Si sapeva da tempo che Rafael Nadal non avrebbe partecipato alle ATP World Tour Finals londinesi. Lo spagnolo è fuori dal circuito per i problemi al ginocchio sinistro dal 28 giugno, quando capitolò a Wimbledon al secondo turno, battuto dal ceco Lukas Rosol, e forse lo rivedremo in campo solo in gennaio all'Open australiano. Ma non sarà il numero 4 al mondo il solo Grande Assente del supertorneo che chiude la stagione 2012. L'altro sarà Jerzy Janowicz che oggi è stato sconfitto nella finale di Bercy dallo spagnolo David Ferrer, numero 5 del ranking ATP, che trent'anni centra il primo successo in un Masters 1000.
Jerzy, che di anni ne compirà 22 tra qualche giorno, era approdato all'ultimo atto parigino proveniendo dalle qualificazioni e dopo aver messo fuori, nell'ordine, il tedesco Kohlschreiber e il croato Cilic, entrambi top 20, lo scozzese numero 3 al mondo Murray, il serbo numero 9 Tipsarevic e l'ex top 10 francese Simon. Una progressione impressionante. Oggi invece m'è sembrato stanco e nervosamente scarico, con eccessi di confidenza e fallosità, meno efficace al servizio. "Legnoso", ha sintetizzato chi vedeva la partita al mio fianco. Perso il primo set 6-4 dopo aver tenuto bene la gara fino al 4 pari, nel secondo set ha avuto la chance di prendere il volo con il break a favore ottenuto sull'1-1, ma a Ferrer è bastato giocare sui suoi livelli normali, che per il valenciano significa ribattere tutto-ma-proprio-tutto, per riportarsi avanti e chiudere agevolmente 6-3.
Anche con Janowicz l'appuntamento è dunque per Melbourne. Ma sarà davvero lui la new entry che tenterà di scalzare l'egemonia dei soliti quattro nel 2013? Dopo aver visto quattro sue partite a Bercy, io credo di sì. Azzardo: lo farà ai danni di Nadal e Federer. La pensano come me alcuni lettori che mi hanno scritto. Per esempio P. S., che però punta anche su altri delle classi a cavallo tra gli anni 80 e 90: "Raonic nonostante il gioco molto noioso; Dimitrov, l'unico che ricordi vagamente Federer; Nishikori, fortissimo nella risposta, molto rapido; Dolgopolov se riusciranno a mettergli un po' la testa a posto senza danneggiarne il talento; Ryan Harrison, già maturo tatticamente, che dovrà togliersi qualche chilo di troppo".
A P. S. faccio solo notare che nessuno di quanti da lui citati si è finora avvicinato a una finale del Masters. Janowicz sì. E un giocatore in così straordinaria crescita (un salto di quaranta e passa posizioni nel ranking ATP in pochi giorni, duecento in dieci mesi) avrebbe scombussolato non poco gli equilibri degli otto che si affronteranno nella 02 Arena da domani. I gironi a quattro delle Finals sono noti: nel primo troviamo Novak Djokovic (ATP 1), Andy Murray (3), Tomas Berdych (6) e Jo-Wilfred Tsonga (8); nel secondo Roger Federer (2), David Ferrer (5), Juan Martin Del Potro (7) e Janko Tipsarevic (9). Il pronostico è quantomai difficile. Contrariamente allo scorso anno, nessuno è in evidente stato di grazia, com'era allora il caso di Federer. Nole e Andy si sono scannati a Flushing Meadows e a Shangai e sono entrambi reduci da un'annata molto faticosa. Ferrer è un winner solo in occasioni eccezionali come quella di Bercy, dove gli tocca un percorso netto senza nessuno dei Fab Four. Berdych e Tsonga escono con le ossa rotte dal Masters francese indoor. Del Potro e Tipsarevic hanno più volte mostrato i propri limiti di tenuta nervosa e fisica durante la stagione. Nonostante tutto, Roger Federer potrebbe ancora una volta - forse l'ultima - avere qualche carta in più degli avversari, visto che ha saltato Bercy per ritrovare le motivazioni e la forma. I Masters hanno una formula che lo svizzero ama particolarmente. Poi, vincesse, sarebbero i suoi settimi Masters Finals in dieci anni. Un record che per decenni resterebbe inattaccabile.
Twitter @claudiogiua
Mail c. giua@kataweb. it
Jerzy, che di anni ne compirà 22 tra qualche giorno, era approdato all'ultimo atto parigino proveniendo dalle qualificazioni e dopo aver messo fuori, nell'ordine, il tedesco Kohlschreiber e il croato Cilic, entrambi top 20, lo scozzese numero 3 al mondo Murray, il serbo numero 9 Tipsarevic e l'ex top 10 francese Simon. Una progressione impressionante. Oggi invece m'è sembrato stanco e nervosamente scarico, con eccessi di confidenza e fallosità, meno efficace al servizio. "Legnoso", ha sintetizzato chi vedeva la partita al mio fianco. Perso il primo set 6-4 dopo aver tenuto bene la gara fino al 4 pari, nel secondo set ha avuto la chance di prendere il volo con il break a favore ottenuto sull'1-1, ma a Ferrer è bastato giocare sui suoi livelli normali, che per il valenciano significa ribattere tutto-ma-proprio-tutto, per riportarsi avanti e chiudere agevolmente 6-3.
Anche con Janowicz l'appuntamento è dunque per Melbourne. Ma sarà davvero lui la new entry che tenterà di scalzare l'egemonia dei soliti quattro nel 2013? Dopo aver visto quattro sue partite a Bercy, io credo di sì. Azzardo: lo farà ai danni di Nadal e Federer. La pensano come me alcuni lettori che mi hanno scritto. Per esempio P. S., che però punta anche su altri delle classi a cavallo tra gli anni 80 e 90: "Raonic nonostante il gioco molto noioso; Dimitrov, l'unico che ricordi vagamente Federer; Nishikori, fortissimo nella risposta, molto rapido; Dolgopolov se riusciranno a mettergli un po' la testa a posto senza danneggiarne il talento; Ryan Harrison, già maturo tatticamente, che dovrà togliersi qualche chilo di troppo".
A P. S. faccio solo notare che nessuno di quanti da lui citati si è finora avvicinato a una finale del Masters. Janowicz sì. E un giocatore in così straordinaria crescita (un salto di quaranta e passa posizioni nel ranking ATP in pochi giorni, duecento in dieci mesi) avrebbe scombussolato non poco gli equilibri degli otto che si affronteranno nella 02 Arena da domani. I gironi a quattro delle Finals sono noti: nel primo troviamo Novak Djokovic (ATP 1), Andy Murray (3), Tomas Berdych (6) e Jo-Wilfred Tsonga (8); nel secondo Roger Federer (2), David Ferrer (5), Juan Martin Del Potro (7) e Janko Tipsarevic (9). Il pronostico è quantomai difficile. Contrariamente allo scorso anno, nessuno è in evidente stato di grazia, com'era allora il caso di Federer. Nole e Andy si sono scannati a Flushing Meadows e a Shangai e sono entrambi reduci da un'annata molto faticosa. Ferrer è un winner solo in occasioni eccezionali come quella di Bercy, dove gli tocca un percorso netto senza nessuno dei Fab Four. Berdych e Tsonga escono con le ossa rotte dal Masters francese indoor. Del Potro e Tipsarevic hanno più volte mostrato i propri limiti di tenuta nervosa e fisica durante la stagione. Nonostante tutto, Roger Federer potrebbe ancora una volta - forse l'ultima - avere qualche carta in più degli avversari, visto che ha saltato Bercy per ritrovare le motivazioni e la forma. I Masters hanno una formula che lo svizzero ama particolarmente. Poi, vincesse, sarebbero i suoi settimi Masters Finals in dieci anni. Un record che per decenni resterebbe inattaccabile.
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