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Razzismo, caro Alfano
ma la polizia dov'è?

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Cinquantamila euro di ammenda e chiusura della Curva Sud (da scontare all'inizio della prossima stagione): la Roma paga a caro prezzo gli ennesimi cori razzisti contro Balotelli. Ma adesso si diano una svegliata anche le questure, da quella di Roma a quella di Milano. Altrimenti, il mondo del calcio è impotente, da solo non può debellare (o almeno arginare) questo "giochino" ridicolo e perverso. La stessa Inter ha pagato con 50.000 di ammenda, la Juve è super-recidiva. In pochi danneggiano i tanti tifosi perbene, oltre ai club ovviamente. Ma i tifosi perbene dovrebbero anche dissociarsi con maggiore intensità da certe manifestazioni-provocazioni.

La Roma non farà ricorso: è stata l'unica società sinora che ha fatto un documento durissimo contro i beceri da stadio (''quelli non sono nostri tifosi''). Complimenti a mister Pallotta, che viene da un altro mondo (sportivo e non solo). Juventus e Inter, nella stagione appena conclusa, l'hanno invece scampata. Non c'è bisogno di riscrivere le norme, o rafforzarle, come sostiene Giancarlo Abete, presidente Figc: già ci sono, basta applicarle. Poi, c'è il rischio che la prossima stagione molte curve (se non stadi interi) siano chiuse, ma qualcosa bisogna pur fare, no?

Per quanto riguarda il regolamento arbitrale, non c'è nessuna contrapposizione fra Pierluigi Collina, stimatissimo designatore europeo, e Marcello Nicchi, capo degli arbitri. E' prevista l'espulsione nel caso che un calciatore, vedi Boateng a Busto Arsizio, tiri con rabbia il pallone contro le tribune e abbandoni il campo di sua iniziativa senza dirlo o concordarlo con l'arbitro. Non è prevista espulsione, invece, se Balotelli decidesse di lasciare il terreno di gioco, senza dare in escandescenze e senza avvertire l'arbitro: in questo caso potrebbe rientrare in campo, e l'arbitro lo ammonirebbe, o il Milan non resterebbe in dieci perché potrebbe sostituirlo con un altro giocatore. Poi, il giudice Tosel deciderebbe eventuali provvedimenti disciplinari. Ma forse Nicchi si è espresso male, o è stato capito male. Sarebbe il caso comunque che Galliani, da dirigente esperto qual è, richiamasse Balotelli: in campo c'è un arbitro e un delegato di polizia, tocca a loro decidere che fare in caso di cori razzisti. Non tocca ai calciatori. Balotelli è stanco di questo assurdo stillicidio, ed ha ragione. Il verso della scimmia o i buu, quegli idioti non li fanno di sicuro nei confronti dei calciatori che non sono di colore. Lo fanno anche cercano di fare saltare i nervi a Mario, è una provocazione intrisa di stupido razzismo. La legge Mancino del '93, prevede sino a 3 anni di carcere (più il Daspo), a chi manifesta espressioni razziste o discriminatorie. Ci sono questure però che sottovalutano il problema: Pallotta propone per il nuovo stadio della Roma (sarà pronto nel 2017, ha garantito, ma credo sia troppo ottimista) il "riconoscimento facciale", che consentirebbe, fuori dall'impianto, di identificare i violenti e non farli entrare. In Usa non scherzano, sono severissimi. Da noi si stanno muovendo solo adesso: l'Uefa ha chiuso parecchi stadi (fra cui, per due turni, anche quello della Lazio) in questa stagione e Tosel adesso ha chiuso la Curva Sud giallorossa. Certo, che a Roma nel mondo del pallone si respira purtroppo un'aria inquinata. Ma che fanno le questure? In troppi casi dormono, o sottovalutano il problema, o peggio (ma spero non sia vero) preferiscono tenere certa gentaglia negli stadi sperando che così sia più controllabile piuttosto che lasciarla libera di fare danni per le strade delle città. Bisogna che Angelo Alfano, l'Osservatorio e il nuovo capo della polizia che presto sarà nominato (al Viminale tifano per Marangoni, uno di loro), diano indirizzi chiari a tutti i questori per la prossima stagione. Ci sono sistemi (riprese tv, impianti sonori, eccetera) che permetterebbe di identificare i beceri da stadio. A San Siro quei beceri che se l'erano presa con Balotelli erano a volto scoperto, facilmente identificabili. Perché non è stato fatto nulla? Perché (troppo) sovente si fa finta di nulla? Il mondo del calcio ha sicuramente delle colpe, sconta ritardi: ma non è l'unico.

L'incredibile successo di Supertennis. E se il Coni avesse una sua tv?
Era partita in sordina nel 2008: 921 spettatori medi (in novembre). Supertennis, la tv della Fit (Federtennis) ha ottenuto un autentico boom. Adesso è a quota 21.916 spetattori. In occasione degli Internazionali ha fatto il 2,41 per cento di share (più di Rai Sport 1). Nuovo record assoluto. Per la semifinale fra Errani e Azarenka, l'ascolto medio è stato di oltre 220.000 spettatori, con un picco di 304.692 (2,41% di share nazionale). La tv tematica piace. Complimenti al presidente Angelo Binaghi. Una formula vincente, che il Coni segue con attenzione e interesse: chissà che Malagò non pensi ad una sua tv?