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"Sky-Mediaset, no accordi"
La partita che vale 1 miliardo

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"Non c'è nessun accordo con Mediaset sui diritti tv del calcio, spiace sentir parlare di ipotesi di collusione. Il problema - la vera "anomalia" italiana - è che l'Italia è l'unico Paese dove non esiste l'esclusiva nella vendita dei diritti del calcio''. Ecco il pensiero dell'ad di Sky Italia, Andrea Zappia. I presidenti di serie A temevano (temono) un cartello fra le due emittenti per pagare meno (10-20 per cento?) i diritti tv che valgono complessivamente un miliardo di euro. ''L'Italia è l'unico Paese dove non c'è una vendita per prodotto, ma per piattaforma - spiega Zappia - La conseguenza è una svalutazione del prodotto "calcio italiano" e un impatto negativo sui profitti degli operatori. Il settore tv in Italia è quello a più bassa redditività in Europa". E così ha concluso, "se di ulteriore "anomalia" italiana si può parlare, questa va senz'altro ricercata nella eccessiva numerosità dei canali DTT (120), caso unico in Europa. Il mercato non sente esigenza di nuovi canali". Il mercato dei diritti tv, come detto, vale un miliardo tondo. Così diviso: Mediaset 268 milioni; Coppa Italia e Supercoppa 21; Coppa Italia e Supercoppa estero 4; Rai chiaro e radio 14; Estero 117; Altri pacchetti (web, mobile, ecc.) 11; Altri diritti in chiaro 4; Sky 561. Venerdì a Milano, in Lega, ci saranno i rappresentanti di Sky, Mediaset, Rai, Mp Silva e Infront per fare il punto della situazione e per capire dove e come ci sono margini di sviluppo. La lettera delle sette sorelle guidate dalla Juventus ha colpito nel segno: se avessero voluto, avrebbero potuto bloccare tutto. Ora c'è un metodo diverso di lavoro, quello che voleva Andrea Agnelli. Non sono più in pochi a decidere ma si ascolta il parere di tutti. Venerdì non è un'assemblea, e nemmeno si vota. E' solo un passo in vista del bando d'asta (2015-'18) che sarà pronto nella primavera del prossimo anno. Molto probabile che il margine di progresso si possa registrare soprattutto sull'estero: la Premier League porta a casa 900 milioni (di euro) all'anno, noi solo 117. Ma non si può fare un paragone, sono due mondi ancora troppo lontani. L'Italia, comunque, con un miliardo complessivo è la seconda Nazione in Europa, dopo, appunto, l'Inghilterra. Di quanto si può crescere? Qualche centinaio di milioni? Ricordiamo che i soldi delle tv rappresentano due terzi del fatturato del nostro calcio. Sono irrinunciabili, così come le (pay) tv non possono rinunciare al calcio.

L'Italia che conta: Agnelli e Gandini nel board dell'Eca
In Europa il nostro calcio conta grazie ad Andrea Agnelli e Umberto Gandini: entrambi, sono stati appena confermati nel board dell'Eca, la potente European Club Association che è in ottimi rapporti con Platini, meno con Blatter. Gandini è il primo vicepresidente esecutivo (il presidente è l'ex interista Kalle Rummenigge), mentre il n.1 della Juventus ha avuto deleghe importanti.

Malagò trova 4 milioni, presidenti in festa

Presidenti in festa, oggi al consiglio nazionale del Coni: grazie ad una politica attenta di tagli, il presidente Giovanni Malagò ha trovato 3 milioni 950.000 che ha girato subito alla Federazioni. Ossigeno in questi tempi di crisi. Confermato che la tessera gratuita per assistere agli avvenimenti sportivi non sarà più data ai politici ma solo ai campioni dello sport: giusto. Pace fra Malagò e Antonio Rossi, che insiste comunque su Milano: il 3 ottobre il n.1 del Coni incontrerà Pisapia, Maroni e Marino. La decisione se candidare una città italiana (Roma) ai Giochi 2024 verrà presa nella primavera del prossimo anno. "Ci muoviamo con cautela, umiltà e buon senso", ha detto Malagò. Il 13 novembre infine sarà ospite del governo dello sport il premier Enrico Letta, illustrerà la legge quadro per il rilancio dello sport. Malagò inoltre ha deciso di cambiare il logo del Coni, si torna all'antico. Per savere più appeal sugli sponsors

Rai Sport: il piano di Mazza fra arrivi e addii

Mauro Mazza ha presentato ieri alla redazione di Rai Sport (120 giornalisti) il suo piano editoriale: da oggi si vota. Il nuovo direttore ha già messo in atto alcune decisioni: sono tornati il Processo del Lunedì (ma deve acquistare verve) e la moviola, mentre è stato cancellato (ed è un errore) "5' di recupero", il botta e risposta di Carlo Paris che andava in onda dopo il Tg1 e faceva ottimi ascolti. Cambio della guardia fra vicedirettori: lascia Bulbarelli, promossa Ivana Vaccari. Dal Tg1 arrivano la Scarnati, che andrà a rinforzare lo staff azzurro, Barteletti e Franzelli, che avrà la delega per il ciclismo. Inoltre, Amedeo Goria conduce la Giostra del gol, trasmissione vista dagli italiani in tutto il mondo, e Marco Mazzocchi avrà uno spazio nella seconda serata di Rai Sport 1. Il prossimo anno poi cambieranno alcuni conduttori (Paola Ferrari, ad esempio, ha già annunciato che lascerà la Domenica Sportiva)