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Nuovo emendamento stadi
Malagò:"Confido in Letta"

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Due correzioni del ministro dello sport Delrio e due del ministro dell'ambiente Orlando: l'emendamento-stadi, presentato nei giorni scorsi dal governo e che ha suscitato così tante polemiche, adesso ha buone (forse ottime) possibilità di passare già martedì nel pacchetto della legge di stabilità. Niente possibilità quindi di costruire nuclei abitativi anche "non contigui" ai nuovi impianti sportivi (anche se questa possibilità è già prevista adesso) e nuove disposizioni per quanto riguarda l'utilizzazione dei terreni: ma resta la possibilità di compensazione per chi costruisce uno stadio, altrimenti quale imprenditore si butterebbe mai nell'avventura? Via libera quindi a supermercati, palestre, centri commerciali, eccetera. E appartamenti? Dipende da eventuali accordi fra comuni e club di calcio. Ma nessuna via libera alla cementificazioni del territorio, cosa che si temeva nei giorni scorsi. Insomma, modi…
Due correzioni del ministro dello sport Delrio e due del ministro dell'ambiente Orlando: l'emendamento-stadi, presentato nei giorni scorsi dal governo e che ha suscitato così tante polemiche, adesso ha buone (forse ottime) possibilità di passare già martedì nel pacchetto della legge di stabilità. Niente possibilità quindi di costruire nuclei abitativi anche "non contigui" ai nuovi impianti sportivi (anche se questa possibilità è già prevista adesso) e nuove disposizioni per quanto riguarda l'utilizzazione dei terreni: ma resta la possibilità di compensazione per chi costruisce uno stadio, altrimenti quale imprenditore si butterebbe mai nell'avventura? Via libera quindi a supermercati, palestre, centri commerciali, eccetera. E appartamenti? Dipende da eventuali accordi fra comuni e club di calcio. Ma nessuna via libera alla cementificazioni del territorio, cosa che si temeva nei giorni scorsi. Insomma, modifiche politiche, formali più che di sostanza. Il primo testo è sfuggito di mano un po' a tutti, anche al governo (Letta, Alfano, Lupi, Delrio, eccetera) che l'aveva presentato. Ora si dovrebbe avere il via libera, passando poi all'esame della Camera (dove potrebbero essere apportate altre correzioni). Ma Letta ci crede, va avanti. E anche Giovanni Malagò lo spera.

"Sono ottimista, mi sto prodigando, confido in Letta. Questa legge è una delle poche possibilità per far ripartire il paese creando posti di lavoro. Sarebbe da pazzi non sfruttare questa occasione". Così ha detto il presidente del Coni in un'intervista su Sport Uno (canale 60 del digitale terrestre) in onda da domani.

Gli è stato anche chiesto se il varo della legge sinora non sia stato frenato da qualche presidente che con la scusa del calcio voleva speculare. Malagò ha risposto così: "Quando le cose non si riescono a fare è perché c'è sempre qualcuno che esagera da una parte e dall'altra. Il Coni non ha poteri, può solo mediare tra le due anime, quella integralista e quella speculativa, tenendo conto di rispetti e vincoli di tutto il contesto e soprattutto la sostenibilità economica delle opere. Perché è una legge per tutto lo sport italiano, non solo per il calcio. I nuovi stadi non bastano per colmare il gap con Inghilterra, Germania e Spagna. Ma bisogna ripartire da qualcosa".