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Cori razzisti, adesso
cosa succederà?

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Domenica riprende il campionato di serie A: cosa succederà con i cori razzisti e di discriminazione territoriale? L'ideale sarebbe che chi li fa, smettesse: ma temo sia poco probabile, gli idioti in servizio permanente sono "orgogliosi" della loro stupidità, e sono più forti di qualsiasi appello o norma. Le regole ci sarebbero, la Figc le ha varate e anche modificate (poi a fine stagione le ricambia...): ma si è scoperto che sono di complicata applicazione, soprattutto quando i cori vengono fatti in occasione delle trasferte. Non è semplice identificare i tifosi e chiudere quindi le curve di riferimento. Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, stufo di essere sconfessato dalla Corte di giustizia, adesso passa la... palla alla procura federale, se la sbrigassero loro e gli facessero sapere se i buu razzisti dei tifosi dell'Inter (ultimo caso) in occasione del derby meritano o no la chiusura della curva. Bisogna vedere "l'effettiva dimensione e percettibilità": necessario quindi un supplemento di indagini che chissà quando finirà. Si andrà avanti così tutta la stagione?

Con la riforma della giustizia sportiva, che ora dovrà essere riveduta e corretta entro giugno, Giovanni Malagò ha voluto dare un segnale forte soprattutto al mondo del calcio. Giancarlo Abete ha le sue ragioni quando invoca l'autonomia della Figc, e teme soprattutto che l'Uefa possa avere da ridire se ci sarà un codice di giustizia unico per tutte le Federazioni. Ma è normale che dopo 80 giorni la Corte di giustizia della Figc non ha ancora stabilito se era giusto o no chiudere San Siro (fronte Milan) per i cori contro Napoli? Se ci si deve fidare degli 007 di Palazzi? Situazione vergognosa. Non si ha il coraggio di prendere una decisione.