"Il calcio va riformato o falliamo come classe dirigente, non abbiamo alibi. La gente vuole cambiamenti, dobbiamo agire": Giovanni Malagò, n.1 dello sport, è chiaro. "So che il divario e gli altri sport è enorme, non si può nregare chre il calcio ha perso qualche punto negli ultimi anni: non si può vivere di rendita tutta la vita". Andrea Agnelli, presidentissimo della Juventus campione d'Italia, ha ricordato che "la Figc deve avere un ruolo strategico di indirizzo politico. Un indirizzo chiaro e preciso in cui le Leghe devono giocare la loro partita". Giancarlo Abete, n.1 della Figc, ha ribadito a sua volta che il "calcio dà allo Stato più di quanto prende". Un miliardo di euro all'anno all'Erario, più il 90% delle scommesse sportive.
E ha spiegato: "Dobbiamo migliorare molto a livello di formazione, educazione, rispetto dei valori, possiamo migliorare in aree strategiche come la riforma della giustizia sportiva e sul sistema delle pluriproprietà che è più facilmente raggiungibile delle seconde squadre, perché dobbiamo tutelare la rappresentatività dei territori''. Le seconde squadre erano state proposte da Demetrio Albertini e Arrigo Sacchi, bocciate dalla Lega Pro. E la Lega di serie A? Ha ragione Agnelli quando sostiene che la Figc deve dare un "indirizzo politico": ma, attenzione, la riforma della giustizia sportiva spetta al Coni (la Figc ha dato le sue indicazioni) e non c'è tempo per la prossima stagione. Se ne parlerà più avanti. E poi la Lega di A cosa fa? Al tavolo delle trattative è sovente assente, la commissione che deve studiare il problema delle seconde squadre e delle multiproprietà si è riunita solo due volte negli ultimi anni. E la Lega di B aspetta di sapere se e quando potrà scendere da 22 a 20 squadre. Abete convochi un tavolo, ma tutti poi dovranno prendersi la loro responsabilità. E la Lega di A, lo sa benissimo Agnelli, è spaccata in due: ha vinto la linea-Lotito, società come la Juve, l'Inter, la Roma e la Fiorentina sono state messe in minoranza. Perché non fanno sentire la loro voce? Perché non si comincia seriamente a discutere se scendere a 18 squadre? Tanti sono i problemi da risolvere, ognuno però ha il suo ruolo. Il calcio è cambiato, bisogna mettersi al passo dei tempi. In un sondaggio della Gazzetta, alla domanda "come segue abitualmente il calcio?", il 71% ha risposto "in tv", sul web e allo stadio sono a pari merito (12%) e solo il 5% lo segue sui giornali (quelli sportivi sono sempre più in crisi). E alla domanda sul "perché la gente va sempre meno allo stadio", la maggioranza (48%) ha risposto che è colpa del caro-prezzi, il 34% perché gli impianti sono pericolosi e solo l'8% perché è difficile l'acquisto dei biglietti. Per quanto riguarda le trasferte (secondo le statistiche del libro "C'era una volta l'ultrà") nella stagione 2011-'12 erano stati (in serie A) 274.638, mentre quest'anno sono stati 373.795 (mancano i dati delle ultime giornate). Un piccolo recupero. Così come gli spettatori in campionato sono cresciuti del 4 per cento (dati non ancora definitivi). Meglio di niente. Il segnale, tutto sommato, che questo calcio brutto e cattivo tiene. Nonostante il razzismo e il livello del campionato scaduto, eccetera, eccetera. La normativa sulla sicurezza è considerata troppo restrittiva dai tifosi. Non sarebbe il caso di cambiarla, vero ministro Alfano? Rendiamo la vita più facile ai tifosi perbene, più difficile ai beceri e ai violenti.
E Beretta apre alla moviola in campo
Maurizio Beretta, giornalista, manager e ora a capo della Lega di serie A, è un convinto sostenitore della moviola in campo. Lo ha detto in occasione dell'ultima puntata stagionale della Domenica Sportiva. ''Gli arbitri di porta hanno fatto bene e faranno sempre meglio. Ma c'è bisogno di riscontri oggettivi, sarà sempre più difficile non usare le nuove tecnologie come la moviola e l'occhio di falco''. Una sola domanda: quanto durerebbero le partite con la moviola?
E ha spiegato: "Dobbiamo migliorare molto a livello di formazione, educazione, rispetto dei valori, possiamo migliorare in aree strategiche come la riforma della giustizia sportiva e sul sistema delle pluriproprietà che è più facilmente raggiungibile delle seconde squadre, perché dobbiamo tutelare la rappresentatività dei territori''. Le seconde squadre erano state proposte da Demetrio Albertini e Arrigo Sacchi, bocciate dalla Lega Pro. E la Lega di serie A? Ha ragione Agnelli quando sostiene che la Figc deve dare un "indirizzo politico": ma, attenzione, la riforma della giustizia sportiva spetta al Coni (la Figc ha dato le sue indicazioni) e non c'è tempo per la prossima stagione. Se ne parlerà più avanti. E poi la Lega di A cosa fa? Al tavolo delle trattative è sovente assente, la commissione che deve studiare il problema delle seconde squadre e delle multiproprietà si è riunita solo due volte negli ultimi anni. E la Lega di B aspetta di sapere se e quando potrà scendere da 22 a 20 squadre. Abete convochi un tavolo, ma tutti poi dovranno prendersi la loro responsabilità. E la Lega di A, lo sa benissimo Agnelli, è spaccata in due: ha vinto la linea-Lotito, società come la Juve, l'Inter, la Roma e la Fiorentina sono state messe in minoranza. Perché non fanno sentire la loro voce? Perché non si comincia seriamente a discutere se scendere a 18 squadre? Tanti sono i problemi da risolvere, ognuno però ha il suo ruolo. Il calcio è cambiato, bisogna mettersi al passo dei tempi. In un sondaggio della Gazzetta, alla domanda "come segue abitualmente il calcio?", il 71% ha risposto "in tv", sul web e allo stadio sono a pari merito (12%) e solo il 5% lo segue sui giornali (quelli sportivi sono sempre più in crisi). E alla domanda sul "perché la gente va sempre meno allo stadio", la maggioranza (48%) ha risposto che è colpa del caro-prezzi, il 34% perché gli impianti sono pericolosi e solo l'8% perché è difficile l'acquisto dei biglietti. Per quanto riguarda le trasferte (secondo le statistiche del libro "C'era una volta l'ultrà") nella stagione 2011-'12 erano stati (in serie A) 274.638, mentre quest'anno sono stati 373.795 (mancano i dati delle ultime giornate). Un piccolo recupero. Così come gli spettatori in campionato sono cresciuti del 4 per cento (dati non ancora definitivi). Meglio di niente. Il segnale, tutto sommato, che questo calcio brutto e cattivo tiene. Nonostante il razzismo e il livello del campionato scaduto, eccetera, eccetera. La normativa sulla sicurezza è considerata troppo restrittiva dai tifosi. Non sarebbe il caso di cambiarla, vero ministro Alfano? Rendiamo la vita più facile ai tifosi perbene, più difficile ai beceri e ai violenti.
E Beretta apre alla moviola in campo
Maurizio Beretta, giornalista, manager e ora a capo della Lega di serie A, è un convinto sostenitore della moviola in campo. Lo ha detto in occasione dell'ultima puntata stagionale della Domenica Sportiva. ''Gli arbitri di porta hanno fatto bene e faranno sempre meglio. Ma c'è bisogno di riscontri oggettivi, sarà sempre più difficile non usare le nuove tecnologie come la moviola e l'occhio di falco''. Una sola domanda: quanto durerebbero le partite con la moviola?