Giovanni Malagò è allegro. "Percorso netto", esulta. La due giorni del Coe, comitato olimpico europeo, la visita dal Papa e da Letta, i colloqui con Bach, nuovo presidente del Cio, i complimenti al Coni di Hickey, riconfermato per la terza volta alla guida del Coe (con Lello Pagnozzi segretario generale). "Un segnale di grande credibilità" spiega Malagò. Ora non si viaggia più a fari spenti, la candidatura di Roma 2024 esce allo scoperto: Letta ha dato il suo pieno appoggio e Malagò tifa con tutte le sue forze perché sia ancora a capo del governo nel giugno del 2014 quando su Roma verranno sciolte le riserve. "Ora ascolteremo chi ha voce in capitolo, chi ha idee sulla progettualità", spiega Malagò: il progetto che Petrucci&Pagnozzi presentarono per Roma 2020, e che poi fu impallinato da Mario Monti e dal suo governo tecnico, verrà rivisto. Ci stanno lavorando. In segreto. Ma come sarà la situazione (politico-economica) italiana nell'estate del prossimo anno? Impossibile da prevedere, ma si spera migliore di quella attuale. Roma è una città, una capitale che vive il degrado: sporcizia, disordine, microcriminalità, congestione, eccetera. Rio che ospiterà l'edizione 2016 non è da meno. L'Olimpiade potrebbe riqualificare Roma: ma Malagò sa benissimo che bisogna muoversi coi piedi di piombo da qui in avanti. Nel Coe, ospite a Roma, ci sono 45-57 membri Cio, che nel 2017 voteranno. Bach è un amico dell'Italia. Carraro e Pescante possono fare lobby. Le premesse ci sono, così come le incertezze. Ma ci vuole attenzione, rispetto, garbo e fair play. Sinora Malagò si è mosso bene, gli va dato atto. C'è da convincere tutti (romani in testa) che i Giochi possono essere un'opportunità di sviluppo, di dare lavoro ai giovani. E bisogna stare attenti al fuoco amico: un minimo passo falso (vedi emendamento stadi) può portare a brutte conseguenze. A proposito: conosco bene chi del Coni ha lavorato a quel testo e sono sicuro che non c'è stata, mai, volontà di favorire il partito del cemento. E' solo stato scritto male il testo, in maniera politica non corretta. Rimedieranno? Non so, non è facile (il Pd ha tante anime...). Torniamo ai Giochi: se Roma si candida (oggi è più sì che no), quali sarebbero le rivali? Presto per dirlo. Parigi, si sussurra. Vero, ma è altrettanto vero che la Francia si è candidata nelle ultime cinque edizioni dei Giochi, fra estivi e invernali, e ha rimediato cinque schiaffoni. E allora? Forse si candida una città Usa (magari la stessa capitale, Washington Dc), forse Baku che nel 2015 ospita i primi Giochi Europei, 5.000 atleti ma con atletica e nuoto in tono minore. Ci saranno le rivali per Roma, forti, rispettabili, pericolose. Ma prima Roma dovrà fare i conti con se stessa.
Atletica, via libera agli "italiani equiparati". Giomi:"Scelta di civiltà"
Il consiglio federale della Fidal ha esteso ai senior quanto già previsto per le categorie giovanili (fino alle Promesse incluse): potranno partecipare a pieno titolo, conquistando anche la maglia di campione italiano assoluto, gli stranieri residenti nel nostro Paese che siano tesserati continuativamente con una società italiana dalla categoria allievi (16 e 17 anni); abbiano già maturato o stiano maturando i requisiti per l'acquisizione della cittadinanza italiana; abbiano espressamente manifestato la propria volontà di richiedere la cittadinanza alla maturazione dei requisiti necessari. Gli atleti che soddisfano queste precondizioni, acquisiscono la condizione di "Italiani equiparati", e la conservano fino all'ottenimento della cittadinanza italiana. Complimenti alla Federsaletica che dopo hockey su prato, cricket e pugilato intraprende la strada dello ius soli, argomento sul quale i politici sanno solo litigare. "E' una scelta di civiltà, oltre che coerente con il percorso dell'atletica - le parole del presidente federale Alfio Giomi - visto che nel nostro sport, gli stranieri residenti sono ammessi da anni ai campionati individuali giovanili. Dal prossimo anno, soddisfatte le condizioni, lo saranno anche nei campionati assoluti". Un segnale arriva anche dal ct Cesare Prandelli. "La Federazione ci sta pensando e anche il Coni. Se Malagò dà degli indirizzi in questo senso, siamo felici perché questa è la strada che dobbiamo percorrere. Tra l'altro siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi che hanno già preso questa decisione".
Atletica, via libera agli "italiani equiparati". Giomi:"Scelta di civiltà"
Il consiglio federale della Fidal ha esteso ai senior quanto già previsto per le categorie giovanili (fino alle Promesse incluse): potranno partecipare a pieno titolo, conquistando anche la maglia di campione italiano assoluto, gli stranieri residenti nel nostro Paese che siano tesserati continuativamente con una società italiana dalla categoria allievi (16 e 17 anni); abbiano già maturato o stiano maturando i requisiti per l'acquisizione della cittadinanza italiana; abbiano espressamente manifestato la propria volontà di richiedere la cittadinanza alla maturazione dei requisiti necessari. Gli atleti che soddisfano queste precondizioni, acquisiscono la condizione di "Italiani equiparati", e la conservano fino all'ottenimento della cittadinanza italiana. Complimenti alla Federsaletica che dopo hockey su prato, cricket e pugilato intraprende la strada dello ius soli, argomento sul quale i politici sanno solo litigare. "E' una scelta di civiltà, oltre che coerente con il percorso dell'atletica - le parole del presidente federale Alfio Giomi - visto che nel nostro sport, gli stranieri residenti sono ammessi da anni ai campionati individuali giovanili. Dal prossimo anno, soddisfatte le condizioni, lo saranno anche nei campionati assoluti". Un segnale arriva anche dal ct Cesare Prandelli. "La Federazione ci sta pensando e anche il Coni. Se Malagò dà degli indirizzi in questo senso, siamo felici perché questa è la strada che dobbiamo percorrere. Tra l'altro siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi che hanno già preso questa decisione".