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Sky e fascino della F1
Ma questo calcio non piace

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Un atto di coraggio. In tempo di crisi, Sky investe e si lancia anche in Formula 1, con l'obiettivo di diventare, nel 2014, la (pay) tv dello sport. Basta guardare cosa avrà, il prossimo anno, l'emittente di Rupert Murdoch: tutto il calcio italiano ed europeo (tranne Premier League e Liga di Spagna), la F.1 appunto, il Moto Gp, il Sei Nazioni di rugby, le Olimpiadi invernali di Sochi, i Mondiali di calcio del Brasile, eccetera. Insomma Sky acchiapatutto. Come detto però la crisi si fa sentire anche sul fronte tv (Rai con un "rosso" da 200 milioni, Mediaset che taglia e si chiude a riccio) e Sky che ha perso terreno, soprattutto nel 2012, l'anno nero. Secondo Dagospia avrebbe perso circa 200.000 abbonati (il top era stato di 5 milioni qualche anno fa), mentre a febbraio ci risulta che la Formula 1 avrebbe portato circa 8.000 nuovi clienti. Sky non dà dati, fedele ad una riservatezza... anglosassone. E' difficile però fare paragoni fra calcio e F.1: i tifosi del calcio sanno che le loro squadre le possono trovare solo lì (e difatti gli ascolti crescono, sia in campionato che in Europa, anche se non più come negli anni del boom), mentre la Formula 1 è un esperimento, il tentativo di proporsi, sempre più, come la (pay) tv dello sport, visto anche che Mediaset, sul digitale a pagamento, si limita in pratica al calcio. Sky ha tutti i 19 Gp in esclusiva, e comincia domani a Melbourne con gli effetti speciali che sono ormai, vedi Londra 2012, una sua caratteristica (ben apprezzata). La Rai potrà partire solo in differita. Da fonti Sky c'è forte soddisfazione perché sono stati riscontrati segnali di "attenzione e interesse" verso il nuovo canale dedicato alla Formula 1. Abbattuta, quindi, quella sensazione di scetticismo dei primi tempi. Vedremo.
Fronte calcio: come detto Sky ha perso dalla prossima stagione Premier League e Liga spagnola (a cui peraltro aveva già rinunciato quest'anno). I diritti sono andati di fatto ad Al Jaazera (vedi Spy Calcio del 14 marzo) che ora deciderà cosa fare, se spacchettare, allearsi con Mediaset (Premium) e lanciarsi sul mercato italiano con un peso consistente. Da notare che in questa stagione, come detto, Sky aveva rinunciato ai diritti della Liga di Spagna: troppi i dieci milioni di euro richiesti, "per un bellissimo campionato con due sole squadre, Barcellona e Real" dicono a Milano Rogoredo. Ma nessuno (né Mediaset, né la Rai) si era fatto sotto: un evidente segnale della crisi. Che succederà in futuro? Il 2015 scadono anche i contratti tv della Serie A: i venti padri-padroni si augurano ovviamente che ci sia la massima concorrenza. Che entri in gioco anche Al Jaazera, in modo che il montepremi, ora assestato intorno al miliardo di euro a stagione, possa lievitare. Attenzione, non è una cosa da poco perché il nostro calcio si regge sui soldi delle tv. A Sky, almeno al momento, non sembrano preoccupati per una possibile, eventuale, discesa in campo di Al Jaazera, già impegnata sul fronte sportivo in Francia e Usa. La preoccupazione è soprattutto per il livello del calcio italiano, "un brutto campionato, con stadi mezzi vuoti", spiega una fonte di Sky. Non hanno tutti i torti. Anche se i quotidiani sportivi battono la grancassa, per recuperare qualche lettore (la crisi si è fatta sentire anche lì, eccome). Con la convinzione, inoltre, a Sky che il trend del nostro calcio non meriti le cifre pagate sia dalla stessa Sky che da Mediaset Premium. Sarà un rinnovo contrattuale per niente semplice.