L'arbitro Gervasoni "salvato" e il rigore per la Roma c'era: questa l'opinione dei vertici arbitrali. Stefano Braschi, oggi, era a Bologna ma si è tenuto in contatto con i suoi collaboratori. Ha saputo dell'episodio di Marassi: Gervasoni ha detto al blucerchiato Palumbo, "ti faccio tirare la punizione, poi fischio". Così ha fatto, il gol della Samp quindi non è stato considerato valido. Gervasoni ha rispettato il regolamento: solo in caso di rigore bisogna fare proseguire il gioco. In caso di punizione no. L'arbitro quindi è stato assolto da Braschi. Anche se è stata una decisione al limite, ma è stato molto apprezzato dall'Aia (associazione arbitro) il comportamento di Palumbo che ha svelato cosa gli aveva detto l'arbitro. "Un gesto di onestà". Visto e rivisto l'episodio di San Siro, invece i vertici arbitrali hanno concordato col fatto che il rigore per la Roma c'era. Le immagini tv, bloccate su un frame, hanno fatto vedere altro. C'è un calcio del campo, dove decidono arbitri, assistenti e giudici d'area, e un calcio della moviola. Due mondi che faticano a convivere.
Il futuro del nostro calcio nelle mani di Sky e Mediaset
Il nuovo contratto tv del 2015-'18 sarà fondamentale per le sorti dei nostri club: il miliardo netto di adesso non basta più ai club, ma Sky e Mediaset (Premium) hanno già iniziato a spiegare con chiarezza quale è la loro posizione, e non sembrano più intenzionate a pagare quelle cifre. Se non cambierà qualcosa. Ma cosa? Domani a Milano importante assemblea di serie A: non si vota, è presto, ma si ascolta cosa avrà da dire l'advisor Infront sulla sua posizione, sul futuro, sul Canale serie A. Infront ha un contratto che scade nel 2016, proprio nel pieno della nuova trattativa. Vorrebbe quindi che fosse rinnovato sino al 2018: nessuna pregiudiziale da parte delle sette sorelle (Juve, Inter, Roma, Samp, Verona, Fiorentina) che però vogliono vederci chiaro e capire quali sono i margini di sviluppo. Infront spiegherà il progetti (costo, circa 80 milioni) del Canale serie A, la tv della Lega. Non facile da realizzare, Sky ad esempio lo sconsiglia, e mettere d'accordo 20 presidenti spesso litigiosi è una fatica immane per Maurizio Beretta, che pure è manager navigato e di buon senso. La Lega di A farà il bando d'asta solo nella primavera del prossimo anno: ma il fatto che ci sia tanta agitazione, e che si rincorrano le voci già adesso, significa che la materia sta veramente a cuore ai presidenti. Per quasi tutti da quei soldi dipende il futuro e la competività in Italia e in Europa. Anche perché da botteghino e merchandising entra ancora troppo poco. Il n.1 della Juve e componente del board Eca, Andrea Agnelli, ha accusato la Lega di "immobilismo". Per molti aspetti ha anche ragione: sulle questioni di politica sportiva, infatti, la Lega molto sovente è assente. Nessun piano per portare le squadre a 18 (ha ragione Giancarlo Abete, è importante ma non risolve tutti i problemi), nessuna trattativa con la Lega di B che vorrebbe (saggiamente) scendere da 22, una follia, a 20 squadre. E scarse proposte in occasione dei consigli federali. Ma sui diritti tv, la Lega ha portato a casa un miliardo di euro quando stava per iniziare la crisi. Ora bisognerà vedere come gestirà questa crisi, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie (i 71% dei tifosi del calcio lo segue in tv, il 12% sul Web). Si potrà ottenere di più dai diritti esteri, ora 117 milioni l'anno, magari vendendoli per macroregioni. MpSilva è stata fortemente criticata ma la Fifa le ha dato l'incarico di vendere in Italia i diritti per i Mondiali 2018 (Russia) e 2022 (Qatar). L'assemblea di domani chiarirà le idee.
Rai Sport e caso Zazzaroni: interviene il cdr
Rai Sport e caso Ivan Zazzaroni: come è noto il giornalista-opinionista da ieri sera è giurato a "Ballando sotto le stelle" e lo sarà sino a dicembre. Per questo il direttore di Rai Sport, Mauro Mazza, ha voluto che abbandonasse la "Domenica Sportiva", trasmissione-cult della che Paola Ferrari conduce con abilità e polso fermo, tenendola sempre oltre il 10 per cento di share. Zarraroni non sarà sostituito alla Ds e rientrerà solo a dicembre. E questo non è piaciuto affatto al cdr, che protesterà (domani?) con una nota. La Ds non è una trasmissione di serie B, tutt'altro, e va tutelata: questo il pensiero dei giornalisti di Rai Sport. Inoltre, non sono ancora arrivati alla redazione sportiva la Scarnati, Franzelli e Barteletti: Mario Orfeo li tiene "prigionieri" al Tg1. Il cambio di uffici era previsto all'inizio di ottobre.
Roma-Napoli, inversione di campo? Domani si decide
L'ordinanza del prefetto Giuseppe Pecoraro dovrebbe arrivare domani: Roma-Napoli del 19 ottobre non si può giocare perché nella Capitale c'è la manifestazione no-Tav e non è possibile garantire l'ordine pubblico. La Lega di serie A, quindi, dovrebbe decidere l'inversione, ma in questo caso la Roma giocherebbe tre trasferte di fila. Cosa che non fa certo piacere a Garcia, capolista del campionato.
Istituto medicina dello sport: arriva Spataro
Rinnovata la guida dell'Istituto di medicina dello sport. Arriva Antonio Spataro, già medico della Roma e del Cip (Comitato italiano paralimpico).
Il futuro del nostro calcio nelle mani di Sky e Mediaset
Il nuovo contratto tv del 2015-'18 sarà fondamentale per le sorti dei nostri club: il miliardo netto di adesso non basta più ai club, ma Sky e Mediaset (Premium) hanno già iniziato a spiegare con chiarezza quale è la loro posizione, e non sembrano più intenzionate a pagare quelle cifre. Se non cambierà qualcosa. Ma cosa? Domani a Milano importante assemblea di serie A: non si vota, è presto, ma si ascolta cosa avrà da dire l'advisor Infront sulla sua posizione, sul futuro, sul Canale serie A. Infront ha un contratto che scade nel 2016, proprio nel pieno della nuova trattativa. Vorrebbe quindi che fosse rinnovato sino al 2018: nessuna pregiudiziale da parte delle sette sorelle (Juve, Inter, Roma, Samp, Verona, Fiorentina) che però vogliono vederci chiaro e capire quali sono i margini di sviluppo. Infront spiegherà il progetti (costo, circa 80 milioni) del Canale serie A, la tv della Lega. Non facile da realizzare, Sky ad esempio lo sconsiglia, e mettere d'accordo 20 presidenti spesso litigiosi è una fatica immane per Maurizio Beretta, che pure è manager navigato e di buon senso. La Lega di A farà il bando d'asta solo nella primavera del prossimo anno: ma il fatto che ci sia tanta agitazione, e che si rincorrano le voci già adesso, significa che la materia sta veramente a cuore ai presidenti. Per quasi tutti da quei soldi dipende il futuro e la competività in Italia e in Europa. Anche perché da botteghino e merchandising entra ancora troppo poco. Il n.1 della Juve e componente del board Eca, Andrea Agnelli, ha accusato la Lega di "immobilismo". Per molti aspetti ha anche ragione: sulle questioni di politica sportiva, infatti, la Lega molto sovente è assente. Nessun piano per portare le squadre a 18 (ha ragione Giancarlo Abete, è importante ma non risolve tutti i problemi), nessuna trattativa con la Lega di B che vorrebbe (saggiamente) scendere da 22, una follia, a 20 squadre. E scarse proposte in occasione dei consigli federali. Ma sui diritti tv, la Lega ha portato a casa un miliardo di euro quando stava per iniziare la crisi. Ora bisognerà vedere come gestirà questa crisi, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie (i 71% dei tifosi del calcio lo segue in tv, il 12% sul Web). Si potrà ottenere di più dai diritti esteri, ora 117 milioni l'anno, magari vendendoli per macroregioni. MpSilva è stata fortemente criticata ma la Fifa le ha dato l'incarico di vendere in Italia i diritti per i Mondiali 2018 (Russia) e 2022 (Qatar). L'assemblea di domani chiarirà le idee.
Rai Sport e caso Zazzaroni: interviene il cdr
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Roma-Napoli, inversione di campo? Domani si decide
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Istituto medicina dello sport: arriva Spataro
Rinnovata la guida dell'Istituto di medicina dello sport. Arriva Antonio Spataro, già medico della Roma e del Cip (Comitato italiano paralimpico).