E adesso come finirà? Le curve sono state chiuse con la sospensione della pena ma che faranno i tifosi di Milan, Roma, Torino e Inter il prossimo turno rispettivamente a Parma, a Udine, a Napoli e in casa col Verona? Faranno ancora i cori di discriminazione territoriale, contro Napoli e i napoletani? In questo caso, addio condizionale (per tutta la stagione) e pena raddoppiata. Temo proprio che possa succedere, vista la deriva pericolissima che ha preso ormai questa vicenda. E ai tifosi di Inter, Milan e c. potrebbero aggiungersene altri. E' una sfida ormai, una provocazione, una protesta non solo contro la tessera del tifoso ma contro quelle norme, quelle della discriminazione territoriale, che non sono mai state accettate. Da nessuno, nemmeno dai napoletani presi di mira. Dire "Napoli colera" in passato non era reato (succedeva anche ai tempi di Maradona), ora lo è. Indietro, è difficile, se non impossibile, tornare.
La Lega di A, ovviamente, sta a discutere di soldi, di diritti tv: non si rende conto che c'è un manipolo, e nemmeno piccolissimo, di violenti (gli interisti, ad esempio, a Torino erano cinquecento) che vuole fare saltare il campionato? E' un problema serio, di ordine pubblico. Si potrà andare avanti con le curve chiuse, con le recidive, con le condizionali che il turno successivo vengono cancellate?
Spero che Giancarlo Abete non sottovaluti la situazione. Ma non credo che lo farà. La Figc dovrà dimostrare tutta la sua forza per non farsi travolgere da questa situazione: è in corso un braccio di ferro forse senza precedenti. I violenti, i provocatori, vanno isolati.
"Serve una risposta politica da parte della Federazione, un ripensamento: le norme da sole non risolvono il problema" sostiene Adriano Galliani. Un altro ripensamento? Le norme erano state varate il 5 agosto scorso: dure, durissime, sin troppo. Ma tutti erano d'accordo, compresi i tre (distratti) rappresentanti della Lega di A (Beretta, Lotito e Pulvirenti). Sono state cambiate, rimodulate, mercoledì scorso dal consiglio federale. Non vanno bene? Come si può pensare di rivederle (ancora) in corsa? Ne va della credibilità del campionato. Ma qualcosa va fatto per uscire da questa spirale. Galliani sta pensando al futuro: vuole dividere la curva sud del Milan in tre mini-settori, che avranno nomi diversi e saranno separati. Così gli urlatori sarebbero più facilmente identificabili. "Credo che sarà molto difficile risolvere questo problema alla radice, ma la soluzione di Galliani mi sembra la più intelligente", spiega l'avvocato Mario Stagliano, ex componente dell'Ufficio Indagini (quando c'era). "In questo caso si limiterebbe il danno e la ricattabilità dei club di calcio. La legge Mancino non si può applicare, non si possono dare i Daspo: i club in caso di curve chiuse potrebbero chiedere il risarcimento del danno o in caso di gara sospesa ci potrebbe essere l'interruzione di pubblico servizio. Ma come identificarli i tifosi che urlano? Non è come uno che fa invasione di campo. Ormai, le norme, almeno quelle sportive, ci sono e i club devono pensare di limitare i danni". Questo il pensiero dell'avvocato romano Lorenzo Contucci, difensore di molti ultrà: "Nessun Daspo, non esiste la pericolosità. Non è discriminazione territoriale, che si sono inventati solo in Italia: semmai è un insulto, qualcosa che esiste da 30 anni. E allora dire, 'romano bastardo' cos'è? Perché non viene punita? Non ne escono più, la Figc ha fatto una sciocchezza". Il Viminale è preoccupato di curve chiuse e tifosi a spasso per le città, alle tv non piacciono gli stadi senza spettatori. Un danno di immagine. Non è giusto però che paghi la gente perbene: in Italia tra l'altro è ancora più penalizzante perché in caso di curva chiusa, se sei abbonato, non puoi comprare in biglietto per un altro settore dello stadio essendo da noi i tagliandi nominativi. Perché la Lega di A non fa una denuncia contro ignoti? Tra l'altro, tanto ignoti non sono. E' la Lega che organizza il campionato: lo difenda da questi attacchi. Anche se, come detto, la polizia contro "Napoli colera" può fare poco. Più facile in altri casi. Perché quando ci sono le leggi, vanno applicate, anche se non piacciono. Esempio: un'ottantina di tifosi della Samp si sono presentati a Livorno e hanno tentato di andare allo stadio senza tessera del tifoso. Non si può. La norma (che secondo me andrebbe abolita) lo vieta. E così il questore di Livorno, Marcello Cardona, che è stato anche buon arbitro di Serie A, ha fatto scattare i Daspo. E' arrivato il momento, purtroppo, del pugno duro: altrimenti, il campionato rischia di essere inquinato se non peggio. I violenti vogliono chiudere le curve, e meglio ancora se l'arbitro dovesse sospendere la partita. Come finirà?
Spettatori in aumento (23.539 a partita). Ma...
Prime otto giornate di campionato: stagione 2011-'12, 22.279 spettatori-partita; stagione 2012-'13, 23.434; stagione 2013-14, 23.539. I nostro calcio tiene, cresce anche se non di molto. Un piccolo segnale confortante. Certo, i problemi ci sono: il caro-prezzi si fa sentire in tempi di crisi. Cairo ha raddoppiato le curve (da 20 a 40 euro) nel derby. Risultato? Grandi buchi in tribuna. Idem a Roma, 30 euro per la sfida col Napoli e Olimpico mezzo vuoto. Quando lo capiranno certi presidenti che in Italia c'è la crisi e vedere una partita di calcio costa meno in tv che allo stadio?
Processo del Lunedì: 178.000 spettatori
Il Processo del Lunedì, condotto da Enrico Varriale, ha fatto lo 0,67% di share, 178.000 spettatori. La trasmissione, che va in onda su Rai Sport 1, ha fatto anche punte oltre l'1,16% dalle ore 23,14, con 231.000 spettatori. La copertura netta, 1 milione 152.000.
La Lega di A, ovviamente, sta a discutere di soldi, di diritti tv: non si rende conto che c'è un manipolo, e nemmeno piccolissimo, di violenti (gli interisti, ad esempio, a Torino erano cinquecento) che vuole fare saltare il campionato? E' un problema serio, di ordine pubblico. Si potrà andare avanti con le curve chiuse, con le recidive, con le condizionali che il turno successivo vengono cancellate?
Spero che Giancarlo Abete non sottovaluti la situazione. Ma non credo che lo farà. La Figc dovrà dimostrare tutta la sua forza per non farsi travolgere da questa situazione: è in corso un braccio di ferro forse senza precedenti. I violenti, i provocatori, vanno isolati.
"Serve una risposta politica da parte della Federazione, un ripensamento: le norme da sole non risolvono il problema" sostiene Adriano Galliani. Un altro ripensamento? Le norme erano state varate il 5 agosto scorso: dure, durissime, sin troppo. Ma tutti erano d'accordo, compresi i tre (distratti) rappresentanti della Lega di A (Beretta, Lotito e Pulvirenti). Sono state cambiate, rimodulate, mercoledì scorso dal consiglio federale. Non vanno bene? Come si può pensare di rivederle (ancora) in corsa? Ne va della credibilità del campionato. Ma qualcosa va fatto per uscire da questa spirale. Galliani sta pensando al futuro: vuole dividere la curva sud del Milan in tre mini-settori, che avranno nomi diversi e saranno separati. Così gli urlatori sarebbero più facilmente identificabili. "Credo che sarà molto difficile risolvere questo problema alla radice, ma la soluzione di Galliani mi sembra la più intelligente", spiega l'avvocato Mario Stagliano, ex componente dell'Ufficio Indagini (quando c'era). "In questo caso si limiterebbe il danno e la ricattabilità dei club di calcio. La legge Mancino non si può applicare, non si possono dare i Daspo: i club in caso di curve chiuse potrebbero chiedere il risarcimento del danno o in caso di gara sospesa ci potrebbe essere l'interruzione di pubblico servizio. Ma come identificarli i tifosi che urlano? Non è come uno che fa invasione di campo. Ormai, le norme, almeno quelle sportive, ci sono e i club devono pensare di limitare i danni". Questo il pensiero dell'avvocato romano Lorenzo Contucci, difensore di molti ultrà: "Nessun Daspo, non esiste la pericolosità. Non è discriminazione territoriale, che si sono inventati solo in Italia: semmai è un insulto, qualcosa che esiste da 30 anni. E allora dire, 'romano bastardo' cos'è? Perché non viene punita? Non ne escono più, la Figc ha fatto una sciocchezza". Il Viminale è preoccupato di curve chiuse e tifosi a spasso per le città, alle tv non piacciono gli stadi senza spettatori. Un danno di immagine. Non è giusto però che paghi la gente perbene: in Italia tra l'altro è ancora più penalizzante perché in caso di curva chiusa, se sei abbonato, non puoi comprare in biglietto per un altro settore dello stadio essendo da noi i tagliandi nominativi. Perché la Lega di A non fa una denuncia contro ignoti? Tra l'altro, tanto ignoti non sono. E' la Lega che organizza il campionato: lo difenda da questi attacchi. Anche se, come detto, la polizia contro "Napoli colera" può fare poco. Più facile in altri casi. Perché quando ci sono le leggi, vanno applicate, anche se non piacciono. Esempio: un'ottantina di tifosi della Samp si sono presentati a Livorno e hanno tentato di andare allo stadio senza tessera del tifoso. Non si può. La norma (che secondo me andrebbe abolita) lo vieta. E così il questore di Livorno, Marcello Cardona, che è stato anche buon arbitro di Serie A, ha fatto scattare i Daspo. E' arrivato il momento, purtroppo, del pugno duro: altrimenti, il campionato rischia di essere inquinato se non peggio. I violenti vogliono chiudere le curve, e meglio ancora se l'arbitro dovesse sospendere la partita. Come finirà?
Spettatori in aumento (23.539 a partita). Ma...
Prime otto giornate di campionato: stagione 2011-'12, 22.279 spettatori-partita; stagione 2012-'13, 23.434; stagione 2013-14, 23.539. I nostro calcio tiene, cresce anche se non di molto. Un piccolo segnale confortante. Certo, i problemi ci sono: il caro-prezzi si fa sentire in tempi di crisi. Cairo ha raddoppiato le curve (da 20 a 40 euro) nel derby. Risultato? Grandi buchi in tribuna. Idem a Roma, 30 euro per la sfida col Napoli e Olimpico mezzo vuoto. Quando lo capiranno certi presidenti che in Italia c'è la crisi e vedere una partita di calcio costa meno in tv che allo stadio?
Processo del Lunedì: 178.000 spettatori
Il Processo del Lunedì, condotto da Enrico Varriale, ha fatto lo 0,67% di share, 178.000 spettatori. La trasmissione, che va in onda su Rai Sport 1, ha fatto anche punte oltre l'1,16% dalle ore 23,14, con 231.000 spettatori. La copertura netta, 1 milione 152.000.