Non c'è niente da fare, la battaglia contro il calcio-spezzatino è persa. Le pay tv, che tengono in piedi il Circo del pallone, vogliono partite tutti i giorni, a tutte le ore. E, fra anticipi e posticipi, adesso si gioca sempre. La giornata di campionato, a volte, inizia il venerdì per concludersi il lunedì. E aumentano le finestre: la Lega di Serie A ha previsto infatti che si giochi anche la domenica alle 18,30 (oltre alle 12,30, alle 15 e alle 20,45). Già programmate alcune partite: 23 febbraio 18,30 Juventus-Torino, poi 2 marzo Livorno-Napoli, 16 marzo Cagliari-Lazio. E nel nuovo contratto tv (dal 2015) ci sarà probabilmente anche una gara il sabato alle 15 (o 16) che fa comodo alle tv, anche per i diritti esteri, ma che penalizza chi al sabato pomeriggio lavora (vedi, ad esempio, i commercianti). Ma, come detto, è una battaglia persa. A presidenti fa comodo così, perché senza i soldi delle tv sarebbero in crisi. E i tifosi dovranno rassegnarsi. Un problema anche per la Rai, e per le sue trasmissioni della domenica, soprattutto quelle pomeridiane (Stadio Sprint e Novantesimo Minuto). Antonio Marano, leghista della prima ora, vicedirettore della Rai con molte deleghe (fra cui i diritti tv) ha rilasciato un'intervista a la Gazzetta che non è piaciuta solo a Malagò, che gli ha replicato in maniera piccata, ma nemmeno ai giornalisti di Rai Sport. Marano si è dimenticato, fra l'atro, di dire che Novantesimo e la Domenica Sportiva, superando quasi sempre il 10 per cento di ascolto, sono il fiore all'occhiello di una Rete, Rai 2, che è in piena crisi. Non solo: Novantesimo e la Ds hanno ringiovanito il target medio della Rai che è di 57-58 anni. Le due trasmissioni, affidate a Franco Lauro e Paola Ferrari, hanno un target intorno ai 50 anni, e sono molto ambite anche dal punto di vista pubblicitario. Ma questo, Marano non l'ha detto. La sua intervista ha suscitato le ire dell'Esecutivo Usigrai e del cdr di Rai Sport. Ecco il loro comunicato congiunto: "Come stanno realmente le cose? Come le racconta il vice direttore generale della Rai, Antonio Marano, o come le racconta il presidente del Coni, Giovanni Malagò? Crediamo sia urgente fare chiarezza, perché dal botta e risposta sulle pagine della Gazzetta dello Sport, emerge l'immagine di una Rai priva di una credibile politica di palinsesto ed editoriale sullo sport. E questo l'Usigrai lo denuncia da tempo. Ma del resto, il vice direttore generale Marano invece di fare autocritica per questa e altre gravi lacune e inciampi, preferisce scaricarne le responsabilità su presunti "privilegi" dei giornalisti. Ma di quali privilegi parla?
Ricordiamo a Marano che è un alto dirigente aziendale e quindi prima di criticare i suoi dipendenti sui giornali, delegittimandone la professionalità, farebbe bene a confrontarsi nei luoghi opportuni. Noi siamo pronti a farlo: così si chiarirà se il problema dello Sport in Rai sono i presunti privilegi dei giornalisti o le scelte editoriali e di palinsesto". L'intervista, credo, non ha giovato nemmeno al direttore di Rai Sport, Mauro Mazza, che ha iniziato un piano di rilancio per il canale tematico (Rai Sport 1 e 2), pur in un momento difficile. Ora vedremo se Marano sarà in grado di riportare in Rai i diritti della Champions... Per ora, intanto, si è scusato con Malagò il dg Gubitosi.
Moviola in campo? Attenti a Blatter...
Il 1 marzo l'Ifab, custode delle regole del calcio, parlerà di "moviola a bordocampo". E' la prima volta che succede, l'International Board non aveva mai voluto discutere di questo argomento. Nel 2006, Sepp Blatter disse:"Se ne può parlare fra 50 anni". Ma si sa che lui cambia idea in fretta, soprattutto quando deve difendere la sua poltrona. Il prossimo anno ci sono le elezioni Fifa: Blatter, classe '36, si ricandida per la quinta volta (è in carica dal 1998!) oppure mette un suo uomo di fiducia. Il pericolo per lui è Michel Platini: non è affatto escluso quindi che il dittatore svizzero studi qualche mossa a sorpresa. Ultimamente ha parlato di espulsione a tempo, in caso di simulazione. Ha introdotto la tecnologia per i gol-fantasma, chissà che non si convinca ad aprire anche alla moviola in campo (che Platini non vuole assolutamente) in cambio dei soldi delle tv. Attenti a Blatter...
Ricordiamo a Marano che è un alto dirigente aziendale e quindi prima di criticare i suoi dipendenti sui giornali, delegittimandone la professionalità, farebbe bene a confrontarsi nei luoghi opportuni. Noi siamo pronti a farlo: così si chiarirà se il problema dello Sport in Rai sono i presunti privilegi dei giornalisti o le scelte editoriali e di palinsesto". L'intervista, credo, non ha giovato nemmeno al direttore di Rai Sport, Mauro Mazza, che ha iniziato un piano di rilancio per il canale tematico (Rai Sport 1 e 2), pur in un momento difficile. Ora vedremo se Marano sarà in grado di riportare in Rai i diritti della Champions... Per ora, intanto, si è scusato con Malagò il dg Gubitosi.
Moviola in campo? Attenti a Blatter...
Il 1 marzo l'Ifab, custode delle regole del calcio, parlerà di "moviola a bordocampo". E' la prima volta che succede, l'International Board non aveva mai voluto discutere di questo argomento. Nel 2006, Sepp Blatter disse:"Se ne può parlare fra 50 anni". Ma si sa che lui cambia idea in fretta, soprattutto quando deve difendere la sua poltrona. Il prossimo anno ci sono le elezioni Fifa: Blatter, classe '36, si ricandida per la quinta volta (è in carica dal 1998!) oppure mette un suo uomo di fiducia. Il pericolo per lui è Michel Platini: non è affatto escluso quindi che il dittatore svizzero studi qualche mossa a sorpresa. Ultimamente ha parlato di espulsione a tempo, in caso di simulazione. Ha introdotto la tecnologia per i gol-fantasma, chissà che non si convinca ad aprire anche alla moviola in campo (che Platini non vuole assolutamente) in cambio dei soldi delle tv. Attenti a Blatter...