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Quando il vento si placa
è il momento dei talenti

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Il vento su Flushing Meadows aveva fatto rinviare, sabato, la finale femminile tra Serena Williams e Vika Azarenka, condizionato la prima semifinale maschile tra Andy Murray e Tomas Berdych, impedito finisse la seconda tra Novak Djokovic e David Ferrer. Da Super Saturday a Windy Saturday.

Il caso vuole che anche la notizia più importante della domenica, almeno per me che non la sapevo, riguardi proprio il vento e lo scrittore che come nessun altro ha saputo descrivere il rapporto tra il tennis e la sua più disturbante condizione meteo: Einaudi Stile Libero ha infatti appena pubblicato "Il tennis come esperienza religiosa" che comprende le traduzioni di "Democracy and Commerce at the US Open" e "Federer as a Religious Experience", due citatissimi articoli di David Forster Wallace apparsi sul New York Times Magazine nel 1996 e nel 2006. Dieci euro non gettati al vento. E visto che ci siamo, consentitemi poche righe per deplorare Bret Easton Ellis, promessa mancata della letteratura a stelle-e-strisce, che giorni fa ha avuto la sfacciataggine di denigrare DFW ("noioso" e "iperstimato") su Twitter, mosso dall'invidia nei confronti del grande scrittore di Ithaca che amava il tennis, morto suicida quattro anni fa. S'è scatenata una tempesta socialmediatica che ha coinvolto anche autori italiani come Edoardo Nesti e Sandro Veronesi, d'accordo nel proporre il boicottaggio delle opere, peraltro mediocri, di Easton Ellis. Per quel poco che vale, m'associo.

Scusate la digressione. Il vento, si diceva. Novak Djokovic è il secondo finalista del torneo maschile in barba alla tempesta e con la complicità dei direttori del torneo: è questa la seconda notizia di giornata. Il match era stato sospeso per minaccia di nubifragio mentre il serbo era sotto per 2-5 nel primo set dominato dalle mazzate da David Ferrer insensibile alle folate violentissime (nell'altra semi, Andy Murray aveva sconfitto Tomas Berdych 5-7 6-2 6-1 7-6, giocando con sicurezza nonostante il vento spirasse a 33 chilometri l'ora). Alla ripresa domenicale del match in condizioni normali, il coriaceo spagnolo è riuscito a prendersi il suo set e poi ha solo limitato i danni. Come si sapeva, il numero numero 2 ATP è di un'altra categoria se il vento o qualche altro accidente non livella le sue qualità di base, dunque non poteva che finire così: 2-6 6-1 6-4 6-2. Come nelle ultime quattro edizioni, la finale maschile si gioca dunque di lunedì ma stavolta c'è l'aggravante delle 21 e passa ore di riposo in più di cui sta godendo lo scozzese. Insomma, la finale potrebbe essere falsata. Per avere chance, Nole dovrà migliorare il tasso di punti ottenuti a rete, non soddisfacente con Ferrer. Vincesse Murray, al quinto tentativo (dopo USA 2008, Australia 2010 e 2011, Wimbledon 2012), sarebbe la prima volta dal 2003 che i quattro principali eventi tennistici della stagione hanno altrettanti diversi titolari, che corrispondono peraltro ai dominatori del Circo. Da allora Federer, Nadal e Djokovic hanno sempre vinto almeno due tornei l'anno. Sarebbe la plastica consacrazione dei Fab Four e il via a un'era tennistica con meno certezze.

Nella mia personalissima gerarchia, la terza notizia è la vittoria di Errani e Vinci nel torneo di doppio femminile, a conferma che le ragazze italiane formano una coppia di straordinaria efficacia tennistica. A loro va il grazie di tutti gli appassionati di tennis che hanno seguito con le loro 17 partite a Flushing Meadows nel singolo o insieme: sono arrivate dove mai le italiane, quarti, semifinale e finale. La miglior performance di un paese agli US Open 2012. La partita è stata molto combattuta, come le possenti avversarie ceche Andrea Hlavachkova e Lucie Hradecka lasciavano prevedere. Sara e Roberta sono partite bene, con la tarantina più determinata e precida sia al servizio sia sotto rete. Il 6-4 del primo set fotografa bene i valori in campo, il secondo li rimarca ulteriormente con un 6-2 che non ammette repliche.

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