che le ragazze con la racchette sono soporifere come una prova di Formula 1.
In finale, Sara e Roberta troveranno le forti ceche Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka, loro bestie nere, che le hanno sconfitte in luglio a Wimbledon e in agosto a Cincinnati. Vedranno di rifarsi con gli interessi domani. Intanto, oggi, la romagnola si gioca l'ingresso in finale nel singolo con Serena. Si comincia alle 10 di sera, più o meno. Segnatevelo.
PS: Se volete sapere del buon torneo del nostro junior migliore, Gianluigi Quinzi, leggete qui http://goo. gl/fm9zl la cronaca di Ubaldo Scanagatta che ha seguito sul campo il suo ottavo di finale vittorioso con il belga Cagnina.
Mail c.giua@kataweb.it
Twitter @claudiogiua
Vale la pena, invece, di misurare le forze in campo nelle semifinali. Chi avrà le migliori chance per arrivare all'ultimo atto degli US Open 2012? Mancando Federer e - per prolungato forfait - Nadal, vincitore del 2010 e finalista lo scorso anno (in entrambi i casi contro Novak Djokovic), credo che i biglietti per la finale li staccheranno il serbo numero 2 ATP e Andy Murray, 4 ATP. Nei quarti lo scozzese ha sofferto solo all'inizio con il croato Marian Cilic (6-7 7-6 6-2 6-0) mentre il suo avversario di domani in semifinale, Berdych, ha un po' esaurito le pile nervose nei quattro set in cui ha preso a mazzate Federer (7-6 6-4 3-6 6-3). Tra l'altro, vincendo domani Murray sarebbe automaticamente numero 3 del ranking: che è un buon incentivo a farcela.
Dall'altra parte del tabellone, nel suo quarto Nole ha avuto vita facile con Juan Martin Del Potro (6-2 7-6 6-4), contenuto grazie a un'evidente superiorità nella risposta al servizio. Il serbo forse sperava di poter sbrigare in semi un'indolore formalità con il connazionale Janko Tipsarevic, che invece ha ceduto al tie break del quinto set contro David Ferrer (6-3 6-7 2-6 6-3 7-6). Un match da gladiatori, il loro, forse il più combattuto degli Open e durato quattro ore e mezza. Tipsarevic ha giocato meglio ma è stato meno efficace al servizio e nelle discese a rete. Soprattutto, lo spagnolo ha avuto la forza di crederci perfino quando nell'ultimo set s'è trovato sotto per 1-4 0-30. Anche Djokovic-Ferrer sarà una battaglia, ma Nole è in crescita ed è più fresco non avendo perso finora nemmeno un set.
Intanto, Errani e Vinci sono già tornate sul campo - il Louis Armstrong Stadium - dove s'erano sfidate venti ore prima per la conquista della finale del singolo, ma stavolta dalla stessa parte per la semifinale del doppio. Fosse un matrimonio si direbbe: se hanno superato anche la prova dell'altroieri, ormai non li divide nessuno. E' proprio così. Sara e Roberta hanno giocato una partita perfetta tecnicamente, tatticamente e anche psicologicamente. Sono subito tornate le "gemelle" come se nulla fosse accaduto. Alla fine si sono abbracciate felici, poi sono andate a salutare la gente alzando i pugni in perfetto sincronismo. Ora, dopo averle viste, mi sento più tranquillo.
Il match con due spagnole di qualità ed esperienza come Nuria Llagostera Vives e Maria Jose Martinez Sanchez, buone doppiste, non è stato una passeggiata nel parco. A scorrere le statistiche si direbbe sia stata una partita equilibrata e invece a chi l'ha vista, come me, è sembrata a senso unico, come peraltro il risultato (6-3 6-2) certifica. Errani è in fase esplosiva, si prende grandi rischi e quasi sempre li trasforma in punti sonanti. Vinci è sicura al servizio e concreta davanti: esattamente quello che ci si attende da lei. Dal combinato disposto viene fuori un tennis essenziale e divertente, che mette nell'angolo chi sostiene che le ragazze con la racchette sono soporifere come una prova di Formula 1.
In finale, Sara e Roberta troveranno le forti ceche Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka, loro bestie nere, che le hanno sconfitte in luglio a Wimbledon e in agosto a Cincinnati. Vedranno di rifarsi con gli interessi domani. Intanto, oggi, la romagnola si gioca l'ingresso in finale nel singolo con Serena. Si comincia alle 10 di sera, più o meno. Segnatevelo.
PS: Se volete sapere del buon torneo del nostro junior migliore, Gianluigi Quinzi, leggete qui http://goo. gl/fm9zl la cronaca di Ubaldo Scanagatta che ha seguito sul campo il suo ottavo di finale vittorioso con il belga Cagnina.
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Twitter @claudiogiua