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Sport, pari opportunità e c.
salvate la "ministra" Josefa

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La "ministra" Josefa Idem è garanzia di serietà, tenacia, impegno ma è attesa da un compito non facile nemmeno per una come lei che sta in ufficio dalle 9 del mattino sino alle 11 di sera. Non facile innanzi tutto perché Enrico Letta le ha affidato ben tre ministeri: sport, pari opportunità e politiche giovanili. Non facile perché è rimasta sola dopo che il sottosegretario (o la sottosegretaria?) Micaela Biancofiore è stata... trasferita, a seguito di alcune dichiarazioni (del passato) sui gay che mal si conciliavano con le Pari Opportunità. Ma per la Idem è un grosso problema perché, per legge, deve essere presente in aula tutte le volte che trattano un argomento che si riferisce ai suoi (tre) dicasteri. Come fa? Possibile, a questo punto, che le ridiano la Biancofiore, ma solo per sport e politiche giovanili, niente delega alle pari opportunità. Josefa ha preso sul serio il suo incarico e pur essendo ministra "senza portafoglio" sono sicuro che lascerà una sua impronta. Il primo obiettivo, almeno sul fronte sportivo, riguarda la scuola. Ha perfettamente ragione: è un argomento che interessa milioni di famiglie, dal Nord al Sud. Lo sport nella scuola, in Italia, è all'anno zero, o quasi. La Idem confida nel ministro dell'Istruzione, Carrozza, nel Coni, nell'Anci (l'associazione dei Comuni d'Italia) e, spera, che anche qualche privato dia una mano. Un progetto ambizioso, ma va fatto: bisogna cominciare, è anche un problema di cultura, non solo di impianti che non ci sono. Se si vuole fare sport può bastare un prato, un giardino, un cortile della scuola. E Josefa lo sa benissimo. "Sono stata in Australia, impressionante: già all'alba, alle cinque del mattino, vedi migliaia di persone che si muovono, che corrono, che fanno sport prima di andare al lavoro o a scuola...". Da noi non è così. Questione, appunto, di cultura. Ma lo sport, ha ricordato la ministra, serve anche a "risparmiare sulle spese sanitarie". Josefa, nel suo discorso davanti al mondo dello sport, ha voluto rimarcare anche due altri temi. L'onestà e la necessità di avere più attenzione verso gli atleti. Non le piace infatti come è strutturato adesso lo sport, con la macchina organizzativa che assorbe troppe risorse, con dirigenti legati per decenni alla poltrona. E lo ha detto davanti al Consiglio Nazionale del Coni. Ha avuto coraggio. Resta poi da sviluppare, con la ministra Cècile Kyenge, il piano per i "nuovi italiani", i giovani Balotelli di cui ha bisogno il calcio, certo, ma anche l'atletica leggera e altri sport. C'è da ridiscutere la legge 91 (del 1981...), che si occupa dello sport professionistico, con la convinzione che ci possa essere sviluppo, e opportunità di lavoro, per i giovani. Da anni ormai se ne parla di questa antica legge '91, travolta dai tempi: il Coni ha nominato chissà quante commissioni di studio ma non si è fatto un passo avanti. Speriamo che sia lei, la ministra sportiva, a dare una svolta. Così come ha promesso di impegnarsi per una legge quadro sullo sport, per il finanziamento automatico dello Stato allo sport e per ridare vita alla legge sull'impiantistica, affondata dai politici. Qui, attenzione, è una questione delicata: sì perché adesso l'onorevole Nardella (Pd, area Renzi) sta riscrivendo il testo della legge sugli stadi ma l'ultimo, pur sponsorizzato da uno schieramento più che bipartisan (Lolli, Butti, Barelli, Barbaro, Rusconi eccetera) fu affondato non solo da Lotito ma anche e soprattutto da uno schieramento fortemente ecologista del Pd (fra cui il senatore Raffaele Ranucci, ex capo delegazione della Figc) che temeva speculazioni. Lo sa la Idem? Ultimamente, forse perché oberata di lavoro (o per scelta?), ha preso un po' le distanze dal partito che l'ha voluta prima senatrice e poi ha fatto in modo che diventasse ministra. C'è da ricucire prima di riportare in commissione, e poi si spera in aula, questa legge che è diventata l'emblema di una politica che di sport si interessa poco o niente.

Convegno a Firenze su economia e fair play finanziario
Con il convegno del 24 maggio prossimo, la Figc apre ufficialmente le sue porte al mondo delle professioni ospitando a Coverciano una giornata di studio sul fair play finanziario, insieme all'Ordine e alla Fondazione dei dottori commercialisti di Firenze. "Quando gliene ho parlato, il presidente Abete ci ha messo solo 10 secondi a dirmi di sì, il tempo che finissi la frase", afferma Dino Feliziani, chairman insieme a Matteo Ciampaglia, del convegno. " Gliene sono molto grato. Sono molto soddisfatto di questa iniziativa- continua ancora Feliziani che quest'anno celebra 30 anni di collaborazione professionale con la Figc sempre in ruoli di primo piano- che si inquadra nel processo formativo promosso dal centro studi federale che sotto la presidenza di Abete ha rivolto una grande attenzione a iniziative volte non solo a favorire la tecnica ma anche la crescita culturale e intellettuale". Tra i relatori del convegno, ci sarà anche il prof. Umberto Lago, membro della Commissione per il controllo finanziario dei club Uefa). Si tratterà, come detto, del fair play finanziario, argomento quanto mai attuale in questi momenti di crisi. C'è già chi protesta, con un anno di anticipo sulle sanzioni previste, affermando che il metodo voluto da Michel Platini, presidente dell'Uefa, sia in conflitto con i "principi di libertà di stabilimento e libera circolazione del denaro". Staremo a vedere quello che succederà ma intanto è importante avere le idee chiare.

Supertennis, un milione di spettatori per gli Internazionali
Giornata di ascolti record, ieri, per SuperTennis, il canale tv della Fit (Federazione Italiana Tennis) che sta trasmettendo in esclusiva il torneo femminile degli Internazionali BNL d'Italia. Mai una giornata feriale aveva riscosso un simile successo di pubblico, con un ascolto medio di 41.945 spettatori per ogni minuto di trasmissione fra le 7 del mattino e le 2 di notte, e di 34.967 nelle 24 ore. Picco fra le 15,15 e le 15,30, durante l'incontro Errani-McHale, con ascolto medio di 137.000 spetattori, pari allo 0,95 per cento di share nazionale. Durante la giornata la share del canale ha più di una volta superato l'1 per cento nazionale. In totale, sono stati 1.038.560 gli spettatori unici che nel corso della giornata si sono sintonizzati almeno una volta con la tv federale. Il record assoluto del canale rimane quello relativo a domenica 20 maggio 2012, in occasione delle finali femminili degli Internazionali (con Errani-Vinci vincitrici nel doppio e la Sharapova in sigolare), quando i contatti unici furono 1.154.361. A livello di share, comunque, la giornata di ieri ha superato anche il precedente record: 0,33 per cento contro lo 0,30 per cento. Gli Internazionali di Roma sono diventati un vero evento, ormai: merito della Coni Servizi e della Federtennis.

Serie B: Livorno, Verona, Bari e c. puntano su un nuovo stadio
Detto, fatto. Andrea Abobi è stato di parola: sei mesi fa ha presentato a Roma il progetto "B Futura" e oggi, sempre a Roma, ha svelato che undici club cadetti (su 22) hanno già avviato un percorso virtuoso, con i Comuni, per ristrutturare lo stadio, costruirne uno nuovo o puntare su un centro di allenamento. Si tratta di Brescia, Verona, Varese, La Spezia, Livorno, Modena, Terni, Ascoli, Lanciano, Bari e Vicenza. Non servono megaimpianti, sovente vuoti, ma stadi da 10.000-20.000 posti, con un costo tra i 1000 e i 200 euro a posto. Si possono fare, aspettando quella legge che chissà quando arriverà. Nella seconda divisione inglese gli spettatori medi sono 17.745, in Germania 17.111, da noi 6.128. Soprattutto i nostri impianti sono brutti e scomodi. La B si muove, ed è un buon segno. Minimo tre anni, se tutto fila liscio, e si può fare un nuovo impianto. Abete applaude la volontà di Abodi e della sua Lega, ma ricorda anche che "dobbiamo mandare via i beceri dagli stadi, gente che cerca solo protagonismo e macchia la nostra immagine all'estero". Dalla prossima stagione, curve chiuse in caso di razzismo: è la linea di Platini, la Figc la seguirà. L'unica strada possibile. Il resto, come le penalizzazioni in classifica volute da Blatter, è solo folclore. Così si puniscono i club, che rischiano di essere sempre sotto ricatto dei violenti di turno. Bisogna punire i beceri. "E con loro mai scendere a patti", assicura il presidente Figc.

Contributi Coni, 62 milioni al calcio. Abete ricorda:"Anche Malagò era d'accordo..."
"Un approccio non di altissimo profilo", così Giancarlo Abete risponde ad Alfio Giomi, presidente della Fidal (Federatletica) che vuole rimettere in discussione i 62 milioni all'anno di contributi, sportivi, che il Coni dà alla Federcalcio. E Abete ricorda anche che le scommesse sportive vivono grazie al calcio e che "tutte le decisioni prese negli anni passati (quando presidente era Petrucci, ndr) sono state frutto di una condivisione da parte della Giunta Coni. Ero presente io, era presente Malagò. E davanti a questo stesso problema non mi risultano voti contrari alla distribuzione delle risorse del periodo 2013...". Insomma, Abete, pur con il suo garbo, "punzeccia"n l'attuale n.1 del Coni. Mentre ringrazia Petrucci che ha difeso la Figc dagli attacchi. Non sarà semplice comunque trovare in accordo: prima bisogna vedere quanto, in autunno, il governo Letta destinerà allo sport (ora sono 411 milioni).