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La giustizia sportiva
e la riforma-lumaca...

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Il superprocuratore Stefano Palazzi è uscito con le ossa rotte dall'ultimo processo del calcioscommesse. La sua linea è stata frantumata e a mettere sale sulle ferite ci si è messo anche il procuratore di Cremona, Di Martino. Durissime le sue accuse alla giustizia sportiva (che peraltro non conosce a fondo). Parole che hanno compattato Abete e Malagò ma che hanno lasciato il segno. La dimostrazione che questa giustizia va riformata: il meccanismo attuale non funziona. C'è da combattere la piaga del calcioscommesse che se non fosse stato per le intercettazioni delle varie Procure mai si sarebbe scoperta. Le bande criminali ormai sono organizzatissime a livello mondiale: "attaccano" anche le amichevoli estive, le gare giovanili, contattano calciatori e club pure su Facebook. Si è perso troppo tempo per mettere mano ad una riforma vera, globale, seria della giustizia sportiva. La responsabilità non è solo di Abete, ma anche di Petrucci e di Malagò. L'attuale presidente del Coni-in carica dal 19 febbraio- ha garantito, ancora una volta, che entro fine anno ci saranno finalmente nuove norme, ma ha ricordato, ad esempio, come il famigeratissimo Tnas scade il 30 giugno 2014. E così la prossima stagione sarà come questa: tre gradi di giudizio, Palazzi sballottato (e poco amato) dalle varie procure della Repubblica, e la credibilità del nostro calcio ai minimi termini. Purtroppo.

Rivera, no al posto che fu di Baggio. Zoff a Coverciano?
Dopo il flop di Sudafrica 2010, saggiamente Giancarlo Abete aveva tentato il rilancio del settore tecnico e del settore giovanile-scolastico. Il settore tecnico non è mai decollato, e Robi Baggio, fra un'incomprensione e l'altra, alla fine ha deciso di togliere il disturbo. Molto meglio è andato il settore giovanile-scolastico con Gianni Rivera. Adesso è tempo di nomine. Il 27 agosto si terrà un consiglio federale della Figc ma non prenderà nessuna decisione perché sarà assente Renzo Ulivieri, che come presidente dell'assoallatori ha una parola decisiva su Coverciano, la casa appunto del settore tecnico. E' stato contattato Rivera, ma non ha intenzione di lasciare Roma. L'uomo giusto potrebbe essere Dino Zoff per rilanciare, insieme con Ulivieri che coordina il corso allenatori, una scuola di grande importanza e un centro tecnico, quello di Coverciano, che dovrebbe essere un autentico fiore all'occhiello della Figc. Ma è stato perso troppo tempo, quasi tre anni: e non siamo ancora al traguardo...

Malagò, la Lega di serie A e il silenzio di Andrea Agnelli
Giovanni Malagò, n.1 dello sport italiano, è intervenuto anche sul tema Lega Calcio, che è spaccata in due, da una parte Beretta-Galliani-Lotito che comandano, dall'altro Agnelli-Della Valle e c. che subiscono. In una intervista, Malagò ha spiegato come "la democrazia va rispettata". Giusto, Beretta è stato democraticamente eletto: ha battuto Andrea Abodi, il candidato di Agnelli e c. "Secondo-ha detto ancora il presidente del Coni- la situazione non è né normale e né giusta. E così non può durare". Già, ma non ha spiegato cosa vuole, e può fare. In pratica, niente. La Lega di A è un ente privato, anche volendo il Coni non può intervenire. Molte volte si era lamentato anche Gianni Petrucci: stesso risultato. L'unica strada sarebbe un'alleanza fra Juve, Inter, Roma, Fiorentina e altri club. Ma non è per niente facile. Le chiacchiere sono una bella cosa, i fatti un'altra. Vero, che Andrea Agnelli è furibondo per questa situazione che lo vede ai margini insieme alla sua Juventus: ma cosa fa? Prepara un governo ombra? E con chi?

"Cosa c'è dietro l'acquisto di stranieri, bufale incluse?"
Dino Feliziani, commercialista competente e appassionato di calcio, è stato per tantissimi anni revisore dei conti della Figc e ora potrebbe tornare nel mondo del pallone. Nel frattempo si diletta coi romanzi. E' al secondo, "Le cose verranno da sole", un bel libro su calciopoli, su quegli anni, quei personaggi. C'è finzione ma anche tanta realtà. Feliziani ha rilasciato anche un'intervista a "For men", sullo sport, sui problemi dello sport. Da sottoscrivere in pieno una sua dichiarazione:"Sarebbe interessante capire cosa c'è dietro a questo acquisto spropositato di calciatori stranieri, anche di bufale clamorose, e il ruolo di certi procuratori che hanno assunto un potere enorme". Già, sarebbe interessante. Ora se ne sta interessando la Guardia di Finanza. Speriamo bene.

Il "nuovo" fuorigioco, un video della Figc
Un video per far comprendere meglio la nuova regola sul fuorigioco. E' da oggi disponibile sul sito della Figc (www. figc. it) il filmato realizzato in occasione della conferenza stampa a Sportilia, nel corso della quale il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, e il designatore della Can A, Stefano Braschi, hanno chiarito le novità introdotte dalla circolare n°1 dell'International Football Association Board (IFAB). Dalla prossima stagione "ogni atto volontario, deliberato, da parte del difendente nel tentativo di prendere il pallone, rimette, fatto salvo un elenco definito di eccezioni, in gioco l'attaccante, a prescindere da come si concluda la giocata stessa". Tra le eccezioni previste le respinte dei portieri, i cui interventi sulle conclusioni non rimetteranno in gioco gli attaccanti in off-side al momento della prima conclusione e il "deliberate save", ovvero quelle azioni tese a salvare un gol da parte del portiere e degli altri calciatori in campo.

Arresto differito, più arresti e denunce

Prorogato di tre anni, sino al giugno 2016, l'arresto in flagranza differita: un'arma per combattere la violenza negli stadi, e dintorni. E' stata efficace. Venne contrastata da forze politiche e alcuni Ministeri. Venne approvata anche grazie all'interessamento dell'allora n.1 dell'Osservatorio, Francesco Tagliente. Il comunicato del Consiglio dei Ministri spiega che l'arresto differito di violenti in occasione di manifestazioni sportive è "una norma che, fino ad ora, non solo ha diminuito gli eventi in cui vi sono state vittime di tali fenomeni (-29,3%), ma ha visto anche un significativo incremento del numero degli autori di episodi di violenza denunciati (+44%) e arrestati (+30%)".