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Ultimi turni alle Finals
ora scorre l'adrenalina

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Non so voi, ma io non riesco mai a godermi i primi turni delle qualificazioni delle Masters Finals (più correttamente: ATP World Tour Finals). Trovo semplicemente stucchevole la formula dei due gironi all'italiana, con gli scontri diretti e la somma dei set che stabiliscono quali sono i quattro più forti tennisti del momento, quelli che si confrontano nelle semifinali. E poi: sarà che stavolta mancano Rafael Nadal e la grande sorpresa di Bercy, Jerzy Janowicz; sarà che il torneo All Stars che chiude la stagione esclude eventuali Carneade e aspiranti Grandi, e dunque riserva rari colpi di scena; sarà che di troppo tennis si può anche fare indigestione; sarà quel che sarà, fatto sta che ieri mi sono addormentato mentre Roger Federer batteva ai punti, come da tradizione (13 sconfitte su 13 incontri), il vincitore del Masters francese David Ferrer. Un 6-4 7-5 tanto sudato quanto ineluttabile, non foss'altro perché - saltato l'appuntamento parigino - il numero 2 del ranking ATP dispone di una riserva di energie che il pur infaticabile artigiano spagnolo sembra avere un po' esaurito.

Nell'altro incontro di ieri, Juan Martin Del Potro ha concesso quattro game a Janko Tipsarevic (6-0 6-4) e domani affronterà Federer. Il numero 2 serbo è in condizioni disastrose e non ha praticamente opposto alcuna resistenza all'argentino. Intelligente e sincero, Janko ha detto nella conferenza stampa postpartita: "Non mi sono allenato, il mio è stato il peggior tennis da molto tempo in qua". E sul suo avversario di domani, Ferrer, è stato lapidario: "È un tennista migliore di me". Non è da tutti. Del Potro sta invece confermando, partita dopo partita, il ruolo di riservista dei Fab Four. Non escludo che domani, contro Federer, non deluda chi lo vede sicuro perdente.

Al termine della terza giornata delle Finals sappiamo dunque che solo Roger Federer è già semifinalista. Gli altri sette sono ancora tutti a rischio esclusione. Persino Djokovic.

Nel girone B, Ferrer e Del Potro hanno totalizzato una vittoria e una sconfitta. Tipsarevic sta a zero punti con due sconfitte ma ha ancora una remota chance nel caso di sua vittoria su Ferrer e di sconfitta di Del Potro con Federer. Nel caso accadesse, la qualificazione dipenderà dal numero dei set vinti e persi. Pur dando fiducia all'argentino, sono convinto che David sia nelle condizioni di arrivare in semifinale.

Nel girone A, per Djokovic è quasi fatta, perché rimarrebbe fuori solo nel caso in cui nell'ultima giornata, oggi, perdesse da Tomas Berdych in due set e Murray battesse Jo-Wilfried Tsonga in due set. Ogni altra combinazione gli sarebbe favorevole. D'altra parte, negli scontri diretti con il ceco è avanti per 10-1 e nel corso della stagione lo ha battuto a Montecarlo e Shangai. L'unica sconfitta risale a Wimbledon 2010. Ovviamente, anche per il fattore-casa, l'altro favorito del girone è Andy Murray. A Londra l'attesa per l'annata britannica perfetta è palpabile: Championsips, Olimpiadi, Finals, ossia consacrazione eterna per il più forte giocatore di Sua Maestà dai tempi del tennis con i pantaloni lunghi.

Il gioco visto finora nell'O2 Arena è quello che è lecito aspettarsi dai Top Eight al termine dell'annata, cioè grande classe e fiato corto. Gli ultimi quattro incontri, oggi e domani, e poi semifinali e finale saranno un'altra cosa perché qui i giocatori ritrovano le motivazioni e dunque l'adrenalina di sempre: chi perde esce di sicuro, chi vince (e vince bene) va avanti. Anche il montepremi aiuterà ad alzare il livello dello spettacolo: quest'anno al vincitore delle Finals andranno 830mila sterline. Che certo contribuiranno a una sosta invernale, per chi se le porterà via, senza preoccupazioni economiche.
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