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La Fifa boccia la moviola
"Solo per il gol-fantasma"

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Il solito Blatter. Non finisce mai di stupire. Prima fa mettere all'ordine del giorno dell'International Board, alla sua 128a riunione, il tema della moviola in campo poi la fa bocciare. La tecnologia nel calcio si usa quindi solo per il gol fantasma. Così è stato deciso oggi a Zurigo. Jerome Valcke, segretario generale della Fifa, ribadisce il 'nò alla moviola in campo. ''L'Ifab ha autorizzato l'uso della "Goal Line Technology". Non ci sarà autorizzazione per altri usi di video nel nostro sport. Il mondo cambierà un giorno? Il video verrà ammesso nel nostro sport? Si può sempre discutere, ma al momento il video si usa solo per le situazionì di gol fantasma", spiega dice Valcke. Se ne parlerà più avanti, ma chissà quando. La mossa di Blatter è sembrata soprattutto elettorale: il prossimo anno si vota per la Fifa e al suo rivale, Michel Platini, sta bene solo la soluzione degli arbitri addizionali (o di area). Bocciata la proposta, soprattutto delle Federazioni europee, Italia compresa, di abolire la "tripla sanzione": cartellino rosso, rigore e squalifica in caso di interruzione in area di una chiara occasione da gol. Anche stavolta non c'è stato nulla da fare. Un errore della Fifa. Uno schiaffo all'Uefa che si era molto impegnata. "Senza tripla sanzione si rischiano interventi violenti" sostiene la Fifa ma è falso: i fallacci sono già puniti. Via libera a hijab e turbanti durante le partite, e questa è una scelta di buon senso: per un periodo di prova di 20 mesi si potrà quindi giocare a capo coperto. Era stata la Confederazione asiatica a chiederlo alla Fifa. Proibite invece, sin dal prossimo Mondiale del Brasile, immagini o scritte di ogni genere sotto la maglia.

Cori contro Napoli, la palla adesso al Coni
L'ex ministro Franco Frattini, a capo dell'Alta Corte presso il Coni, è intervenuto sullo scottante caso della discriminazione territoriale, passando un fascicolo alla Giunta per le "valutazioni e determinazioni di competenza in ordine alla congruità e applicabilità della norma sanzionatoria alla base delle misure comminate". Se ne parlerà martedì, ma il Coni aveva già affidato al professor Giulio Napolitano e ad uno staff di prim'ordine la riscrittura di tutta la materia che attiene alla giustizia sportiva. La Figc, a fine campionato, è pronta a fare la sua parte. L'Inter ha avuto le curve riaperte, perché soprattutto quando i cori (contro Napoli) sono in trasferta la norma è di difficile, se non impossibile, applicazione. Probabile si torni alle esimenti e attenuanti per i club: in questo caso ci sarebbero multe e solo in caso di recidiva curve chiuse. Improbabile che la norma venga cancellata (cosa direbbe Platini?) ma di sicuro va riscritta meglio. La Figc ha scelto la linea dura ma ora deve uscire da questo pasticcio.

Braccio di ferro Malagò-Barelli, fra minacce e tregua...
Martedì Giunta Coni, la prima dopo Sochi: si parlerà anche del caso Federnuoto? Come noto, Malagò e Barelli sono ai ferri corti (per la verità, dal 2009...) e il Coni ha mandato alla Procura della Repubblica le carte della Fin. Barelli è già stato interrogato come "persona informata" e in risposta alla mossa del Coni ha presentato due pareri pro-veritate. Qualcuno pensava, o sperava?, di commissariare Barelli ma c'è un'inchiesta penale in corso e sino a quando la Procura non si pronuncia (si spera presto) non si può fare nulla. Barelli è furibondo, e furibondo si presenterà in Giunta: nelle precedenti gestioni al Coni i panni sporchi si lavavano prima in famiglia, ma Malagò ha scelto un'altra strada, quella della Procura, strada che non è piaciuta, oltre ovviamente a Barelli, anche ad altri presidenti di Federazione e dirigenti sportivi. Tra l'altro sarebbe interessante sapere prima o poi come finirà il commissariamento della Fise (Federazione sport equestri) dove Malagò ha scoperto una situazione allucinante (ma prima di lui nessuno controllava?). Barelli è pronto a chiedere i danni e, avendo anche ambizioni internazionali, non è tipo che si arrende facilmente. Ma non è nemmeno escluso che i due nemici alla fine possano trovare anche un accordo. Una tregua.