Simona, addio a Cielo
Sky e Fox, ecco i piani
Fra pochi giorni saranno definiti tutti i piani per la prossima stagione-tv: le novità sono l'arrivo di Fox Sports e il lancio di Cielo. Cielo, canale 26, è la tv che trasmette in chiaro ed è la "sorellina" minore di Sky. A febbraio 2014 avrà il compito di sostituire la Rai per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Sochi trasmettendo circa 100 ore, in chiaro appunto: un compito non da poco, è la prima volta che la tv di Stato ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi invernali. Ora Andrea Scrosati e la direttrice di rete, Antonella D'Errico, hanno il compito di "accendere" Cielo. Sono già riusciti a portare la media annua dallo 0,40% allo 0,8%, con punte dell'1 per cento con la trasmissione domenicale di Simona Ventura, "Cielo che gol", la prima a poter trasmettere i gol in chiaro. Ma questo non ha creato alcun problema a "Novantesimo Minuto", anzi. Adesso Simona Ventura non ci sarà più e la …
Fra pochi giorni saranno definiti tutti i piani per la prossima stagione-tv: le novità sono l'arrivo di Fox Sports e il lancio di Cielo. Cielo, canale 26, è la tv che trasmette in chiaro ed è la "sorellina" minore di Sky. A febbraio 2014 avrà il compito di sostituire la Rai per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Sochi trasmettendo circa 100 ore, in chiaro appunto: un compito non da poco, è la prima volta che la tv di Stato ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi invernali. Ora Andrea Scrosati e la direttrice di rete, Antonella D'Errico, hanno il compito di "accendere" Cielo. Sono già riusciti a portare la media annua dallo 0,40% allo 0,8%, con punte dell'1 per cento con la trasmissione domenicale di Simona Ventura, "Cielo che gol", la prima a poter trasmettere i gol in chiaro. Ma questo non ha creato alcun problema a "Novantesimo Minuto", anzi. Adesso Simona Ventura non ci sarà più e la trasmissione sarà affidata alle cure della redazione di Sky Sport. Con la volontà di Scrosati e della D'Errico di poter creare presto una nuova realtà nazionale. Chiaro che i diritti di Sochi sul satellitare pay restano a Sky, dopo aver rinunciato (in cambio però di 65 milioni) a quelli di Rio 2016, passati alla Rai (400 ore anziché 200 come a Londra 2012). Sky cambia politica, non più la tv "pigliatutto" come in passato ma si concentra sugli sport che più tirano in Italia. E' vero che Rio 2016 sarà un bellissimo prodotto, forse solo un po' penalizzato dal fuso orario, ma a differenza del calcio, lo sport leader, fa fare pochi abbonamenti. Tiene però alto il tasso di "fedeltà" degli abbonati alla pay tv. Per questo Sky farà grandi sforzi per Sochi (sperando nelle medaglie azzurre), dove trasmetterà anche i Paralimpici, e a Rio si affiderà agli highlights. Ma anche grazie allo sbarco in Italia di Fox Sports, la tv "maggiore", ecco che Sky la prossima stagione potrà assicurare una copertura del calcio come non si è mai vista in passato. Coppe europee, serie A, Premier, Liga, eccetera. In più, Formula 1 e, dalla prossima primavera, anche il Motomondiale sperando in Valentino Rossi.
Lega di A: il fondo di solidarietà e la riforma dei campionati
"Al sindacato calciatori abbiamo sempre risposto telefonicamente", fa sapere Maurizio Beretta, il presidente-manager della Lega di Serie A. Ma dopo mesi di stallo e dopo che il contratto collettivo è scaduto il 30 giugno, ecco che presto (vedi Spy Calcio del 15 luglio) le due parti finalmente si incontreranno. L'Aic vorrebbe un accordo triennale, come con Lega di B e Lega Pro, ma non è semplice: il nodo resta il fondo di solidarietà, che va sottoscritto anche dalla Lega maggiore e che serve per pagare giocatori e tecnici di società fallite o che non si iscrivono al campionato. Anche qui non è semplice mettersi d'accordo perché si tratta di soldi e in tempi di crisi tutti stanno più attenti (e aumentano i contenzioni: vedi Juve per la Supercoppa e Chievo per i diritti tv). Ma Beretta tesse la tela, per la Lega "la proroga del contratto è nei fatti". Chissà che dirà Damiano Tommasi? Manca ancora inoltre il piano di riforma dei campionati: difficile che stando così le cose, la Lega di A riesca a scendere da 20 a 18 società, cosa che piacerebbe molto ai big. Ma le società invischiate nella lotta per la salvezza (circa 6 ogni stagioni) non ne vogliono sapere: troppo ampio il divario fra A e B. Per questo, Andrea Abodi vorrebbe venti club in B (ora sono 22).
Lega di A: il fondo di solidarietà e la riforma dei campionati
"Al sindacato calciatori abbiamo sempre risposto telefonicamente", fa sapere Maurizio Beretta, il presidente-manager della Lega di Serie A. Ma dopo mesi di stallo e dopo che il contratto collettivo è scaduto il 30 giugno, ecco che presto (vedi Spy Calcio del 15 luglio) le due parti finalmente si incontreranno. L'Aic vorrebbe un accordo triennale, come con Lega di B e Lega Pro, ma non è semplice: il nodo resta il fondo di solidarietà, che va sottoscritto anche dalla Lega maggiore e che serve per pagare giocatori e tecnici di società fallite o che non si iscrivono al campionato. Anche qui non è semplice mettersi d'accordo perché si tratta di soldi e in tempi di crisi tutti stanno più attenti (e aumentano i contenzioni: vedi Juve per la Supercoppa e Chievo per i diritti tv). Ma Beretta tesse la tela, per la Lega "la proroga del contratto è nei fatti". Chissà che dirà Damiano Tommasi? Manca ancora inoltre il piano di riforma dei campionati: difficile che stando così le cose, la Lega di A riesca a scendere da 20 a 18 società, cosa che piacerebbe molto ai big. Ma le società invischiate nella lotta per la salvezza (circa 6 ogni stagioni) non ne vogliono sapere: troppo ampio il divario fra A e B. Per questo, Andrea Abodi vorrebbe venti club in B (ora sono 22).