La Corte di giustizia federale della Figc ha riaperto le curve di Inter e Roma e soprattutto ha riaperto un dibattito sul funzionamento della giustizia (?) sportiva nel calcio. Decisi nuovamente "supplementari accertamenti istruttori" perché i cori razzisti erano avvenuti in trasferta (e l'identificazione dei "coristi" non è facile): degli 007 di Stefano Palazzi, ex superprocuratore in odore di declassamento, non si fida ormai più nessuno. Nemmeno lo stesso Palazzi... Era già successo in ottobre, quando il giudice chiuse San Siro per la gara Milan-Udinese (cori razzisti dei tifosi rossoneri a Torino). Il motivo? Non era ben chiaro quello che avevano sentito i due ispettori della Procura federale, appostati a due metri (due metri...) dai tifosi rossoneri allo Juventus Stadium e sconfessati brutalmente (ma vale la pena per un rimborso-spese di 40 euro giornalieri?). La chiusura di San Siro, visto il potere che aveva (e ha ancora) Galliani, portò la Figc addirittura ad una riscrizione della norme, votate da tutti il 5 agosto scorso in consiglio federale. Riscrizione in corsa, in ottobre: una cosa che non andrebbe mai fatta. Nel frattempo, la Corte in settanta giorni non è stata in grado di concludere nulla, mai si è saputo che fine hanno fatto questi "supplementari accertamenti istruttori". E' un'autentica vergogna. E poi ci si stupisce se Malagò chiama i carabinieri...
Caro Abete, è giusto che lei si ribelli di fronte alla riforma di giustizia sportiva, voluta appunto da Malagò, e che di fatto "commissaria " (come ha sintetizzato bene il presidente Angelo Binaghi) gli organi di giustizia delle varie Federazione, tanto che (pensiero di Abete e Petrucci) i superprocuratori come Palazzi diventano (diventeranno dal 1 luglio 2014) di fatto sostituti procuratori e non conteranno più nulla. Ma la giustizia della Figc così non funziona. E' una farsa. Malagò avrà anche esagerato in certe norme, e ora, persona intelligente come è, provvederà a correggere e limare il regolamento con il contributo dell'avvocato Soro, suo ascoltato capo di gabinetto. Ma bisogna che la Figc faccia la sua parte. Non è accettabile che ci vogliano mesi per un deferimento per dichiarazioni ? E' successo un sacco di volte. Non è accettabile che di certe indagni non si sappia più nulla? Palazzi è una persona per bene, ma ha alle spalle una struttura debole (che la Figc non ha mai voluto rinforzare: perché?) e soprattutto non si fida dei suoi. A volte è velocissimo: vedi Calciopoli, dove (ma non solo per colpa sua) si è lasciato per strada un sacco di situazioni, club e dirigenti, e questo ha portato ad una giustizia molto parziale che ha colpito solo da una parte. A volte, invece, è lentissimo: nel caso Nocerina (10 novembre) come mai è stato sentito l'arbitro oltre un mese dopo la partita e non il giorno dopo? Come mai sono stati di nuovo interrogati calciatori che erano stati già sentiti a caldo? Che fine ha fatto il rapporto riservato di un sostituto procuratore sul comportamento di alcuni dirigenti della Nocerina? Era firmato da un avvocato (di cui tacciamo il nome): Palazzi si fida o non si fida di lui? Gli interrogatori si sono conclusi, ormai: quando sapremo che ha deciso l'ex superprocuratore? Quando ci saranno gli (eventuali) processi? Così si falsano i campionati.
La giustizia (sportiva) deve essere rapida e trasparente: la procura federale, che ha compiti inquirenti e requirenti (e questo è un errore non certo imputabile a Palazzi), deve essere rinforzata, negli uomini e nei mezzi. Sul fronte calcioscommesse ci sono state sentenze sconcertanti, ma qui, in verità, buona parte della colpa ce l'ha lo "scontificio" del Tnas, che per fortuna andrà a scomparire e speriamo che nel frattempo non faccia altri danni. Per quanto riguarda la questione della discriminazione territoriale e dei cori razzisti, sino a poco tempo fa un (alto) dirigente Figc ci garantiva che le norme non sarebbero state cambiate a fine stagione: sarà così anche dopo l'ultima sentenza? Indubbiamente, quando i cori sono in trasferta è un problema identificare i (tanti o pochi) idioti di turno. La polizia, su questo fronte, non dà alcun aiuto ai club: d'accordo che esiste la legge Mancino, che punisce (punirebbe) tutti gli atti razzisti ma è di complicata applicazione. Mentre sui cori territoriali non è previsto Daspo, non è un reato penale: è solo un coro becero che alla polizia non interessa e che qualcuno ora vorrebbe togliere dalle sanzioni della Figc (sanzioni pesanti, se venissero applicate). Ora i club tenteranno di "segmentare" le curve (Galliani e Andrea Agnelli sono in prima fila su questo fronte), in modo da poter identificare più facilmente i razzisti di turno nelle gare casalinghe. L'idea di isolarli, è buona, e così non si andrebbe a colpire una intera curva dove ci sono anche migliaia di persone perbene che hanno fatto l'abbonamento e vorrebbero vedersi la partita in pace. Ma non è facilissimo anche qui identificarli: è stato il settore blu o quello verde a fare i cori contro-Napoli? Il problema è serio, complesso. Va analizzato e risolto una volta per tutte. Così, è una farsa.
Caro Abete, è giusto che lei si ribelli di fronte alla riforma di giustizia sportiva, voluta appunto da Malagò, e che di fatto "commissaria " (come ha sintetizzato bene il presidente Angelo Binaghi) gli organi di giustizia delle varie Federazione, tanto che (pensiero di Abete e Petrucci) i superprocuratori come Palazzi diventano (diventeranno dal 1 luglio 2014) di fatto sostituti procuratori e non conteranno più nulla. Ma la giustizia della Figc così non funziona. E' una farsa. Malagò avrà anche esagerato in certe norme, e ora, persona intelligente come è, provvederà a correggere e limare il regolamento con il contributo dell'avvocato Soro, suo ascoltato capo di gabinetto. Ma bisogna che la Figc faccia la sua parte. Non è accettabile che ci vogliano mesi per un deferimento per dichiarazioni ? E' successo un sacco di volte. Non è accettabile che di certe indagni non si sappia più nulla? Palazzi è una persona per bene, ma ha alle spalle una struttura debole (che la Figc non ha mai voluto rinforzare: perché?) e soprattutto non si fida dei suoi. A volte è velocissimo: vedi Calciopoli, dove (ma non solo per colpa sua) si è lasciato per strada un sacco di situazioni, club e dirigenti, e questo ha portato ad una giustizia molto parziale che ha colpito solo da una parte. A volte, invece, è lentissimo: nel caso Nocerina (10 novembre) come mai è stato sentito l'arbitro oltre un mese dopo la partita e non il giorno dopo? Come mai sono stati di nuovo interrogati calciatori che erano stati già sentiti a caldo? Che fine ha fatto il rapporto riservato di un sostituto procuratore sul comportamento di alcuni dirigenti della Nocerina? Era firmato da un avvocato (di cui tacciamo il nome): Palazzi si fida o non si fida di lui? Gli interrogatori si sono conclusi, ormai: quando sapremo che ha deciso l'ex superprocuratore? Quando ci saranno gli (eventuali) processi? Così si falsano i campionati.
La giustizia (sportiva) deve essere rapida e trasparente: la procura federale, che ha compiti inquirenti e requirenti (e questo è un errore non certo imputabile a Palazzi), deve essere rinforzata, negli uomini e nei mezzi. Sul fronte calcioscommesse ci sono state sentenze sconcertanti, ma qui, in verità, buona parte della colpa ce l'ha lo "scontificio" del Tnas, che per fortuna andrà a scomparire e speriamo che nel frattempo non faccia altri danni. Per quanto riguarda la questione della discriminazione territoriale e dei cori razzisti, sino a poco tempo fa un (alto) dirigente Figc ci garantiva che le norme non sarebbero state cambiate a fine stagione: sarà così anche dopo l'ultima sentenza? Indubbiamente, quando i cori sono in trasferta è un problema identificare i (tanti o pochi) idioti di turno. La polizia, su questo fronte, non dà alcun aiuto ai club: d'accordo che esiste la legge Mancino, che punisce (punirebbe) tutti gli atti razzisti ma è di complicata applicazione. Mentre sui cori territoriali non è previsto Daspo, non è un reato penale: è solo un coro becero che alla polizia non interessa e che qualcuno ora vorrebbe togliere dalle sanzioni della Figc (sanzioni pesanti, se venissero applicate). Ora i club tenteranno di "segmentare" le curve (Galliani e Andrea Agnelli sono in prima fila su questo fronte), in modo da poter identificare più facilmente i razzisti di turno nelle gare casalinghe. L'idea di isolarli, è buona, e così non si andrebbe a colpire una intera curva dove ci sono anche migliaia di persone perbene che hanno fatto l'abbonamento e vorrebbero vedersi la partita in pace. Ma non è facilissimo anche qui identificarli: è stato il settore blu o quello verde a fare i cori contro-Napoli? Il problema è serio, complesso. Va analizzato e risolto una volta per tutte. Così, è una farsa.