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Una gara il sabato alle 16
si apre una nuova "finestra"

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Calcio in tv, tutti i giorni, a tutte le ore. Con il nuovo contratto (dal 2015) si dovrebbe aprire una nuova "finestra", una gara il sabato alle 16 (o alle 17) per venire incontro al mercato orientale, quello che paga di più, e ovviamente alle esigenze delle tv. Nell'ultimo turno di campionato si sono giocate due partite al sabato (ore 18 e 20,45), sei la domenica (una alle 12,30, quattro alle 15 e una alle 20,45) e due oggi, lunedì (ore 19 e 21). A volte, quando c'è la Champions, si anticipa anche al venerdì. Ma ora, ecco la gara il sabato alle 16: vero che potrà portare più soldi dai diritti esteri (ma bisognerà mettere una partita di cartello), ma potrebbe penalizzare i tifosi che il sabato pomeriggio lavorano (i commercianti, ad esempio). Una volta si giocava alla domenica, tutte le partite alle 14,30: ma non c'era la tv, era un altro calcio. Ora c'è questo maxi-spezzatino che a qualcuno piace poco, è vero, m…
Calcio in tv, tutti i giorni, a tutte le ore. Con il nuovo contratto (dal 2015) si dovrebbe aprire una nuova "finestra", una gara il sabato alle 16 (o alle 17) per venire incontro al mercato orientale, quello che paga di più, e ovviamente alle esigenze delle tv. Nell'ultimo turno di campionato si sono giocate due partite al sabato (ore 18 e 20,45), sei la domenica (una alle 12,30, quattro alle 15 e una alle 20,45) e due oggi, lunedì (ore 19 e 21). A volte, quando c'è la Champions, si anticipa anche al venerdì. Ma ora, ecco la gara il sabato alle 16: vero che potrà portare più soldi dai diritti esteri (ma bisognerà mettere una partita di cartello), ma potrebbe penalizzare i tifosi che il sabato pomeriggio lavorano (i commercianti, ad esempio). Una volta si giocava alla domenica, tutte le partite alle 14,30: ma non c'era la tv, era un altro calcio. Ora c'è questo maxi-spezzatino che a qualcuno piace poco, è vero, ma che porta nelle casse dei presidenti un sacco di soldi, 5,9 miliardi di euro come minimo garantito dal 2015 e al 2021. I tifosi non hanno alternative: dovranno rassegnarsi. D'altronde, quei soldi servono anche a fare mercato, a non rischiare di finire nella provincia dell'Europa che conta (ci siamo vicini, ormai). I club, molti club, sono in affanno (come il Paese). Ci si stupisce poi se Thohir non farà grossi investimenti a gennaio: ma ci vogliamo rendere conto di come ha trovato la situazione economica-finanziaria dell'Inter? La Lega di A la sua parte la sta facendo: non è colpa di Beretta e di Brunelli se il Cagliari gioca al San'Elia davanti a solo 5.000 spettatori. Anzi, loro hanno riportato la squadra i Sardegna, dopo un penoso peregrinare (Trieste, Parma). Ora il problema va risolto fra Cagliari e Comune. Non è colpa di Beretta e Brunelli se molti stadi restano (mezzi) vuoti, ma gli spettatori complessivi rispetto agli ultimi anni aumentano, anche se di poco. Non è colpa di Beretta e Brunelli se la nuova legge sugli impianti non favorisce chi vuole costruire un nuovo stadio (manca la compensazione, che altrove esiste, basta pensare all'Arsenal). La Lega di A adesso migliorerà i terreni di gioco e l'illuminazione. Ideale, come detto (vedi Spy Calcio del 6 gennaio), sarebbe scendere a 18 squadre, anche per aumentare il livello di interesse. Beretta ha lanciato il sasso: se ne può parlare, ha detto, ma ci vuole una sola retrocessione diretta (e la seconda tramite spareggio). Ma i club medio-piccoli sono d'accordo? Non c'è un progetto per ora. Non è all'ordine del giorno. Il Livorno ha preso 20 milioni di diritti tv e ora non ha i soldi (servono 3 milioni) per pagare gli stipendi a febbraio. Dove sono finiti?

Quando il migliore in campo è l'arbitro...
Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, ha elogiato gli arbitri dopo il girone d'andata: vero, ci sono stati errori (2-3 anche gravi) ma ci sono state anche prestazioni esaltanti come quella di Rizzoli in Juve-Roma, un arbitro migliore in campo (insieme con Tevez). Diminuiscono le espulsioni dei tecnici e dei calciatori, buon segno, "ma le ammonizioni sono state 980, troppe" ha detto Nicchi a Stadio Sprint. Avvisando le società: inutile che (come un tempo) preparino dossier o roba del genere, lui non ne terrà assoltamente conto. Nicchi ha confermato anche che Stefano Braschi a fine stagione lascia la carica di designatore, dopo quattro anni di lavoro importante: al suo posto Rosetti o Farina.

Rugby, il Sei Nazioni in chiaro su Dmax
Il Sei Nazioni di rugby torna in chiaro: da quest'anno infatti tutte le partite del prestigioso torneo saranno trasmesse da Dmax (canale 52 del digitale terrestre). Gli azzurri affronteranno Galles, Francia, Scozia, Irlanda e Inghilterra. La Rai, La7 e Sky hanno rinunciato ad acquisire i diritti, considerati troppo cari, che così sono finiti a Dmax. I tifosi del rugby dovranno abituarsi al canale 52. Intanto hanno già prenotato 60.000 biglietti per Italia-Scozia, il 22 febbraio all'Olimpico.

Per Novantesimo e la Ds oltre 2 milioni di spettatori
Le storiche trasmissioni Rai battono anche il calcio-spezzatino. Stadio Sprint, conduttore Enrico Varriale, ha fatto il 7,98% di share, 1.407.000 spettatori. Novantesimo Minuto, condotto da Franco Lauro, ha superato quota 10 per cento, che è l'eccellenza e che per Rai 21 non è mai facile: 11, 91%, 2.344.000. Infine la Domenica Sportiva: la storica trasmissione, condotta da Paola Ferrari, è andata benissimo, 12,98%, 2.020.000 spettatori.