Prima gara della stagione 2013-'14: Verona-Milan, sabato 24 agosto ore 18. Subito la verifica. La tifoseria veronese è migliorata negli ultimi tempi dopo pessimi esempi di razzismo e violenza ed è chiamata adesso subito all'esame. Sì, perché nel Milan c'è Mario Balotelli e i cori contro di lui, al termine della stagione passata, avevano portato alla chiusura della curva della Roma (1 settembre, con il Verona) e in passato (2010) anche a quella della Juventus. Ora le norme sono cambiate, e non consentono più scappatoie: prima sanzione, chiusura di un settore (vedi Lazio). In caso di recideva chiuso tutto l'impianto. La Figc, giustamente, ha abolito il 5 agosto scorso le esimenti, che attenuavano le pene, e ora non c'è più, come in passato, la collezione di (inutili) ammende. Macché, subito chiusa la curva. Decisione che danneggia più i tifosi dei club, come voluto da Platini. Ma non danneggia soli i beceri, che sono-per fortuna-minoranza ma anche tutti i tifosi perbene, quelli che vorrebbero tornare negli stadi (e la crescita degli abbonamenti è un segnale confortante). Esempio: gli oltre 10.000 abbonati della Curva Nord della Lazio, domenica con l'Udinese, non potranno riciclarsi in un altro settore (staranno a casa, oppure con le radioline davanti all'Olimpico), mentre chi ha acquistato il biglietto della curva può chiedere a Lotito di avere indietro i soldi o spostarsi, pagando, in altro settore (più caro) della curva. A questo punto, le strade sono due: che i tifosi perbene prendano seriamente e non sporadicamente le distanze da questi beceri e che le tv non si nascondano più, riprendendo le facce dei razzisti (così qualcuno di loro il giorno dopo andando un ufficio o a scuola forse si vergognerà...).
Ma sbagliato sarebbe dare la colpa solo a tifosi di Lazio e Roma: anche quelli di Juventus e Inter si sono "distinti" per comportamenti razzisti, e non solo in campionato ma pure in Europa. In altre Nazioni (vedi la Germania, spesso esempio di virtù) succede lo stesso. E il senatore Gentile (Pdl) ammonisce: "Basta anche cori contro Napoli". Ha ragione, sono altrettanto stupidi e odiosi. I cori razzisti hanno portato alla fuga dal campo di Boateng e Constant, due calciatori del Milan: sbagliato, se si sentono offesi hanno tutto il diritto ad andare dall'arbitro e lamentarsene (poi l'arbitro può sospendere le partita come ha fatto Rocchi a San Siro). Adriano Galliani ha spiegato chiaramente ai suoi come ci si deve comportare (e probabilmente ha anche multato Constant). Non bisogna abboccare al trabocchetto degli idioti che cercano di far perdere i nervi ai calciatori di colore, soprattutto ai più pericolosi, vedi Balotelli. Mario a volte in campo ha un comportamento sopra le righe, protesta troppo con gli arbitri (che non lo amano molto...) e discute troppo con gli avversari. Ma non merita di essere insultato per la sua pelle. Lui come tutti gli altri. Se alcuni tifosi della Lazio si sentivano frustrati per il 4-0, potevano anche fischiare, non prendersela con Pogba e c. Che c'entrano loro? Nella gara di Reggio fra Sassuolo e Milan, la Digos non ha rilevato un atteggiamento razzista contro Constant, l'arbitro Gervasoni invece sì e difatti il Sassuolo (norme Figc vecchie) è stato solo multato. Così come domenica all'Olimpico: come mai la questura di Roma, nella sua nota, non ha fatto alcun cenno ai cori razzisti? Per la verità era già successo quando la Lazio si vide squalificare il campo in Europa League: le braccia tese furono viste solo dal commissario Uefa e non dal commissario di polizia (aveva dimenticato la macchina fotografica in ufficio?). C'è qualche problema di coordinamento: per la polizia non è facile identificare i tifosi e punirli in base alla legge Mancino. Secondo alcuni i cori contro Balotelli non sarebbero razzisti, ma solo provocatori: non sono d'accordo. Perché allora non fanno buu ad esempio ad Abbiati o Montolivo? No, c'è una componente razzista, mischiata a rabbia, provocazione, stupidità, frustrazione, eccetera (qui ci vorrebbe uno psichiatra). Ma qualcosa va fatto e temo che quest'anno vedremo molte curve vuote. "Questa gente noi non la vogliamo nei nostri stadi": da apprezzare non solo le parole di Giancarlo Abete ma anche le norme varate dal consiglio federale, pronto a recepire subito le direttive Uefa. Ripeto: facciano sentire la loro disapprovazione i tifosi perbene, quella maggioranza sinora sin troppo silenziosa. Così i beceri, si spera, un giorno si stancheranno...
Nazionale basket: niente Bargnani ma c'è la Rai
Una brutta e una buona notizia per Gianni Petrucci, presidente della Federbasket: niente da fare per Bagnani, la Nazionale perde i pezzi in vista degli Europei di Slovenia (4-22 settembre). Peccato, al completo coach Pianigiani avrebbe potuto lottare per una medaglia. La buona notizia invece è che la Rai sta per chiudere le trattative, dopo molte titubanze e pressioni di Petrucci, con la Fiba: gli Europei saranno trasmessi in tv, e in chiaro.
Ma sbagliato sarebbe dare la colpa solo a tifosi di Lazio e Roma: anche quelli di Juventus e Inter si sono "distinti" per comportamenti razzisti, e non solo in campionato ma pure in Europa. In altre Nazioni (vedi la Germania, spesso esempio di virtù) succede lo stesso. E il senatore Gentile (Pdl) ammonisce: "Basta anche cori contro Napoli". Ha ragione, sono altrettanto stupidi e odiosi. I cori razzisti hanno portato alla fuga dal campo di Boateng e Constant, due calciatori del Milan: sbagliato, se si sentono offesi hanno tutto il diritto ad andare dall'arbitro e lamentarsene (poi l'arbitro può sospendere le partita come ha fatto Rocchi a San Siro). Adriano Galliani ha spiegato chiaramente ai suoi come ci si deve comportare (e probabilmente ha anche multato Constant). Non bisogna abboccare al trabocchetto degli idioti che cercano di far perdere i nervi ai calciatori di colore, soprattutto ai più pericolosi, vedi Balotelli. Mario a volte in campo ha un comportamento sopra le righe, protesta troppo con gli arbitri (che non lo amano molto...) e discute troppo con gli avversari. Ma non merita di essere insultato per la sua pelle. Lui come tutti gli altri. Se alcuni tifosi della Lazio si sentivano frustrati per il 4-0, potevano anche fischiare, non prendersela con Pogba e c. Che c'entrano loro? Nella gara di Reggio fra Sassuolo e Milan, la Digos non ha rilevato un atteggiamento razzista contro Constant, l'arbitro Gervasoni invece sì e difatti il Sassuolo (norme Figc vecchie) è stato solo multato. Così come domenica all'Olimpico: come mai la questura di Roma, nella sua nota, non ha fatto alcun cenno ai cori razzisti? Per la verità era già successo quando la Lazio si vide squalificare il campo in Europa League: le braccia tese furono viste solo dal commissario Uefa e non dal commissario di polizia (aveva dimenticato la macchina fotografica in ufficio?). C'è qualche problema di coordinamento: per la polizia non è facile identificare i tifosi e punirli in base alla legge Mancino. Secondo alcuni i cori contro Balotelli non sarebbero razzisti, ma solo provocatori: non sono d'accordo. Perché allora non fanno buu ad esempio ad Abbiati o Montolivo? No, c'è una componente razzista, mischiata a rabbia, provocazione, stupidità, frustrazione, eccetera (qui ci vorrebbe uno psichiatra). Ma qualcosa va fatto e temo che quest'anno vedremo molte curve vuote. "Questa gente noi non la vogliamo nei nostri stadi": da apprezzare non solo le parole di Giancarlo Abete ma anche le norme varate dal consiglio federale, pronto a recepire subito le direttive Uefa. Ripeto: facciano sentire la loro disapprovazione i tifosi perbene, quella maggioranza sinora sin troppo silenziosa. Così i beceri, si spera, un giorno si stancheranno...
Nazionale basket: niente Bargnani ma c'è la Rai
Una brutta e una buona notizia per Gianni Petrucci, presidente della Federbasket: niente da fare per Bagnani, la Nazionale perde i pezzi in vista degli Europei di Slovenia (4-22 settembre). Peccato, al completo coach Pianigiani avrebbe potuto lottare per una medaglia. La buona notizia invece è che la Rai sta per chiudere le trattative, dopo molte titubanze e pressioni di Petrucci, con la Fiba: gli Europei saranno trasmessi in tv, e in chiaro.