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Malagò: Vanno puniti
anche i cori contro Roma

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"La norma non mi piace, non mi è mai piaciuta": Giovanni Malagò, n.1 del Coni, interviene sui cori di discriminazione territoriale. Lo fa in occasione della Giunta Coni, la prima dopo Sochi. L'Alta Corte presso il Coni ha bocciato il ricordo della Roma, è vero, ma ha inviato un fascicolo propria alla Giunta, raccomandandosi di rivedere queste norme in base alla loro "congruità e applicabilità". Malagò condivide la linea portata avanti da Mauro Baldissoni: "Non si può creare una discriminazione nella discriminazione. Non si possono punire i cori contro Napoli, che è giusto punire, e non quelli contro altre città, altre tifoserie. E' un fatto di buon senso e non riesco a capire come non se renda contro". Il n.1 dello sport si riferisce agli insulti contro i romani, i milanesi. Cori che al momento non sono segnalati dagli 007 di Palazzi: per loro non toccano la discriminazione territoriale, ma sono solo insulti. Inoltre, è giusto pagare in campionato cori fatti in Coppa Italia? Alla Roma è successo. Anche di questo va discusso. A Malagò non sta bene la norma attuale con la sua applicazione, "la Figc ci ha garantito che a fine stagione metterà mano a queste regole". Abete lo aveva già deciso, si era reso conto che così le cose non funzionavano, soprattutto quando certi cori sono fatti in occasione delle trasferte: "A fine campionato faremo una riflessione", ha detto il presidente Figc in partenza per Madrid. Probabile che si torni alle esimenti e attenuanti, alle multe e poi in caso di recidiva, dopo aver scontato anche la condizionale, alla chiusura delle curve. Anche Malagò è d'accordo nella segmentazione dei settori a rischio. Ma l'ideale sarebbe che certa gente la finisse con questi cori. Le norme vengono dopo. Malagò, così come Beretta, si è espresso a favore della moviola in campo. Abete è contrario. La Fifa, che decide, pure. Caso chiuso, e chissà per quanto.

Caso Federnuoto: se n'è parlato anche in Giunta, dove era presente il presidente Paolo Barelli. Il Coni ha mandato le carte alla Procura della Repubblica, i pm hanno sentito Barelli come persona informata dei fatti, la Fin ha presentato due pareri pro-veritate a suo discapito. "Basta con questi pareri, chiudiamo in fretta questa vicenda", ha tagliato torto Franco Carraro. E Giancarlo Abete, con durezza, ha definito "vergognoso" il modo in cui il Coni ha portato avanti l'iter di questa vicenda. Malagò, Chimenti, Fabbricini e Miglietta si sono giustificati, "solo un atto dovuto" dopo l'intervento di Befera jr. "Solo un'ipotesi di reato, mai parlato di truffa". Ma le acque sembra si stiano calmando: nessuna guerra contro Barelli, assicura Malagò. Restano i rapporti difficili fra il presidente del Coni e Abete. Roma 2024, infine: per Malagò anche Renzi, come Letta, appoggerà la candidatura. Ma prende tempo: non più una decisione questa estate, dopo il Centenario del Coni ma la prossima. Le norme Cio lo consentono. C'è tempo per rifletterci su, e così si vedrà come sarà ridotta Roma. Vero, Marino?

Stadi da 20.000 spettatori: e ora che farà il Cagliari?
Particolarmente attiva la Lega di serie A nel suo consiglio milanese: si parla di rose ridotte e di adottare, ma ci vorrebbero almeno tre anni, il fair play finanziario come l'Uefa. Inoltre, cosa importante, è stato deciso che dalla prossima stagione la capienza minima per gli stadi di serie A sarà di 20.000 spettatori, con deroghe sino a 16.000. Giusto, visto che nel nuovo contratto tv vogliamo vendere meglio il nostro calcio all'estero. Il Cagliari, se non trova un accordo con il Comune, non potrà più giocare al Sant'Elia, che ha solo 5.000 posti. Dovrà di nuovo emigrare? E dove? Cellino sta pensando di cedere il club, ma le trattative non decollano. Inoltre alcuni club di B in lotta per i playoff potrebbero avere problemi. Ma la Lega doveva dare questo segnale. Spiace per i tifosi, soprattutto per quelli sardi già non poco penalizzati: ma la serie A deve avere una sua immagine. Fra stadi semivuoti e curve chiuse per razzismo (e discriminazione territoriale) non è stata certo una bella stagione.