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"Il financial fair play?
Non è una stangata..."

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Umberto Lago, professore associato di economia e gestione delle imprese presso Università di Bologna, è l'unico membro italiano che fa parte del panel di controllo sui bilanci dei club calcistici (Club financial control panel) voluto dall'Uefa. Il massimo esperto, quindi, del Financial fair play voluto da Michel Platini. In primavera sono previste le prime sanzioni ai club, che possono arrivare nei casi estremi sino all'esclusione dalle Coppe europee: com'è la situazione del calcio europeo?

"Devo dire che si stanno vedendo risultati positivi: i dati aggregati dei bilanci dei club europei, per la prima volta nel 2012 hanno iniziato un'importante inversione di tendenza. Le perdite nette, che erano in crescita dal 2007, sono diminuite del 30 per cento: ora sono intorno ad un miliardo e 100 milioni. L'obiettivo di Platini, che condivido in pieno, è quello di dare maggiore stabilità al sistema calcio. Lo scopo non è quello di sanzionare i club ma di aiutarli a migliorare la loro situazione. Entro maggio verranno tirate le somme: verrà studiato con attenzione caso per caso, per capire in certe situazioni da cosa sono dovute le perdite".

Insomma, nessuna stangata?
"Non è certo questo lo spirito di Platini. Io credo nella filosofia del financial fair play. Che, ripeto, sta già portando i primi benefici".

I club italiani rispetto ad altri si trovano in maggiore difficoltà perché, tranne rare eccezioni, non hanno stadi di proprietà e sono danneggiati dal mercato delle magliette taroccate...
"L'ho detto e lo ripeto, mi sembra ormai quasi un discorso da bar: non capisco perché lo Stato italiano non si impegni nel varare delle leggi per la costruzione degli stadi e per la protezione dei marchi".

La nuova legge sugli impianti sportivi è stata criticata dalla Lega di serie A ("non serve per i grossi stadi"), mentre il disegno di legge sui marchi presentato dal deputato (Pd) Fossati finito chissà in quale cassetto...

Vola il Processo del Lunedì, 400.000 spettatori
Molto bene il Processo del Lunedì, condotto da Enrico Varriale da Milano, in occasione del Gala del calcio: dalle 21,20 alle 23,28 ha fatto l'1,51% di share, con 400.000 spettatori. Molto soddisfatti Varriale, e il direttore di Rai Sport, Mauro Mazza, che ha voluto quest'anno il Processo.

E Malagò vuole rilanciare la Scuola dello Sport
Tutti al salone d'onore del Coni, prima della partenza per Sochi: Giovanni Malagò vuole rilanciare la Scuola dello Sport, affidata alla direzioni di Rossana Ciuffetti, ex responsabile della preparazione olimpica. Malagò ha ricordato: "La Scuola dello sport nel dopoguerra era una nostra eccellenza, ma nelle ultime decadi aveva perso molto del suo appeal. Ora una nuova fase". Il n.1 del Coni cercherà nuove sponsorizzazioni, "anche perché i costi sono alti", e cercherà "di razionalizzare la macchina". Antonio Urso, coordinatore della Scuola dello Sport, ha ricordato inoltre come "siamo stringendo un importante accordo con il rettore dell'Università del Foro Italico, Fabio Pigozzi: si tratta di due progetti, uno riservato agli atleti di altissimo livello mentre l'altro sarà un corso di laurea specialistica per i direttori tecnici delle squadre nazionali". La Ciuffetti infine ha spiegato il programma del 2014, "che registra un ampliamento del 30 per cento dell'offerta formativa".