Spycalcio

I piani segreti di Sky
fra Fox Sports 2, Cielo e c.

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Un buon 2013 per Sky: il calo di abbonati, sensibile negli anni scorsi, si è fermato e la pubblicità sta andando bene. La forza della pay tv di Rupert Murdoch è quella di muoversi a tutto campo, nella ricerca di alleanze e di prodotti nuovi da offrire ai suoi clienti. La novità di questo fine 2013 sarà, come abbiamo anticipato, Fox Sports 2 (vedi Spy Calcio del 18 dicembre) che farà il suo esordio in questo weekend. Ci sono tantissimi italiani, soprattutto giovani, appassionati agli sport made in Usa: a Fox Sports 2 potranno trovare quindi l'Nba, la Nfl, ma anche il grande basket universitario e quello europeo dell'Eurolega mentre ci sarà spazio pure alle partite di calcio quando saranno in contemporanea. Intanto, prende corpo sempre più la sinergia fra Sky e Cielo: la tv in chiaro che è ferma intorno all'1 per cento di share trasmetterà (ed è una novità per una tv non pubblica) 100 ore dei Giochi di Sochi (altre 560 ore andranno sulla pay tv) e anche quella parte dei Gp del Motomondiale che Sky, dalla prossima stagione, non darà a pagamento. Non è un momento felice per le moto: è chiaro che il declino di Valentino Rossi, non più fra i protagonisti assoluti, ha fatto calare gli ultimi sconti. Ma Sky, che ha preso l'esclusiva dal 2014 delle moto, ci crede. In prospettiva. Così come crede nella Formula 1, un investimento ingente che non aveva convinto tutti: la Ferrari non ha certo dato un grosso contributo agli ascolti, ma c'è da dire che gli spettatori unici (sommando quelli di Sky con quelli della Rai che non aveva la diretta di tutti i Gp) sono stati gli stessi dell'anno precedente. E lo sforzo economico di Sky è stato ripagato dagli ottimi contratti pubblicitari. Sul fronte del calcio, gli ascolti del campionato tengono (ormai molti tifosi privilegiano la tv), mentre rischia di essere un danno l'eliminazione dalla Champions di Juventus e Napoli. L'emittente di Murdoch è fortemente impegnata anche sul fronte del tennis: sta per riprendere alcuni Masters (come Flashing Meadow), ha Wimbledon, gli Australian Open e gli Internazionali di Roma (le gare maschili), mentre Roland Garros va sulla Rai e gli Open Usa su Eurosport. Discorso diverso per le Olimpiadi di Rio 2016: Sky ha fatto un ottimo lavoro, anche con l'apprezzatissimo "mosaico", con Londra 2012. Ma la verità è che i Giochi non portano (nuovi) abbonati alla pay tv: il core business resta il calcio e lì un'emittente commerciale deve concentrarsi.

Malagò ha scelto la sua "squadra". Vincente
Una vera "squadra", che si divide fra Coni e Circolo Aniene: che lavora sodo, dal mattino sino a (tarda) sera. Giovanni Malagò, a sorpresa (ma non per lui...), è diventato presidente del Coni il 19 febbraio scorso. Si è guardato intorno, ha studiato: ha capito che su certe questioni, che poco lo convincevano (e poco lo convincono), non poteva metterci mano. Almeno per ora. Ma è andato avanti lo stesso come un panzer, dando un'impronta nuova al Coni (e guai chi sgarra, certi privilegi del passato appartengono al passato...) e la riforma della giustizia sportiva è stata la sua (maldigerita da qualcuno) autentica rivoluzione. Malagò si è circondato di una "squadra" che gli dà piena fiducia: il segretario generale Roberto Fabbricini, che è tornato al Coni (era in pensione). La nomina di  Carlo Mornati come vicesegretario, un ex atleta che sta crescendo. La scelta dell'avvocato Francesco Soro come coordinatore attività di presidenza. La conferma di Danilo Di Tommaso, storico conoscitore del Palazzo (e dei giornalisti) all'ufficio stampa e relazioni esterne. E poi, ecco una nuova Coni Servizi: Franco Chimenti il presidente, Alberto Miglietta l'ad e Michele Uva il direttore generale (l'emendamento stadi del governo non porta il suo nome, ma quasi...). In più, Malagò ha la capacità di ascoltare: non è un accentratore, anche se poi certe decisioni le prende lui. Nelle lunghe serate all'Aniene, fra atleti di livello mondiale, è nata la riforma delle giustizia sportiva: i consigli degli avvocati Soro, Tobia e Conte, l'esperienza e la saggezza di un magistrato di lunghissimo corso come De Lise. Il primo anno di Malagò è stato più che positivo: coraggio, comunque, siamo solo all'inizio...