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Il razzismo negli stadi?
Un problema di polizia

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Un danno di immagine (e anche economico): il calcio italiano torna protagonista in Europa con quella squalifica, due giornate a porte chiuse, che l'Uefa ha inflitto alla Lazio per i saluti romani in occasione della gara di Europa League con il Borussia. Secondo Lotito erano solo "braccia agitate per fare i cori, abbiamo i filmati" (e ha fatto ricorso). Ma la Lazio, purtroppo, è recidiva, anche quest'anno: per una minoranza di idioti, che vogliono essere protagonisti a tutti i costi, ha già pagato un prezzo importante. Secondo il delegato Uefa, che si era appostato sotto la Curva Nord, si trattava di saluti romani, proibiti non solo a livello sportivo ma anche in Italia dalla legge Mancino. Claudio Lotito ha sempre combattuto contro una minoranza che gli ha creato non pochi problemi i questi anni. Ma i club da soli non possono venire a capo del razzismo negli stadi e le multe del giudice sportivo, alte o basse che siano, non servono a nulla. Lo stesso presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha spiegato che la Lazio "paga un prezzo che non va bene: le squadre italiane bisogna difenderle e tutelarle al massimo". E' un problema di polizia. Possibile che il delegato Uefa abbia visto, così almeno sostiene, i saluti romani in curva e la questura di Roma, pur mobilitata per la partita, non si è accorta di nulla? La polizia scientifica e la Digos hanno (dovrebbero avere...) i mezzi che Uefa e club di calcio non possiedono. Ma non si riesce mai, o quasi mai, ad identificare chi si comporta male (cori, striscioni, eccetera). Questa gente va messa al bando dagli stadi, in modo che non crei più problemi non solo ai club ma anche alla stragrande maggioranza delle persone perbene. Purtroppo ci sono stati molti episodi di razzismo quest'anno e la risposta delle forze dell'ordine non sempre è stata all'altezza. Almeno in alcune città. Si può e si deve fare di più, e meglio. Non bisogna cadere in errori di sottovalutazione. Altrimenti da questa spirale non se ne esce più.

E Casale? Ricordate la storia della gara sospesa dai ragazzini per un insulto razzista? Il giudice sportivo, applicando il regolamento, non poteva che dare la sconfitta a tavolino al club piemontese che si era ritirato dal campo. Ma Stefano Palazzi ha aperto un'inchiesta e non l'ha ancora chiusa: ci aspettiamo che la Figc faccia luce, e in fretta. Il caso non è chiuso.

Rai, dopo il ciclismo adesso la Formula 1 in volata...
Sky fa pubblicità (anche sulla Rai) per la prossima stagione di Formula 1, ormai vicina: la pay tv, come noto, ha acquistato i diritti da Ecclestone e trasmetterà tutte le gare in diretta del Mondiale 2013. Ma nel contratto è anche specificato che Sky deve cedere 9 Gran Premi ad una tv che possa trasmettere in chiaro e non in pay. E deve essere, attenzione, una tv che fa una buona media di ascolti, Sky insomma non può cedere quei diritti a Cielo, tv di famiglia. Per questo la Rai sta trattando da tempo con Sky e, dopo il ciclismo con la Rcs (non poteva che finire così: Sky e Mediaset non erano interessate), adesso l'accordo dovrebbe essere in dirittura di arrivo. Nove Gp in diretta, e in chiaro (fra questi anche Monza) e gli altri in differita. La Ferrari e gli sponsor potranno essere soddisfatti, la copertura è garantita, in pay e free. Per quanto riguarda invece le Olimpici invernali di Sochi 2014, tutti tace fra Rai e Sky. Mentre la Tv pubblica ha preso un bel prodotto, il campionato brasiliano: le partite piacciono sempre più delle chiacchiere.